Elezioni a Bojano, come è cambiata la politica. #vengoconquestamiaadirvi

In quel tempo era (s)costume per i popoli della penisola Italica recarsi alle urne per rinnovare le cariche di coloro che avrebbero comandato per un pugno di anni,  “Per pugno di dollari” era altra cosa, cosa seria e storica del cinema, della vita di tutti noi che incominciavamo ad avere una certa età.

Esistevano quattro livelli di elezioni, cinque nelle grandi città, si iniziava con quelle comunali, circoscrizioni nelle grandi città, per finire a quelle del Parlamento Europeo, dove pochi avevano capito cosa fosse, il Parlamento Europeo, ma tutti eravamo convinti che lì, nel Parlamento europeo, si potessero avere soldi a raffica per fare qualsiasi cosa. Ovviamente sempre cose lecite.

Il modo di votare, per noi poveri “sudditi della politica” dell’Italica penisola si differenziava, non la facciamo lunga, ma per ogni votazione si doveva scrivere il nome della persona che si intendeva votare, tranne che per le elezioni al Parlamento dove era sufficiente tracciare un segno con la matita sul partito che si voleva votare. I candidati li sceglievano i partiti, ed anche di questo ne riparleremo prossimamente. 

Essere candidati al Parlamento, dove era sufficiente tracciare solo il segno, era il sogno di tutti i facenti politica nel Conta del Molise, credo anche dalle altre parti, ma se uno è nato qui…

Quindi, ritornando a noi, alle elezioni si doveva scrivere il nome del candidato per tutte le elezioni diverse dal parlamento europeo. In quel periodo capitò che si dovesse votare anche per il rinnovo di alcuni consigli comunali, sempre in Contado di Molise, e quella volta, questa volta, si votava anche nel comune di Bojano, ovviamente anche in altri comuni, ma a me saltò agli occhi, è saltato agli occhi, la situazione liste a Bojano. Questo perché mentre in altri paesi di poche centinaia di abitanti, uno era Pietracupa, furono presentate quattro liste, a Bojano solo due.

Sono un nostalgico della politica partecipata, quindi la mia speranza era che le due liste di Bojano rappresentassero una il centrodestra, l’altra il centrosinistra, cosa auspicabile per dirigerci verso  il bipolarismo di tipo anglosassone, ma di anglo non abbiamo niente e di sassone ci restano solo i sassi della Callora, visto che parliamo di Bojano.

Ordunque: una delle liste di candidati per amministrare il comune di Bojano era (è) capitanata dalla moglie di un consigliere regionale, all’interno delle liste c’è un altro consigliere regionale, anzi il Presidente del Consiglio Regionale insieme ad altri sei ex amministratori che fattivamente negli anni precedenti avevano amministrato Bojano. Giova ricordare che a Bojano si dimise l’ultimo sindaco per deficit di bilancio con conseguente dissesto finanziario dell’Ente. Questa lista era (è) per buona parte composta da persone che, forse, si rivedono nel centrodestra molisano, ma soprattutto di persone che vogliono amministrare a tutti i costi per avere a disposizione un Ente con il quale poter interagire con la popolazione per creare giovamento e ristoro al popolo bojanese. Questo perché  un popolo contento e soddisfatto è più incline votare chi ha partecipato a fargli avere il lampione sotto casa oppure risistemare la buca davanti casa di zia Antonietta. Poco importa se la GAM ha chiuso di fatto i battenti e ci sono centinaia di disoccupati che stanno finendo, anche la cassa integrazione. Poi, altro motivo importante, era (è) controllare il territorio e contare i voti, in modo da far sentire il fiato sul collo del candidato all’elettore “ignaro”. Questo perché la politica era(è) diventata un modo per fare soldi, immaginiamo un persona che normalmente lavorando da pubblico dipendente, ma anche da privato, riesce a mettere insieme 1.800 euro al mese, mentre se invece fa il politico di un certo livello riesce ad incassare circa cinque volte tanto. Scusate ma non riesco a fare la moltiplicazione. Ho lasciato la calcolatrice nell’automobile di un collega.

Quindi una lista di candidati politici conosciuti e presenti, nella quale fa (ceva) parte anche il Presidente del Consiglio Regionale che in seguito alla sua candidatura a consigliere comunale a Bojano aveva richiesto al Vaticano il dono della bilocazione per riuscire a anche nell’assise comunale del bel paese matesino.

Altra lista, sempre a Bojano, ma sempre lo stesso modus operandi, soltanto che in questo caso, come nelle partite scapoli/ammogliati, si erano tuffati, si erano inseriti, erano stati inseriti gli oppositori interni, al centrodestra, ma anche esterno al centrodestra di politici in netta contrapposizione con i candidati dell’altra lista. In Pratica una questione tutta bojanese.

Quindi i bojanesi sceglieranno tra due candidati sindaci con connotazioni politiche più o meno simili, ma con la stessa “voglia” di amministrare. 

Resta in dubbio, a me, forse in futuro si saprà, come mai la sinistra a Bojano non abbia presentato alcuna lista e si sia ritirata a Civita Superiore, in pratica l’Aventino bojanese, dove seguire la kermesse elettorale. Il non presentare un lista da parte della sinistra non credo sia stata una cosa buona per la democrazia e per il dibattito politico tipico di ogni elezione e di ogni realtà, piccola o grande che sia, ma credo sia buona per estromettersi un attimo da lotte intestine al centrodestra. Onestamente in altra epoca politica si sarebbe tirata fuori una lista, anche di non bojanesi, pur di far trovare il “simbolo” sulla scheda elettorale ai cittadini.

Ho preso ad esempio le liste di Bojano, ma credo che possano essere le liste di ogni paese del nostro Molise. Tutto questo durerà sino a quando non ci convinceremo a partecipare al dibattito politico ed a rendere vivo il dibattito. Se continuano a parlare sempre gli stessi, a Bojano come a Campobasso oppure a Katmandù non credo che cambierà mai qualcosa. I nostri giovani continueranno a partire pur avendo sotto i piedi un tesoro di Regione per niente sfruttata turisticamente. Proprio dal turismo, e questa estate ne è stata la riprova con la “scoperta” delle cascate di Carpinone che in questo campo ci sia tantissimo ancora da fare. Ma noi dobbiamo aspettare il politico che ci raccomandi per un posto al call center.

Con affetto e stima statevi arrivederci

Franco di Biase