Aborto farmacologico senza ricovero: in Molise il 96% dei ginecologi è contro

L'Italia fa un passo avanti a favore dei diritti delle donne: è un sì all'aborto farmacologico senza ricovero. Ad annunciarlo è il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sui social: "L’aborto farmacologico è sicuro. Va fatto nelle strutture pubbliche e private convenzionate, e le donne possono tornare a casa mezz’ora dopo aver assunto il medicinale".

"Le nuove linee guida, - prosegue Speranza - basate sull'evidenza scientifica, prevedono l'interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. Si tratta di un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà nel nostro Paese". Le nuove linee guida andranno a cancellare le vecchie, approvate dieci anni fa, che prevedevano tre giorni di ricovero consigliati dopo l'assunzione dell'apposita pillola, aggiungendo la possibilità di protrarre il termine ultimo al 63esimo giorno di gestazione, quindi alla nona settimana, anziché alla settima come previsto precedentemente.

Tuttavia, a parte il caso dell'Umbria, dove l’amministrazione di centro destra, guidata da Donatella Tesei, ha scelto di vietare l’aborto farmacologico in day hospital sostenendo di "voler stare accanto alla donna in un momento complesso", resta ancora alta la percentuale di obiettori. In Italia il 70% dei ginecologi è contro, con picchi da record in alcune regioni: tra queste, c'è anche il Molise, dove si raggiunge il 96%.

di Mariagrazia Staffieri