Accadde Oggi 6 agosto - #almanacco

Oggi 6 agosto la Chiesa festeggia la Festa della Trasfigurazione di Gesù

1135 – I pisani conquistano Amalfi
1791 – A Berlino viene aperta al traffico la Porta di Brandeburgo)
1861 – Annessione britannica di Lagos, Nigeria
1875 – Muore assassinato a Quito lo statista ecuadoriano Gabriel García Moreno
1890 – Nella Prigione di Auburn a New York, viene eseguita la prima esecuzione con la sedia elettrica (il condannato fu l’omicida William Kemmler)
1945 – Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Hiroshima: una bomba atomica, chiamata in codice Little Boy, viene sganciata dal B-29 statunitense Enola Gay sulla città di Hiroshima in Giappone alle 8:16 di mattina (ora locale). 

1960 – Rivoluzione cubana: in risposta all’embargo degli Stati Uniti, Cuba nazionalizza tutte le proprietà straniere della nazione
1964 – Vaticano: Papa Paolo VI pubblica l’enciclica Ecclesiam Suam, che stabilisce per quali vie la Chiesa cattolica debba oggi adempire il suo mandato
1965 – Il presidente statunitense Lyndon B. Johnson tramuta in legge il Voting Rights Act del 1965
1969 – La NASA annuncia gli equipaggi che prenderanno parte alle missioni lunari Apollo 13 e Apollo 14
1974 Il funambolo francese Philippe Petit attraversa le Torri Gemellesotto gli occhi increduli della città di New York.
1978 – Muore Papa Paolo VI
1980 – Il magistrato Gaetano Costa cade vittima della mafia
1985 – La mafia assassina Antonino Cassarà e Roberto Antiochia
1990 – Guerra del Golfo: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniteordina un embargo commerciale globale contro l’Iraq, in risposta all’invasione del Kuwait
1991 – Tim Berners-Lee pubblica il primo sito World Wide Web nella rete internet, dando vita al fenomeno della tripla W: www
1996 – La NASA annuncia che il meteorite ALH 84001, che ritiene originato da Marte, contiene prove di forme di vita primitive
2001 – Il presidente statunitense George W. Bush riceve un rapporto intitolato Bin Ladin Determined To Strike in US (Bin Laden è determinato a colpire negli Stati Uniti)
2002 – Manindra Agrawal ed altri studiosi dimostrano la congettura dei “Primi in P”, vedi algoritmo AKS
2005 – Un Atr 72 della Tuninter, la compagnia charter della Tunisair, partito da Bari con destinazione Jerba, dopo un’ora circa dal decollo precipita a 12 miglia dalla costa di Palermo, provocando la morte di 16 persone ed il ferimento di altre 23
2008 – In Mauritania un colpo di Stato dell’esercito porta all’arresto del Presidente, del Primo ministro e del Ministro dell’Interno
2012 – Curiosity atterra con successo sul suolo di Marte alle 5.31 UTC
2014 – La sonda spaziale “Rosetta”, dopo un viaggio durato 10 anni, raggiunge la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, obiettivo finale della missione

Nati


Alexander Fleming (1881)
Geri Halliwell (1972)
George Jung (1942)
Marisa Miller (1978)
Benedetta Parodi (1972)
Andy Warhol (1928)
Alfred Tennyson (1809)
Giorgio Rocca (1975)

Morti

Theodor W. Adorno (1969)
Jorge Amado (2001)
Ben Jonson (1637)
Domenico Modugno (1994)
Papa Paolo VI (1978)
Diego Velàsquez (1660)

 

Oggi parleremo di un grande cantante, Domenico Modugno (Polignano a Mare9 gennaio 1928 – Lampedusa6 agosto 1994). E’  stato un cantautore, chitarristaattoreregista e politico italiano.

Considerato uno dei padri della musica leggera italiana e uno tra i più prolifici artisti in generale, avendo scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la televisione, nonché recitato in 13 spettacoli teatrali e condotto alcuni programmi televisivi; ha inoltre vinto quattro Festival di Sanremo, nel primo dei quali, nel 1958, con Nel blu dipinto di blu, (di cui era anche autore, cosa che lo rende il primo cantautore in gara nella storia della manifestazione) universalmente nota anche come Volare e destinata a diventare una delle canzoni italiane più conosciute, se non la più conosciuta e dal quale ne derivò il soprannome di Mr. Volare. Modugno è anche uno dei due cantanti italiani, insieme a Renato Carosone, ad aver venduto dischi all'epoca negli Stati Uniti senza inciderli in inglese. Nei suoi ultimi anni fu anche deputato e dirigente del Partito Radicale. È tra gli artisti italiani che Autori vati (a cura di Gianluca Testani, Enciclopedia del Rock Italiano, editore Arcana, 2007; alla voce Modugno Domenico, pagg. 270-271, Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 a oggi. Domenico Modugno nacque il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (dove poi gli venne dedicato un lungomare con annessa statua) in piazza Minerva 5 (oggi piazza Caduti di via Fani), in provincia di Bari, da Vito Cosimo Modugno, comandante della Polizia locale, e Pasqua Lorusso, del vicino paese di Conversano; ha due fratelli maggiori, Vito Antonio e Giovanni, e una sorella maggiore, Teresa, e sin da piccolo in famiglia viene chiamato Mimì. Nel 1935, quando lui aveva sette anni, il padre viene trasferito per lavoro a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, dove comincia ad andare a scuola e impara il dialetto vernacolo sanpietrano (facente parte dell'area del dialetto salentino), che ricorda il siciliano; in questo dialetto scriverà le sue prime canzoni. Durante l'adolescenza impara a suonare la chitarra, grazie agli insegnamenti del padre, e la fisarmonica, mentre nel 1945 compone le sue due prime canzoni, che non inciderà mai, E la luna fra le nubi che sorride al mio dolore e Il treno che fischia; scrive anche alcune poesie che fa stampare dal padre tipografo di un suo amico; successivamente le sue canzoni verranno scritte nel dialetto del paese di San Pietro Vernotico. Nel frattempo frequenta l'Istituto di Ragioneria a Lecce. Nel 1947 si trasferisce, all'insaputa del padre, a Torino per cercare fortuna e lavora prima come cameriere e poi come apprendista gommista alloggiando in una baracca in affitto. Nel 1949, dopo il servizio militare a Bologna, ritorna al paese e si lascia crescere i baffi e comincia a esibirsi come suonatore di fisarmonica nelle serenate alle ragazze con il suo gruppo di amici conquistandosi la fama di fimminaru (sciupafemmine) per via della sua prestanza e delle sue doti artistiche.

Nel paese inizia anche la sua attività teatrale sotto la guida del Maestro Rolomir Piccinno, ma presto decide di tornare a Torino e poi di spostarsi a Roma, dove i primi tempi alloggia presso il convento dei monaci camaldolesi al Celio; vince un concorso per attori dilettanti che gli consente di iscriversi alla scuola per attori del Centro Sperimentale di Cinematografia, riuscendo anche a vincere una borsa di studio da cinquantamila lire al mese. Qui conosce una giovane aspirante attrice sicilianaFranca Gandolfi, figlia di un colonnello che diventerà poi sua moglie il 26 giugno 1955. La sera comincia a esibirsi al Circolo Artistico di via Margutta, con un repertorio di canzoni in dialetto salentino di sua composizione e di brani popolari.

La sua prima parte come comparsa cinematografica risale al 1949 nel film I pompieri di Viggiù; poi nel 1951 appare in Filumena Marturano. Nel 1952 è attore giovane in teatro ne Il borghese gentiluomo di Molière con la Compagnia Tatiana Pavlova, e prende parte ai film Cameriera bella presenza offresi... del 1951Anni facili del 1953, e all'episodio La giara del film Questa è la vita del 1954. Ottenuto l'attestato del Centro Sperimentale nel 1953, continua a fare la comparsa in alcuni film e nel frattempo continua a esibirsi come musicista e rumorista alla radio.

Nel film Carica eroica del 1952, dovendo interpretare il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino, Modugno canta una canzone popolare del suo paese, Ninna nanna meglio conosciuta come Ulìe ci tene ulìe, grazie alla quale viene chiamato alla trasmissione Trampolino per presentarla; l'esibizione è apprezzata dal direttore del secondo canaleFulvio Palmieri, che gli propone di ideare e condurre una trasmissione musicale in quattro puntate. Modugno coinvolge la Gandolfi e così, all'inizio del 1953, conduce Amuri...amuri..., trasmesso dal secondo programma radiofonico alle 22, in cui interpreta una canzone in ogni puntata, proponendo brani che inciderà in seguito, come La cicoria o La barchetta dell'amore.

Nasce in quei giorni la leggenda del Modugno siciliano in quanto molti scambiano il dialetto salentino di questa e di altre canzoni come lingua siciliana, e il cantautore, almeno in quel periodo, non smentisce, attirandosi l'astio dei compaesani di San Pietro per aver sentito lo stesso Modugno dichiarare di essere siciliano (lui affermerà poi di averlo fatto perché costretto dai dirigenti Rai e dai discografici, ma si evince facilmente che vi erano, soprattutto in seguito quando era già famoso, interessi economici e di immagine, suoi e di chi gestiva i suoi affari e la sua immagine).

Nel maggio 1953 Frank Sinatra è ospite di una puntata di Radioscrigno, programma radiofonico condotto da Guido Notari, durante il quale Modugno esegue Ninna nanna. Sinatra espresse interesse per la canzone, che poi non incise mai. L'episodio però servirà per raccogliere l'interesse dei dirigenti radiofonici della TV di Stato. L'ultima apparizione cinematografica prima del successo nel mondo della musica è del 1955 ne Il Mantello Rosso di Giuseppe Maria Scotese. Continuerà tuttavia a recitare anche successivamente. 

Alla fine del 1953 Modugno ottiene un contratto discografico con l'RCA Italiana, per la quale comincia a pubblicare i primi dischi a 78 giri e a 45 giri, con canzoni composte in dialetto salentino e siciliano, per i quali si ispira al folklore di queste due regioni cantando di minatori, personaggi pittoreschi come nella canzone Lu Frasulinu, pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere. Il primo disco pubblicato nel 1954 è un 78 giri, La cicoria/Ninna nanna (la prima cantata con la Gandolfi); entrambi i brani erano stati presentati nella trasmissione condotta da Walter Chiari Controcorrente.

I genitori si separano in quello stesso anno poiché il padre è da tempo legato a un'altra persona. La madre si trasferisce a Roma con Vito Antonio, fratello di Domenico, il quale comincia a lavorare per lui in veste di manager; l'altro fratello resta al paese e avvia il primo autosalone del paese; a San Pietro risiedono ancora i nipoti del cantautore e il fratello maggiore Tonino, mentre il padre morirà suicida il 30 dicembre 1964, provato da due anni di sofferenze dovute a gravi disturbi circolatori e a ripetuti attacchi d'asma che gli davano una continua sensazione di soffocamento.

In questo periodo pubblica altri dischi per la RCA con brani che verranno riscoperti in seguito, come La donna ricciaLa svegliettaLu pisci spada e Vecchio frac, una delle due canzoni in italiano di questo periodo che nel 1955 passò praticamente inosservata e gli procura il primo problema con la censura a causa di un verso finale «Ad un attimo d'amore che mai più ritornerà» gli viene fatto cambiare in «Ad un abito da sposa primo e ultimo suo amor». Come egli stesso racconterà, questa canzone è ispirata alla vicenda del principe siciliano Raimondo Lanza di Trabia (marito dell'attrice Olga Villi), che si era suicidato nel novembre del 1954, all'età di 39 anni, gettandosi dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma. Racconta peraltro un suo amico fraterno, il poeta e scrittore Giovanni Bruno, che la canzone ebbe anche una seconda fonte di ispirazione in un racconto di spettri che la madre fece al cantante quando era bambino: la leggenda di un fantasma che usciva di notte dagli spalti del Castello di Conversano (BA) e vagava per la città.

In quel periodo vengono pubblicati i primi LP: l'album di esordio è I successi di Domenico Modugno I uscito nel 1955, che include alcuni brani già editi come 78 giri, seguito da I successi di Domenico Modugno II. Spesso le canzoni di questo periodo si rifanno alla tradizione popolare siciliana e dei cantastorie siciliani, che furono del resto la sua prima esperienza musicale, anche se poi ha dichiarato: «Una notte, quando avevo tre anni, a Polignano a mare, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere; fu la mia prima esperienza musicale, quella per me fu la "musica" per molto tempo. Per questo ho iniziato a cantare con quelle canzoni; il cantastorie stava dentro di me, non era una scelta precisa».

Alcune di queste prime canzoni sono depositate alla Siae avendo altri autori come cofirmatari della musica, a esempio Romagnoli per La donna riccia, in quanto - come spiegò Modugno in seguito - «Per le mie primissime composizioni dovevo ricorrere alla firma di persone già iscritte alla Siae come trascrittori, non potevo farlo io per via dei requisiti della legge vigente: io non sapevo scrivere la musica e suonavo vari strumenti a orecchio. Ero insomma un "melodista", come venivano definiti coloro che si trovavano nelle mie condizioni. Per depositare "La donna riccia" alla Siae, quindi, dovetti appoggiarmi a Romagnoli, che pur non avendo scritto nemmeno una nota incominciò in questa maniera a intascare i diritti d'autore. Molto presto riuscii a modificare la situazione: si riunì appositamente per me una commissione che, dopo aver esaminato il caso, decise che il signor Modugno poteva tranquillamente depositare le sue opere pur non sapendo scrivere la musica.» Tuttavia uno dei suoi primi coautori, Franco Nebbia, giocò un ruolo importante proprio nel favorire gli inizi della carriera di Modugno.

Nel 1956, con il cambio di casa discografica e il passaggio alla Fonit Cetra, riesce a esordire come autore al Festival di Sanremo con Musetto, già incisa in precedenza, e venne presentata alla manifestazione da Gianni Marzocchi classificandosi all'ottavo posto. Dello stesso anno è Io, mammeta e tu, che contribuisce a far circolare il nome del cantautore; sempre in quello stesso anno fece alcune tournée in Francia traducendo alcune sue canzoni come Vecchio Frac o Io, mammeta e tu in francese. Nello stesso tempo escono altri 33 giri come Domenico Modugno e la sua chitarra - Un poeta un pittore un musicista e Domenico Modugno e la sua chitarra nº 2 - Un poeta un pittore un musicista, che raccolgono anche reincisioni di vecchie canzoni. Sempre in quel periodo comincia a scrivere canzoni in napoletano con testi scritti da Riccardo Pazzaglia che aveva conosciuto al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel 1957 partecipa al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro, con Lazzarella, scritta insieme con Pazzaglia, che riscuote un buon successo come del resto la canzone inserita sul retro del disco, Strada 'nfosa, che gli viene ispirata da un venditore ambulante parigino in una giornata di pioggia. Alla fine dell'anno ha un altro problema con la censura a causa di alcuni versi di Resta cu' mme giudicati non adeguati, e li deve cambiare in «Nu' me 'mporta dô passato, nu' me 'mporta 'e chi t'ha avuto» in «Nu' me 'mporta si 'o passato, sulo lagreme m'ha dato».

Diviene uno dei protagonisti della musica leggera italiana e internazionale quando, con Nel blu dipinto di blu, trionfa al Festival di Sanremo 1958 insieme con Johnny Dorelli. Il testo di questa canzone fu scritto insieme con Franco Migliacci, con il quale cooperò in molti momenti della carriera, giungendo ad altri risultati di successo come Addio... addio.... Il brano tradotto successivamente in ben 13 lingue ha successo in tutto il mondo. I racconti sulla nascita del testo da parte degli autori sono contrastanti e variano a seconda della ricostruzione del momento: Gianni Borgna li ha raccolti, e così si scopre che i primi tempi Modugno sosteneva che l'idea del ritornello Volare, oh oh gli era venuta una mattina osservando il cielo azzurro dalla finestra della sua casa di piazza Consalvi a Roma, mentre Migliacci invece affermava che l'idea era venuta a lui, osservando il quadro Le coq rouge di Marc Chagall, e che solo in seguito ne aveva parlato al cantautore pugliese. In seguito, poi, Modugno affermò che, trovandosi a passeggiare nei pressi di Ponte Milvio, uno dei due avrebbe pronunciato il verso «Di blu m'ero dipinto» e da lì si sarebbe poi sviluppato il resto del testo. Ultimamente, però, Migliacci ha cambiato versione, sostenendo che la canzone sia nata dopo un incubo notturno. La storia era questa: "Migliacci una giornata sarebbe dovuto andare al mare con Modugno, ma quest'ultimo non veniva a prenderlo; allora Migliacci disse addio alla giornata del mare, si richiude in casa, un po' per il caldo si addormenta, sognando lui che vola nel cielo e si dipinge di blu". È evidente che è quasi impossibile capire quale sia la verità sulla nascita del testo, ma sulla musica, scritta dal solo Modugno, tutti sono d'accordo nel riconoscerne la carica innovativa e di novità, almeno col senno di poi, visto che, subito dopo l'esibizione sanremese alcuni musicisti non esitarono a criticarne la melodia (Gorni Kramer, ad esempio, affermò: «Ma che pazzia è questa canzone? Non ha stile, non esiste!»).

In generale, però i pareri dei critici musicali sono unanimi: «Quella di Modugno è senza dubbio la canzone più nuova, più originale e più estrosa di questo Festival: estrosa nella musica, dove la caratteristica vera e propria è data dalla frase iniziale del ritornello, ed estrosa nel soggetto»; «La vittoria di Modugno può significare finalmente una rottura di quel clima di artificio nel quale naviga, grazie agli interessi delle case discografiche ed editrici, e alla scarsa preparazione di buona parte di autori e cantanti, la canzone italiana: Modugno ha dimostrato che una bella canzone, cantata bene, può essere apprezzata dal pubblico, e ha dimostrato che due cantanti seri e preparati come lui e il giovane Johnny Dorelli hanno la possibilità di imporsi sui "divi" costruiti e artificiosi, dai milioni in banca e dalle lacrime nel fazzoletto».

La fortuna della canzone è dovuta, comunque, anche ad altri aspetti, non solo al testo o alla melodia: in particolare è da citare l'arrangiamento, opera di Alberto Semprini, e l'interpretazione di Modugno che, durante l'esibizione a Sanremo, accompagna con la mimica la sua voce per arrivare, nel celebre ritornello, a una liberatoria apertura delle braccia.

Dopo Sanremo, la canzone arrivò terza all'Eurovision Song Contest e vinse nel 1958 tre Premi Grammy (fu per molti anni l'unico a vincere un tal premio per una canzone italiana), uno come disco dell'anno, uno come canzone dell'anno e uno come miglior interprete del 1958.
Anche il Cash Box Billboard gli conferì l'Oscar per la migliore canzone dell'anno e ricevette in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro, uno per il migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto.

Ecco come il cantante racconta la nascita del suo successo negli Stati Uniti:

«In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così. »

Si esibisce all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti, e poi comincia un lungo tour che tocca, tra le tante città, BostonBuffaloLos Angeles e New York dove, il 18 settembre, suona alla Carnegie Hall: è proprio durante la tournée che la moglie dà alla luce con qualche settimana di anticipo il suo primogenito, ma Modugno non può ritornare in Italia a causa delle forti penali previste nel contratto (ben 100.000 dollari di danni).

È in questo periodo che gli americani lo soprannominano Mr. Volare, e anche la sua canzone diventa nota con questo titolo, il 45 giri rimane primo nell'hit parade americana per ben tredici settimane consecutive, record tuttora ineguagliato per un disco italiano.

L'eco di questi successi arriva anche in Italia: L'espresso nell'agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l'America; e a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo.

Il 1958 è per il cantautore un anno frenetico: passa dal piccolo successo italiano alla grande popolarità internazionale, con tournée negli Stati Uniti e in America Latina, incisioni discografiche estere, apparizioni in vari programmi televisivi. Modugno ha attraversato l'atlantico circa 60 volte, tutti gli Stati del nord e sud America lo hanno sentito dalla viva voce, a Caracas durante uno spettacolo si tenne la massima presenza di 121.000 persone.

Tornato in Italia, cerca di coinvolgere Migliacci nella scrittura di una nuova canzone e, mentre era in attesa che il suo treno partisse, alla stazione di Pittsburgh, in Pennsylvania, in un giorno di pioggia, osservando l'addio di due fidanzati sotto la pioggia, si era annotato questi versi: «Ciao ciao bambina, un bacio ancora/e poi per sempre ti perderò;/vorrei trovare parole nuove/ma piove, piove sul nostro amor». Poiché il paroliere non è interessato, Modugno coinvolge Dino Verde, con cui ha già collaborato nella scrittura di Resta cu' mme, e compone una musica che per certi versi ripete lo schema di Nel blu dipinto di blu: un'introduzione lenta (accompagnata dall'organo hammond, suonato da Mario Migliardi), che poi si apre con un ritornello arioso. E vi è un'altra cosa che accomuna i due brani: il primo è conosciuto nel mondo con la parola del ritornello, Volare, e non con il suo titolo, e lo stesso accade con il secondo, Piove, molto più conosciuto come Ciao ciao bambina. E anche questa canzone ripete il trionfo della precedente, vincendo il Festival di Sanremo 1959 e diventando una delle canzoni più note del cantautore (incisa anche da Caterina ValenteXavier CugatFranck PourcelFred Buscaglione e molti altri), anche se le vendite complessive non raggiungono quelle di Nel blu dipinto di blu: 500.000 copie in Italia e quasi 15 milioni nel mondo.

Nel 1960 si classifica secondo assieme a Teddy Reno con Libero, che fu comunque un buon successo di vendita; vince nel 1962 in coppia con Claudio Villa con Addio... addio... e nel 1966 con Dio, come ti amo assieme a Gigliola Cinquetti. Pur con il successo come cantante, continua anche l'attività di attore, partecipando a numerosi film, tra cui nel 1960 Appuntamento a Ischia. Nel 1961, dopo qualche mese di inattività dovuto a una frattura della gamba avuta durante le prove in teatro, esordì come protagonista nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini, di cui compose anche le musiche pubblicate nell'album omonimo e che fu definito: "Il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia", registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo. Lo spettacolo esordì al teatro Alfieri di Torino il 12 settembre 1961 per celebrare i cent'anni dell'Unità nazionale e racconta le vicende del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, di cui si innamora Angelica, una nobildonna siciliana che sostiene la causa di Garibaldi e che alla fine lo convincerà a unirsi ai garibaldini contro i Borboni. Venne anche trasmessa in televisione. Il successo porta la commedia a essere rappresentata in Francia e in Unione Sovietica ma senza Modugno perché occupato in altri progetti. Come attore teatrale recitò anche in altri spettacoli come Tommaso d'Amalfi di Eduardo De Filippo, per cui scrisse anche le musiche; recitò anche in Liolà, componendo anche alcune musiche per lo spettacolo rimaste però inedite.

Nel 1961 il singolo La novia (brano musicale) arriva primo in classifica per sei settimane.

Per il cinema realizzò come autore-attore il film autobiografico Tutto è musica (1963).

Per la televisione recitò nel 1965 nello sceneggiato Scaramouche di Daniele D'Anza, insieme con Carla Gravina, la sigla di questo telefilm, L'avventura, divenne una delle sue canzoni più celebri.

Collaborò anche con i poeti Salvatore Quasimodo, che dopo averlo conosciuto gli diede l'autorizzazione per mettere in musica le sue due poesie Ora che sale il giorno e Le morte chitarre, e Pier Paolo Pasolini, che scrisse il testo della canzone Che cosa sono le nuvole.
Ecco come Modugno racconta l'esperienza con Quasimodo:

«Quando gli chiesero il permesso per questa operazione, lui rispose che non lo aveva mai concesso a nessuno, ma che per Modugno non ci sarebbero stati problemi. Poi ci siamo incontrati e conosciuti a casa sua: era una persona molto strana, chiusa, vulnerabile, che ispirava tenerezza. »

Venne chiamato da Pasolini nel 1966 per cantare i titoli di testa del film Uccellacci e uccellini, su musica di Ennio Morricone; l'anno successivo reciterà nel film Capriccio all'italiana (nell'episodio Che cosa sono le nuvole?), interpretando la canzone omonima:

«Il mio incontro con Pasolini fu bello. In un primo tempo voleva utilizzarmi per un'opera che doveva rappresentare alla Piccola Scala di Milano, cosa che poi non fece. Recitai invece nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto»

Nel 1966 ha partecipato per la terza volta all'Eurovision Song Contest (dopo il 1958 e il 1959) classificandosi, con le stesse canzoni portate a Sanremo. Nel 1964 vinse il Festival di Napoli con Ornella Vanoni con la canzone Tu si' 'na cosa grande; nel 1965 ha partecipato a Un disco per l'estate con Come si fa a non volerti bene.

Dopo il periodo trascorso alla Fonit passò alla Curci nel 1964; i dischi di questo periodo però, esclusa qualche eccezione come L'avventura o Dio, come ti amo, non ebbero un grande riscontro di pubblico. Nel 1968 ritornò alla RCA Italiana, la casa in cui aveva esordito, ma anche qui i nuovi dischi ebbero all'inizio scarso seguito; la situazione cominciò a cambiare con l'incisione di Come hai fatto, nel 1969, che segnò il suo ritorno in hit parade. Come ha raccontato Modugno, Come hai fatto era nata in origine appunto in dialetto partenopeo:

«Dopo tre anni di crisi, in cui non riuscivo più a comporre, ho scritto Come hai fatto, che era nata però napoletana, Ma cumm' ha fatto. Soltanto che mi hanno costretto a trascriverla in italiano, ma è il dialetto la vera lingua di noi»

Con Ricordando con tenerezza partecipa nello stesso anno alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia brano autobiografico di discreto successo.

Al 1968 risale l'episodio dell'eliminazione di Meraviglioso da parte della giuria selezionatrice:

«Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale. »

Modugno quell'anno partecipò cantando una canzone non sua, Il posto mio, scritta da Tony Renis, che non ebbe grandi riscontri commerciali:

«Il posto mio, secondo disco con la RCA, è il frutto di un errore di valutazione. Non che la canzone fosse brutta, anzi, però non era adatta al mio personaggio così come veniva percepito dalla gente. Mi feci convincere da quell'impastoiavacche che è Tony Renis, e così fummo buttati fuori tutti e due alla prima serata. Forse è il caso di ricordare che un altro errore fu commesso da Renis stesso nella scelta dell'arrangiamento. Ennio Morricone ne aveva approntato uno veramente bello, ma Renis non era troppo soddisfatto e chiedeva sempre dei cambiamenti fin quando, in extremis, fu scelto quello del maestro Franco Pisano. »


Nel 1969 recitò nella commedia musicale Mi è caduta una ragazza nel piatto.

Il successo viene confermato l'anno successivo da La lontananza, che arrivò fino al primo posto delle classifiche; il testo di questa canzone fu scritto insieme con Enrica Bonaccorti, che il cantautore aveva conosciuto l'anno precedente durante l'allestimento dello spettacolo teatrale Mi è caduta una ragazza nel piatto:

«La lontananza esprime secondo me un grande sentimento d'amore, e possiede in sé una grande idea. il vento che spegne tutti i fuochi piccoli e accende quelli grandi. L'idea non è mia, ma io la afferrai al volo quando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo: la sviluppai e nacque la canzone.»

Entrano in classifica anche La gabbia (sempre nel 1970), Come stai e Tuta blu (nel 1971) e Un calcio alla città (nel 1972).

Proprio a questo periodo risalgono album come Con l'affetto della memoria e Il mio cavallo bianco e una famosa raccolta in sei dischi, Tutto Modugno del 1972, con alcuni inediti e reincisioni di vecchi brani. Nel 1974 divorziò tornò alla Curci, nel frattempo trasformata in Carosello, con cui incise 11 singoli e tre album; alcuni successi di questo periodo, come Piange... il telefono del 1974 e Il maestro di violino del 1976 (la cui musica è scritta dal maestro Pippo Caruso), vengono attaccati da molti critici e considerati una concessione agli effetti facili e strappalacrime come anche i due film - ispirati alle canzoni - che subiranno le stesse critiche.

Il 1971 avrebbe dovuto essere l'anno di Alleluja brava gente, nuovamente in collaborazione con Garinei e Giovannini, di cui Modugno scrisse tutte le musiche, ma a causa di problemi di salute, rinuncia ed è sostituito da Gigi Proietti; in realtà pare che all'origine dell'abbandono di Modugno ci siano dei contrasti sorti con il coprotagonista dello spettacolo, Renato Rascel. Soltanto molti anni dopo Modugno confermerà quelli che, fino a quel momento, erano stati solo dei pettegolezzi dell'ambiente dello spettacolo:

«Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni»

Il cantautore inciderà una sola canzone per la commedia, Amaro fiore mio.

Partecipò a diverse edizioni di Canzonissima, senza però aggiudicarsi la vittoria (il suo migliore piazzamento fu il quarto posto). Nel 1974 vinse la prima edizione del Premio Tenco, la rassegna della canzone d'autore di Sanremo. Dal 1973 al 1976 fu Mackie Messer ne L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, diretta da Giorgio Strehler.

Nel 1976 intervenne come ospite d'onore nella serata conclusiva del Festival di Sanremo, eseguendo un medley dei suoi successi. Originariamente gli era stata affidata la conduzione dl Festival ma a soli tre giorni dall'inizio rinunciò a condurre, e fu per questo sostituito da Giancarlo Guardabassi. Pubblicherà però una delle sue canzoni più celebri, Malarazza, ispirata a un canto popolare siciliano rielaborato insieme alla cantautrice, regista e attrice palermitana Emma Muzzi Loffredo, che verrà rieseguito anche da molti altri artisti: Roy Paci & AretuskaCarmen ConsoliGinevra Di Marco, i Lautari e Peppe Voltarelli. In questa occasione Modugno fu accusato presso il Tribunale di Milano da Dario Fo di aver plagiato una sua precedente rielaborazione dello stesso canto siciliano, fatta per il suo spettacolo Ci ragiono e canto. Anche la celebre cantante folk siciliana Rosa Balistreri, nel corso di un concerto avvenuto a Cianciana in provincia di Agrigento, il 2 agosto 1980, accusò pubblicamente Modugno di aver copiato, come tanti altri, dalla tradizione popolare siciliana.

Famoso nel 1977 il suo concerto a Viareggio davanti a più di 5.000 spettatori, da cui verrà tratto l'album Dal vivo alla Bussoladomani.

Nel 1978 Modugno torna a teatro, anzi al Teatro Tenda di piazza Mancini di Roma, con la commedia musicale Cyrano, le cui canzoni, vengono raccolte nell'album omonimo, che riscuote molto successo, ed è l'ultimo inciso per la Carosello. Lo spettacolo viene poi ripreso da RAI 2 in tre puntate. Il grande successo ottenuto prima al Teatro Tenda poi al Teatro Giulio Cesare e in alcune città italiane, fu tale che venne portato in tournée in sud America.

Viene ingaggiato nel 1981 dalla televisione di stato cilena per partecipare al programma Vamos A Ver, ma proprio mentre si accinge a partire da Roma, è avvisato telefonicamente da Santiago, da parte dell'impresario Edgardo Marcel, di sospendere il viaggio perché le autorità non gli consentono di entrare in Cile a causa delle dichiarazioni che aveva fatto in precedenza sulla situazione politica cilena e sulla dittatura di Pinochet; l'artista in seguito darà istruzioni al suo legale per far causa alla televisione cilena.

Nel 1983 passa alla Panarecord: questo sodalizio, però, non durerà molto, a causa dei problemi di salute che lo colpiranno in breve tempo.

Accanito fumatore per oltre trent'anni, fu colpito da un ictus il 12 giugno 1984 durante la registrazione della trasmissione di Canale 5 La luna nel pozzo, negli studi televisivi di Cologno Monzese. Lo stesso artista attribuì il malore alle cinquanta-sessanta sigarette al giorno fumate per anni. Il medico di servizio non si accorse della gravità delle sue condizioni e gli disse di prendere un'aspirina e tornare a casa; nella notte le sue condizioni si aggravarono e venne ricoverato nell'ospedale San Raffaele di Milano; qualche giorno dopo fu trasferito nel reparto neurochirurgico di Niguarda e successivamente in una clinica romana, dove nonostante le cure a cui fu sottoposto rimase con un lato del corpo paralizzato e con difficoltà ad articolare la parola, cosa che lo costrinse a lasciare l'attività artistica; fu costretto a una riabilitazione di tre mesi e solo attorno a settembre di quello stesso anno cominciò a migliorare. 

Il suo impegno politico lo aveva portato a partecipare alle campagne del Partito Socialista al quale aveva donato i diritti d'autore della canzone L'anniversario, composta nel 1973 in occasione della campagna per il referendum sull'abrogazione della legge Fortuna - Baslini che nel 1971 aveva introdotto il divorzio nella legislazione italiana. Nel 1986, impressionato dall'attività a favore dei disabili del Fronte Radicale Invalidi, incominciò a interessarsi alle iniziative del Partito Radicale, per il quale fu candidato alle elezioni politiche del 1987, venendo eletto alla Camera tra i deputati della X legislatura, dalla quale si dimise il 18 aprile del 1990 in ossequio allo statuto del partito; in seguito alle dimissioni dal Senato di Gianfranco Spadaccia, gli subentra nel suo seggio dove siederà fino al termine della legislatura. Durante la sua permanenza in Parlamento, si impegnò sui temi dei diritti delle persone disabili e sulle norme a tutela degli artisti. 

Fece poi una vera e propria battaglia per l'ospedale psichiatrico di Agrigento, in cui i malati vivevano in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a far chiudere l'ospedale e dedicando ai ricoverati un concerto che fu il primo tenuto dopo la malattia.

Nel 1990 fu eletto consigliere comunale ad Agrigento. Due anni dopo si candidò alla Camera con la Federazione dei Verdi nella circoscrizione Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta: pur essendo il più votato della sua lista, con 1 562 preferenze, non riuscì a essere eletto per lo scarso risultato del partito.

Nel luglio 1991 tenne un concerto alle Terme di Caracalla. Nell'ottobre dello stesso anno ebbe un lieve attacco cardiaco. Nel maggio 1992 cantò a Torino, in un concerto gratuito in piazza San Carlo, gremita di persone. Sempre nello stesso anno ritornò per l'ultima volta negli Stati Uniti dove fece una tournée di sette concerti conclusasi il 14 dicembre. Il 26 agosto 1993, a Polignano a Mare, sua città d'origine, tenne l'ultimo grande concerto della sua carriera, alla presenza di 70.000 persone in occasione della "riappacificazione con i polignanesi" per essersi sempre dichiarato siciliano. La manifestazione di tre giorni chiamata Modugno torna a casa, ideata e diretta dal regista Gianni Torres, lo vide sfilare lungo la costa di Polignano a bordo di una barca come si fa il 15 giugno di ogni anno per il patrono locale, alla testa di un corteo di barche, per poi attraversare il paese baciando bambini e stringendo mani a bordo della famosa Lancia Aurelia B24 del film "Il sorpasso" e, per terminare, il concerto nel quale dichiarò davanti a tutti: «Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese!». Nel 1993 incise con suo figlio Massimo la sua ultima canzone, Delfini (Sai che c'è)

Morì il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa, per un infarto cardiaco all'età di 66 anni. Venne seppellito nel Cimitero Flaminio di Roma

Dal matrimonio con Franca Gandolfi, Modugno ebbe tre figli: Marco, Massimo e Marcello. Nell’agosto 2019 la Prima sezione civile della Corte Suprema di Cassazione riconosce in via definitiva (dopo 18 anni di battaglie legali) che anche Fabio Camilli, nato il 10 agosto 1962, è figlio di Domenico Modugno. Fabio nacque dalla ballerina e regista Maurizia Calì, all’epoca sposata con l’ingegnere Romano Camilli.