Esito votazione su "Rousseau". Il commento di Antonio Federico

Qualche giorno fa ho commentato su Primo Piano Molise l'esito della votazione su Rousseau in merito alla possibilità di un terzo mandato per il consigliere comunale/municipale e di alleanze locali anche con partiti tradizionali. E' quanto dichiara il portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento Cinque Stelle, Antonio Federico: "Mi piacerebbe ampliare un po' il ragionamento. Anzitutto si parla di possibilità, certo non di obbligo: si rafforza quindi il concetto di autodeterminazione. Non mi soffermerò sulla questione "terzo mandato" perché chi non vuole capire che c'è differenza tra un consigliere comunale, magari di un piccolo Comune, ed un Parlamentare non si lascerà di certo convincere da queste righe. Voglio però parlare di "alleanze". Il MoVimento 5 Stelle nasce come alternativo alla contrapposizione destra-sinistra della politica tradizionale in un momento storico in cui le forze liberali erano rappresentate dal berlusconismo più spinto e le cosiddette forze progressiste non erano in alcun modo riuscite a superare le proprie divergenze e contrapposizioni interne rilevandosi totalmente inadatte a dare risposte ai cittadini. Erano gli anni in cui Beppe Grillo portava un programma partecipato dal basso a Romano Prodi o provava provocatoriamente (ma non troppo) ad iscriversi al Partito Democratico. Anche tutte le firme raccolte in piazza durante i due V-Day su "Parlamento pulito" e contro i conflitti di interesse nel mondo delle televisioni avevano un chiaro e naturale destinatario se non fosse per il fatto che tutte quelle migliaia di persone che popolavano piazze e portavano temi come acqua pubblica, beni comuni e taglio dei privilegi della politica venissero bollati proprio dalla sinistra come populisti. Erano gli anni delle profezie di Fassino. Il resto è storia che ci porta ai nostri giorni. Mi permetto di raccontarlo perché c'ero all'epoca e ci sono ancora oggi. Nell'intervista al giornale dicevo chiaramente che adesso la contrapposizione è tra sovranisti, cavalcatori d'odio e di ignoranza da una parte ed un qualcosa di diverso che deve ancora realizzarsi dall'altra. Il MoVimento 5 Stelle ha avuto un percorso unico in questi anni, in cui tante persone, diverse per storia personale e percorsi politici, si sono unite intorno ad alcune battaglie identitarie come il taglio dei vitalizi, il reddito di cittadinanza o lo sviluppo sostenibile. Serve oggi qualcosa di più. Tutti a parole vogliamo contrastare la corruzione, ma la buona volontà da sola non basta. Non basta nemmeno la tanto decantata onestà. Servono competenze, professionalità, esperienza, confronto. Capacità che non si improvvisano, ma che si devono costruire, con umiltà e lavoro. Urlare alla pancia del Paese non lo condividevo quando magari poteva portarci qualche voto (molto volatile), figurarsi adesso che siamo forza di Governo e dobbiamo rispondere a tutti con serietà, affidabilità e concretezza. Continuare a mantenere alti steccati a difesa di un purismo autocelebrativo e di una narrazione che vede tutti gli altri come il male assoluto non serve. Mi rendo conto che tutto questo è difficile, ma costruire è sempre più complicato di distruggere. Siamo nati con un "Vaffanculo" che voleva dire basta attendere che qualcuno risolva i nostri problemi o si occupi eticamente della cosa pubblica, ma piuttosto organizziamoci sui territori, facciamo proposte, facciamo rete ed entriamo nelle Istituzioni da cittadini liberi. Lo abbiamo fatto a tutti i livelli. Ora dobbiamo guardare avanti con la consapevolezza dei nostri dieci anni di storia e l'umiltà dei nostri primi passi. I prossimi mesi porteranno sicuramente dei grandi cambiamenti. Facciamoci trovare pronti!".