Accadde Oggi 7 settembre - #almanacco

Oggi 7 settembre la Chiesa festeggia Sant’Albino di Chalons, vescovo

1303 – Viene dato lo schiaffo di Anagni a Papa Bonifacio VIII
1533 – Anna Bolena, regina d’Inghilterra, dà alla luce la futura Elisabetta I
1812 – Guerre napoleoniche: Battaglia di Borodino – Napoleone Bonaparte sconfigge l’esercito russo di Alessandro I nei pressi del villaggio di Borodino
1818 – Jean-Baptiste Jules Bernadotte (Carlo XIV di Svezia) viene incoronato anche re di Norvegia a Trondheim con il nome di Carlo III
1860 – Giuseppe Garibaldi entra a Napoli con l’esercito dei mille
1864 – Guerra di secessione americana: Atlanta (Georgia) viene evacuata su ordine del generale unionista William Tecumseh Sherman
1893 – Nasce a Genova il Genoa Cricket and Football Club, secondo alcune fonti, la più antica società calcistica in Italia
1901 – Finisce ufficialmente in Cina la Ribellione dei Boxer, con la firma del Protocollo dei Boxer
1911 – Il poeta francese Guillaume Apollinaire viene arrestato e imprigionato poiché sospettato di aver rubato la Monna Lisa dal museo del Louvre
1938 – In Italia viene promulgato il Regio decreto n. 1381 – Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri
1953 – Nikita Khruščёv diventa capo del Comitato Centrale dei Soviet
1965 – Guerra del Vietnam: Come continuazione dell’Operazione Starlight effettuata ad agosto, i Marines statunitensi e le forze del Vietnam del Sud iniziano l’Operazione Pirahna, sulla Penisola di Batangan, 37 km a sud della base navale di Chu Lai
1977 – Vengono firmati dei trattati tra Panama e gli Stati Uniti sullo status del Canale di Panama. Gli USA concordano nel trasferire il controllo del canale a Panama, alla fine del XX secolo
1979 La Chrysler Corporation chiede al governo degli Stati Uniti 1 miliardo di dollari per evitare la bancarotta
1986 – Desmond Tutu diventa il primo nero a guidare la Chiesa Anglicana in Sudafrica
1987 – A Copenaghen viene ratificato un accordo multilaterale tra 13 paesi europei per la diffusione del GSM
1988 – Abdul Ahad Mohmand, il primo afgano nello spazio, rientra a terra a bordo della navetta sovietica Soyuz TM-5, dopo nove giorni passati sulla stazione spaziale Mir
1997 – Primo volo di prova dell’F/A-22 Raptor
2011 – In un incidente aereo avvenuto poco dopo il decollo a Jaroslavl’ tutti i componenti della squadra di hockey su ghiaccio locale trovano la morte

Morti

1962 – Karen Blixen

Oggi vi parleremo di un uomo che offrì il cambiamento ad un partito Comunista Russo orfano di Stalin.

Nikita Sergeevic Kruscev nasce il 15 aprile del 1894 a Kalinovka, nella Russia imperiale, nell'oblast di Kursk. Il suo complesso cognome è trascritto spesso in italiano in Krusciov, oppure Kruscev, o ancora Chruščëv, Khrushchev. Trasferitosi con la sua famiglia in Ucraina, a Juzovka, nel 1908, frequenta le scuole elementari per soli due anni.

Inizia a lavorare in diverse miniere e fabbriche in qualità di installatore di tubi, impegnandosi anche in attività sindacali, in modo particolare nel corso della Prima Guerra Mondiale. In seguito alla Rivoluzione Russa del 1917 entra nell'Armata Rossa, per poi diventare Commissario Politico; l'anno successivo Nikita Kruscev diventa membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.Dopo avere lavorato nel Donbass e a Kiev con diversi incarichi amministrativi, nel 1931 passa per le segreterie dei comitati distrettuali, i cosiddetti rajkom, di due quartieri di Mosca, Bauman e Krasnaja Presnja, approfittando delle raccomandazioni avute da Lazar Kaganovic, suo amico; l'anno seguente, invece, è eletto secondo segretario del comitato cittadino moscovita, il gorkom.

Nel 1934 Nikita Kruscev diventa primo segretario del gorkom di Mosca e secondo segretario del comitato regionale, l'obkom, ma anche membro effettivo del comitato centrale del partito.

Alla fine degli anni Trenta Krusciov è nominato come facente funzione di primo segretario del comitato centrale del Partito Comunista Ucraino, dopo che le persecuzioni staliniane avvenute tra il 1937 e il 1938 avevano falcidiato i membri precedenti. Quindi viene eletto primo segretario e assume, al contempo, la segreteria dell'obkom di Kiev, prima di diventare membro candidato del Politburo.Nel corso della Seconda Guerra Mondiale è ufficiale politico dell'esercito sovietico; nei mesi che seguono l'invasione tedesca organizzata nel contesto dell'Operazione Barbarossa, tuttavia, entra in contrasto con Stalin a proposito della condotta della guerra nel territorio ucraino: in particolare, reputa uno spreco la sua intenzione di non accettare la ritirata come opzioni militare.

Dopo essere stato nominato commissario politico nella battaglia di Stalingrado, al termine della guerra Nikita Kruscev inizia la sua scalata verso il potere: in particolare, è dopo il 1953, anno in cui muore Stalin, che dentro il partito si scatena a tutti gli effetti la lotta per la successione.

In un primo momento sembra avere successo la posizione del capo della polizia segreta e ministro degli Interni Lavrentij Pavlovic Berija, ma Kruscev ben presto ottiene l'appoggio di Nikolai Bulganin, Vjaceslav Molotov, Lazar Kaganovic e Gerogij Malenkov, grazie ai quali Berija perde ogni potere e viene messo in prigione, per poi venire addirittura ucciso.

Kruscev diventa, quindi, il leader del partito, sorprendendo - tra l'altro - i delegati del XX Congresso del PCUS con il suo celebre discorso segreto tenuto il 25 febbraio del 1956, quando denuncia i crimini compiuti durante la Grande Purga e soprattutto il culto della personalità di Stalin.

Anche per questo motivo egli deve fare i conti, l'anno successivo, con l'ostilità dei membri del partito più conservatori, che provano a spodestarlo senza successo.Nel 1958, il 27 marzo, prende il posto di Bulganin in qualità di primo ministro dell'Unione Sovietica, diventando capo unico del partito e dello Stato. Molto significative sono le sue decisioni in politica estera: famosa è la discussione avvenuta il 24 luglio del 1959 con il vice presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, invitato a Mosca a inaugurare l'Esposizione Nazionale Americana dal presidente Eisenhower.

Nel corso di tale conversazione, i due uomini politici parlano in pubblico dei rispettivi sistemi economici: da un lato l'economia pianificata, e dall'altro il capitalismo. Quel dialogo passa alla storia come "dibattito in cucina", visto che si svolge nella cucina di una casa prefabbricata all'interno dell'esposizione.Poco tempo dopo Kruscev ricambia la cortesia recandosi negli Stati Uniti e rimanendovi per due settimane: in questa occasione afferma, davanti alle telecamere della tv americana, che il regime comunista sarà quello sotto cui vivranno in futuro gli statunitensi.Nel 1960 Krusciov rompe con la Repubblica Popolare Cinese, ma soprattutto si rende protagonista di un gesto clamoroso durante una seduta dell'ONU: il 12 ottobre di quell'anno, in segno di protesta contro le dichiarazioni del delegato filippino Lorenzo Sumulong che aveva parlato di imperialismo sovietico nell'Europa orientale, si toglie una scarpa e la sbatte sul tavolo ripetutamente.

L'anno successivo Nikita Krusciov dà il la al piano proposto dal leader della Germania Est, Walter Ulbricht, per la realizzazione del muro di Berlino, con l'obiettivo di bloccare le emigrazioni clandestine sempre più consistenti dei tedeschi orientali verso la Germania occidentale: questo gesto oppressivo, tuttavia, non si concilia per niente con l'apertura politica all'Occidente che il leader sovietico aveva sbandierato fino a quel momento.

In seguito alla Crisi dei missili di Cuba, Kruscev si trova in una situazione di notevole difficoltà: la sua caduta sembra essere il frutto di una cospirazione con protagonisti i capi del PCUS, non contenti della sua politica estera, ma anche irritati dall'organizzazione dell'economia del Paese e, in particolare, del settore agricolo; anche la visita della figlia di Kruscev e di suo marito in Vaticano a Papa Giovanni XXIII non viene vista di buon occhio all'interno del partito.Così, nell'autunno del 1964 Kruscev viene deposto a causa di una cospirazione guidata dal capo del KGB Vladimir Semicastny, da Aleksandr Selepin e da Leonid Breznev, i quali convocano un consiglio speciale del Presidium del Comitato Centrale che vota per le dimissioni del presidente da ogni incarico nel governo e nel partito.Da quel momento, egli si ritira a Mosca, dove vive come un semplice pensionato, pur rimanendo fino al 1966 nel comitato centrale.

Nikita Kruscev muore l'11 settembre del 1971 a Mosca in seguito a un attacco di cuore: la salma viene sepolta nel cimitero di Novodevicij. Gli viene negata, pertanto, la sepoltura dentro al Cremlino.