Il Molise … Contraddizioni e maledizioni…. Eppure ci si esalta per una visita illustre. “Non sia polemica ma costrutto”

 

Che il Molise sia gradevolmente coinvolgente per bellezze naturalistiche, biodiversità, siti archeologici ed arretratezza, non si è mai messo in discussione.

Esaltarsi per un piacevole apprezzamento è davvero il massimo della commiserazione e di quanto inespressa è la logica della comunicazione globale.

Fior fior di trasmissioni televisive hanno acceso i riflettori sulla terra delle contraddizioni, delle divisioni con milioni di spettatori e, non un apprezzamento. L’amica Selvaggia tuona con una sua scoreggia profumata, non ce ne voglia, che il Molise è bello e, si scatena il finimondo.

La Federalberghi tuona per le stanze vuote degli alberghi Italiani, soprattutto Molisani e, l’azienda di soggiorno urla al pienone. Si arride alla miriade di turisti mordi e fuggi che hanno invaso il Molise e, si trovano musei chiusi a causa di un organizzazione “ Statale “ che da una parte invita al Molise e dall’altra piange la carenza di personale che non permette l’apertura dei siti più importanti della regione come se fosse colpa dei Molisani se ancora credono che lo Stato esista e che è Padre e Madre di ogni situazione, positiva o negativa che sia. <<Mille turisti a Termoli per imbarcarsi per le Tremiti, un successo>>, si sente da chi si gonfia la giacca non pensando che le Tremiti son Pugliesi e che Termoli è solo il passaggio naturale per cambiar aria.

Indiscutibilmente quest’anno parte del Molise è stata invasa da turisti ma, siamo sinceri, è stata una parte del Molise a beneficiare di ciò. Paesi vuoti come Bojano, Trivento, Isernia, Campobasso, hanno decisamente risentito delle difficoltà comunicative, informative, di scarsa verve culturale, ambientale e monumentale. Hanno retto bene ed incrementato i paesi dell’Alto Molise che hanno decisamente la possibilità di godere di un ambiente diverso, florido, ammiccante; Termoli e la costa che di turismo stabile ha visto solo parziale periodo florido e mai davvero esplosivo. Un turismo che “grazie “alla pandemia ha ridonato la voglia interna del proprio caciocavallo tanto da mandarlo in diretta su Rai Uno nella trasmissione dedicata al Mare de “Uno Mattina Estate”, dimostrando di come riusciamo a stupire comunque e sempre, molto spesso in negativo. Una regione senza una cabina di regia che balla da sempre il “sciolti si balla “e spesso, impone garanzie di sconfitta anche quando il Mondo gira intorno ad essa senza spendere un euro di pubblicità. Disattenzione, non una vera rete tra imprenditori del settore che a Termoli a disprezzo delle logiche di mercato, vendono un sorso di chinotto a ben tre euro. Il Molise dei borghi che non esistono, anche rispetto ad altre regioni che hanno borghi assai più nobili e curati dei nostri, il Molise delle Chiese che rispetto ad altre regioni ne contano davvero poche da poter mirar con il fiato in gola, ha ben altro da vendere e, persevera con quello che non ha e tenta di vendere senza pensare alla mercanzia degli altri. Un Molise che non avrebbe pari per biodiversità, per ambientazioni esterne come le Morge, i Parchi naturali, il cielo stellato con nessuna altra regione al mondo, il cibo, l’acqua che, trainerebbero senza dubbio anche i borghi, le identità ancora certe, i luoghi artisticamente validi ed i pochi siti archeologici disseminati sul territorio, per non dimenticare i Castelli e l’eccellente fauna. Si va verso un Mondo pieno di “accidie” e noi puntiamo sempre più alla movida ed alla rincorsa di cose che abbatterebbero ogni “tendenza al male” favorendo progetti come quello dei cammini, dei tratturi, dello sport a cielo aperto, del mare sicuro, della bellezza. Chi davvero ha puntato alla risorsa “natura” ha già vinto la scommessa ed è per questo che si son scoperte cascate che rispetto alle più blasonate cascate “vere”, hanno avuto un notevole successo. Non sono le cascate in sè ad essere tali, poiché è davvero difficile paragonarle a cascate di alto borgo, ma, una passione ed un indotto di bellezza attorno ad esse che le ha rese magiche. C’è molto da lavorare, c’è molto da programmare, c’è tutto da condividere, il Molise è bello ma, ha bisogno di un maestro che sappia ballare la nostra musica e non la musica che non ci appartiene e venderla come la musica che cambia tonalità ed accordi. La tradizione vera, altra fondamentale bellezza tutta Molisana è stata praticamente accecata dalla banda del “Polifemo “con sistematica coinvolgente azione di smarrimento, insieme a ciò che ci circonda porrebbe infinita grazia a chi chiude Falesie, siti archeologici, monumenti, a chi chiude alla cultura del tempo che fu per arrivare al presente, a chi del Molise importa davvero poco e niente”.

Che questa voglia di Molise, espressa senza pari dai Molisani e da chi ha voluto portarsi a noi con garbo, rispetto e tanta ammirazione, non venga depauperata e da subito sia la forza di non corrisponderci con le sole Lucarelli di passaggio ma che sia linfa nuova per generare un Molise diverso, un Molise che del Turismo, compendio di cultura, generi i Molisani. Non sia polemica ma una blogger che ci condanna per il nostro essere adagiati al tirare a campare, pensando al suo di marketing territoriale a mezzo blogger, che ci indica come rassegnati per l’eternità, non capaci di raccontarci, credo non abbia, come al solito, puntato il dito contro di ha lo scettro ma, contro tutti i molisani. Selvaggia come Checco ed il Molise sorride. Ah, solo per notizia, Rai Uno sarà ancora in Molise in quel di Castelpetroso il 26 agosto.