Accadde Oggi 14 settembre - #almanacco

Oggi 14 settembre la Chiesa festeggia l’ Esaltazione della Santa Croce

1224 – Secondo la tradizione Francesco d’Assisi riceve le stimmate sul Monte della Verna
1812 – L’esercito russo dà fuoco a Mosca per impedire che Napoleone la catturi
1814 – Francis Scott Key scrive The Star-Spangled Banner
1829 – Il Trattato di Adrianopoli pone fine al conflitto fra gli imperi russo ed ottomano, iniziato nel 1828.
1882 – Inondazione della città di Verona
1886 – Brevettato il nastro della macchina da scrivere
1901 – Theodore Roosevelt diventa Presidente degli Stati Uniti d’America
1917 – La Russia si proclama ufficialmente una repubblica (1 settembre CG).
1923 – Miguel Primo de Rivera diventa dittatore della Spagna
1943 – Secondo bombardamento di Pescara
1948 – Inizio degli scavi del quartier generale delle Nazioni Unite a New York
1953 – Nikita Khruščёv è eletto primo segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica
1960 – Viene fondata l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC)
1984 – Joe Kittinger diventa la prima persona ad attraversare in solitaria l’Oceano Atlantico con una mongolfiera
1988 – Il giudice Alberto Giacomelli, 69 Anni, viene ucciso a Trapani da un commando di Cosa Nostra
1991 – Danneggiato il David di Michelangelo Buonarroti
1993 – Okecie, Polonia: durante una tempesta, un Airbus A320 non riesce a decelerare in fase di atterraggio (a causa di specifiche errate del software di gestione della frenata), muoiono un pilota e un altro passeggero
2002 – Il cardinale Dionigi Tettamanzi prende possesso dell’Arcidiocesi di Milano
2003 – La Svezia, con un referendum, rigetta l’adozione dell’Euro
L’Estonia, con un referendum, approva l’ingresso nell’Unione europea
2005 – Baghdad: Una serie di attentati causa 154 morti ed oltre 500 feriti, per la maggior parte sciiti. Al Qaeda rivendica le stragi, come rivalsa per i morti causati poche settimane prima durante una celebrazione sunnita
Latina: Un ordigno ad alto potenziale esplode nella caserma del comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri. L’Appuntato Alberto Andreoli rimane ucciso, un altro agente riporta ferite lievi
2015 – Viene captata la prima onda gravitazionale all’interferometro VIRGO.

Nati

Giovanni Borghi (1910) – Imprenditore italiano
Franco Califano (1938) – Cantautore italiano
Pietro Germi (1914) – Regista italiano
Frank Matano (1989) – Attore e personaggio tv italiano
Sam Neill (1947) – Attore neozelandese
Renzo Piano (1937) – Architetto italiano
Tiziano Terzani (1938) – Giornalista e scrittore italiano
Amy Winehouse (1983) – Cantante inglese

Morti

Dante Alighieri (1321) – Poeta italiano
James Fenimore Cooper (1851) – Scrittore statunitense
Grace Kelly (1982) – Attrice statunitense e reale monegasca
William McKinley (1901) – 25° Presidente degli Stati Uniti d’America
Giuni Russo (2004) – Cantante italiana
Patrick Swayze (2009) – Attore statunitense
Arthur Wellesley I Duca di Wellington (1852) – Militare e politico britannico

Oggi ricordiamo quanto una mano scellerata ebbe a danneggiare la statua del David di Michelangelo.

Il 14 settembre 1991 il David di Michelangelo, imponente statua marmorea, è stato danneggiato da uno squilibrato, Pietro Cannata.

L’uomo, entrato all’interno del Museo dell’Accademia di Firenze armato di martello, ha colpito la scultura sostenendo che fosse stata “La bella Nani” del Veronese a chiedergli di farlo.

Un fatto simile era accaduto 19 anni prima alla Pietà, sempre di Michelangelo, nella Basilica di San Pietro.

L’ungherese Lazlo Toth colpì la Pietà con un martello sfigurando il volto della Madonna e frantumando il braccio sinistro.

L’opera, pazientemente ricostruita, è ora protetta da un vetro.

Fortunatamente i danni al David erano molto più limitati; si scheggiarono solamente l’alluce e le prime due dita del piede sinistro. Si usarono i frammenti originali e i numerosi calchi esistenti per la sua ricostruzione.

I Funzionari del Museo dichiararono da subito che il danno era riparabile poiché tutti i frammenti del dito erano stati raccolti. 

Il direttore del museo Antonio Paolucci aggiunse però che “L’impatto morale rimane. La statua più famosa del mondo è stata danneggiata“.

Il David di Michelangelo è una scultura marmorea alta 520 cm, basamento di 108 cm incluso, conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze.

Il 16 agosto 1501 i consoli dell’Arte della Lana e gli Operai del Duomo di Firenze commissionarono a Michelangelo, per un compenso di 400 ducati, una statua di re David, da collocare in uno dei contrafforti esterni posti nella zona absidale della cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Nel 1464 il blocco era stato affidato allo scultore fiorentino Agostino di Duccio che inizialmente ne trasse un abbozzo di figura umana così grande da chiamarlo “Il Gigante”; poi smise di lavorarlo per alcuni dissidi sorti con i committenti.

Fu poi la volta di Antonio Rossellino che abbozzò il blocco di marmo nel 1476, ma lo abbandonò presto.

Il problema principale dell’abbozzo era la fragilità del marmo, causata dalla sua scarsa qualità, dalla presenza di taroli, ovvero di fori, e dalla tendenza intrinseca di quel marmo alla cottura e quindi alla perdita di coesione dei cristalli.

Il blocco aveva inoltre una forma eccessivamente stretta e alta, che rendeva complicato lo sviluppo anatomico di una figura, ed era talmente friabile da far temere agli scultori che la statua non si potesse reggere sulle gambe.

Michelangelo termina la sua opera nel 1504

Michelangelo, superando le difficoltà causate dall’abbozzo originario, iniziò la sua opera il 13 settembre 1501 e terminò la statua nell’aprile 1504.

Una commissione di esperti, tra i quali si annoverano Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Filippino Lippi, Andrea della Robbia stabilì di collocare il David, come desiderato da Michelangelo, in Piazza della Signoria, sulla gradinata di Palazzo Vecchio dove allora si trovava la “Giuditta” di Donatello.

Il trasporto del capolavoro dal cantiere del Duomo alla piazza durò quattro giorni.

Ci vollero ben 40 uomini per trainare la statua, sorvegliata a vista per proteggerla dalle sassate di qualche moralista che protestava contro la nudità del colosso; 8 persone finirono in carcere.

Il 18 maggio il David arrivò a destinazione. La base della statua è opera di Simone del Pollaiolo e di Antonio da Sangallo; il pittore Francesco dell’Orso la decorò, mentre l’orafo Bastiano Cennini le ornò la testa con una ghirlanda di ottone e rame dorati. Oggi sia la decorazione che la ghirlanda non esistono più.

Collocato dunque in piazza della Signoria come simbolo della Repubblica fiorentina, vittoriosa contro i nemici, ritrae l’eroe biblico nel momento in cui affronta Golia.

Il successo della statua del David di Michelangelo fu immediato tanto che Giorgio Vasari nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori nell’edizione del 1550 scrisse:

e veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero […] perché in essa sono contorni di gambe bellissime et appiccature e sveltezza di fianchi divine; né mai più s’è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi, né mani, né testa che a ogni suo membro di bontà d’artificio e di parità, né di disegno s’accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o ne gli altri da qualsivoglia artefice

Celebrata da subito come opera in grado di cambiare il gusto estetico del tempo: i Fiorentini si immedesimarono con l’aspetto atletico di David, interpretandolo come espressione della potenza della città nel momento di massimo splendore.

Per i sostenitori della Repubblica rappresentò la vittoria della democrazia sulla passata tirannide medicea.

Si tratta di un autentico capolavoro scultoreo in marmo, oggetto nei suoi primi 500 anni di vita di attenzioni positive e negative.

Per quanto riguarda le seconde la statua negli anni dovette fare i conti sia con circostanze avverse sia con degli atti vandalici:

  • Nel 1512 un fulmine colpì il basamento della statua, che diede molte preoccupazioni per le creattature, ovvero i segni di cedimento all’altezza delle caviglie, ma poi alla fine non ci furono danni non risolvibili.
  • Il 26 aprile del 1527 durante la cacciata dei Medici da Firenze si verificarono una serie di tumulti nella città. Un gruppo di fiorentini repubblicani, asserragliati nel Palazzo Vecchio, per difendersi dagli oppositori lanciarono dalle finestre pietre e altri oggetti pesanti, come tegole e mobili, che caddero anche sul David. La statua riportò la frantumazione del braccio sinistro in tre pezzi e la scheggiatura della fionda all’altezza della spalla. Giorgio Vasari e Francesco Salviati, grandi estimatori di Michelangelo, raccolsero i frammenti della statua e li nascosero nell’abitazione del Salviati. Con il ritorno del Granduca Cosimo I si provvide al restauro, i cui segni sono ancora visibili.
  • Nel 1813 un danneggiamento costrinse alla ricostruzione del dito medio della mano destra.
  • Lo scultore Lorenzo Bartolini, direttore delle “Regie Fabbriche”, commissionò nel 1843 il restauro del David a Aristodemo Costoli. Il restauro venne eseguito col metodo drastico allora in uso: pulitura a base di acido cloridrico e di ferri taglienti per togliere le croste superficiali. Nel corso degli anni i danni registrati si sono dimostrati enormi e irreparabili; tale intervento danneggiò la pelle con graffi profondi anche due millimetri.

Il 29 agosto 1846 il fonditore Clemente Papi fece il calco in gesso che servì poi come base per la futura fusione in bronzo della copia, che attualmente si trova in piazzale Michelangelo, la terrazza che sovrasta Firenze.

Nel 1872, viste le condizioni precarie di conservazione, si optò per il ricovero della statua nella Galleria dell’Accademia di Firenze, dove ancora oggi si trova.

L’architetto Emilio De Fabris costruì una Tribuna posta in maniera scenografica al termine della Galleria dei Quadri antichi, con un’illuminazione naturale, data da un lucernario.

Nell’agosto del 1873 la statua viaggiò su un carro, il cui modellino si trova nel museo della Casa Buonarroti, per le vie del centro fino all’Accademia.

Qui rimase chiusa per nove anni all’interno della cassa in attesa del termine dei lavori alla Tribuna.

Nel 1875, in occasione del IV centenario della nascita di Michelangelo si diede vita a una mostra con le riproduzioni in gesso delle sue sculture, e il David uscì provvisoriamente allo scoperto.

Poi una copia della statua del David, realizzata dallo scultore Luigi Arrighetti, vincitore di un apposito concorso indetto per la realizzazione, fu collocata nel 1910 in piazza della Signoria.

Dal 2003 la statua è sottoposta ad un accurato lavaggio e restauro ad opera del laboratorio dell’Opificio delle pietre dure di Firenze. Un lungo lavoro fatto per celebrare il cinquecentenario della realizzazione dell’opera nel 2004.

Pietro Cannata è tornato a colpire dopo essere stato per alcuni anni, in seguito al danneggiamento del David, nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo.

L’uomo si è recato in Piazza della Signoria e con uno spray nero ha disegnato una croce sulla targa posta sul selciato che ricorda il punto dove fu impiccato e bruciato Savonarola il 23 maggio 1498.

Lo stesso Cannata ha denunciato l’episodio ai giornalisti dicendo «Ho colpito di nuovo; ho fatto una X sulla lapide che ricorda il Savonarola in piazza Signoria perchè c’è una frase senza senso».

Alcune curiosità

  • C’è un motivo se la mano destra di David è enorme rispetto al resto del corpo tanto da risultare quasi sproporzionata: nel Medioevo un uomo di potere era detto manu fortis, forte di mano
  • David pesa quasi 6 tonnellate, come 80 uomini adulti.
  • Alcune proporzioni non sono perfette, ma è tutto voluto: Michelangelo ha ingrandito o ridotto alcuni elementi per sottolineare alcuni particolari lasciandone altri in secondo piano. David ci appare così molto espressivo.
  • Tutto il mondo è pieno di copie del David
  • Due professori di anatomia dell’Università di Firenze hanno affermato durante una conferenza che al David, da sempre simbolo di perfezione fisica, manca un muscolo. C’è un vuoto sul lato destro della schiena, tra la spina dorsale e la scapola. Michelangelo ne era consapevole: da una lettera emerge infatti che a causa di un difetto del blocco di marmo il muscolo non potesse essere riprodotto.