Vanity Fair alla scoperta delle specialità culinarie del Molise

"Una terra che dall'Adriatico si arrampica fino all'Appennino, dove la tradizione viene difesa al meglio fra cavatelli, torcinelli e baccalà «arraganato»" è con queste parole che Vanity Fair descrive il Molise, mettendo in luce le specialità culinarie della nostra regione.

Dopo il successo nazionale delle vacanze gratuite in Molise, e dopo lo speciale articolo del New York Times che vedeva la nostra regione tra le 52 mete turistiche da visitare nel 2020, arriva anche il periodico tutto all'insegna della cultura, Vanity Fair, a sottolineare che "il Molise esiste". Proprio sulla scia della recensione del NYT, infatti, Vanity Fair scopre il Molise, una regione semplice, antica per certi versi, proprio come la sua cucina. Proprio così: è la cucina molisana a catturare l'attenzione, questa volta! "Ricca di sapori forti e decisi. Basata su una vasta scelta di prodotti tipici genuini e di eccellente qualità, grazie al fatto che nella sua piccola superficie si estende dall’Adriatico all’Appennino con relativi microclimi".

Il Molise viene quindi presentato come lo "slow travel delle cose belle e gentili", l'unica, o comunque una delle poche, terra, in Italia, in cui il tempo sembra essersi fermato. Una regione che non rifiuta affatto le influenze dei suoi vicini, ma che non si è fatta assolutamente schiacciare da esse, e proprio quest'interessante aspetto le ha permesso di crearsi una propria cucina. "Una cucina rustica per molti versi, ma di grande personalità da provare in locali, apparentemente fuori tempo o proprio vecchi per chi arriva da una città, ma in realtà perfettamente calati nello spirito, semplice e curato, dei borghi o delle principali cittadine".

159 eccellenze agroalimentari per il Ministero dell’Agricoltura, con numerosi latticini, formaggi e salumi, cinque DOP in comproprietà con quelle confinanti e una assolutamente propria, ossia l’olio extravergine Molise, ottenuto dai frutti delle varietà Aurina, Gentile di Larino, Oliva Nera di Colletorto e Leccino. Ma il Molise è anche una terra di pasta: "La specialità è rappresentata dai cavatelli, - riporta Vanity Fair - ricavati dalla semola di grano duro e lavorati a mano come le orecchiette: vengono serviti al pomodoro o alle verdure mentre il condimento più tipico è il sugo a base di carne di maiale. Una cucina povera con peculiarità sorprendenti: la «pizza e minestra», che unisce a una focaccia di grano e patate le verdure lessate e condite; le sagne, pasta fresca di acqua e farina di grano duro, di forma romboidale, con ceci o fagioli; il pancotto, zuppa di verdure con pane raffermo e guanciale. E poi un trionfo di carne, con i torcinelli a fare la parte del leone: involtini a base di intestini di agnello, avvolti intorno a un ripieno di fegato e trippa, preparati alla griglia o al forno; creano dipendenza".

Ma non è finita qui: le specialità culinarie non si trovano solo in città o in montagna, ma anche a Termoli, dove ci si diverte molto con il pescato, e Vanity Fair non dimentica di dargli importanza. "Il piatto simbolo del Molise è il baccalà «arraganato» ossia un timballo dove il pesce viene unito a mollica di pane, pomodorini, olive, uvetta e pinoli, che era tipico della Viglia di Natale".

A concludere l'articolo dedicato alla regione "dalle piccole e grandi sorprese", una classifica dei 10 migliori ristoranti ed osterie di carne e pesce in cui poter assaggiare i piatti tipici. Potete scoprire la classifica qui.

di Mariagrazia Staffieri