Il consigliere Greco lo denuncia per diffamazione, doppia archiviazione per Massimiliano Scarabeo

"Il giudice per le indagini preliminari di Isernia Michele Caroppoli ha proceduto all’archiviazione, per infondatezza della notizia di reato, di una denuncia per diffamazione fatta nei miei confronti dal portavoce dei 5stelle Andrea Greco". Lo ha annunciato in un post facebook l'ex consigliere regionale Massimiliano Scarabeo che ha aggiunto: "Greco si era sentito tirato in causa da un mio post su facebook in cui affermavo testualmente: “vengo spesso ripreso da appartenenti a famiglie notoriamente affiliate alla camorra cutoliana”. L’allora consulente giuridico per il gruppo regionale del Movimento 5stelle, qualche mese dopo candidato alla presidenza della Regione Molise, nella sua denuncia lamentava il fatto che quella frase avrebbe potuto far pensare alla vicenda di cronaca che agli inizi degli anni 80 aveva visto coinvolto il padre “nella cui abitazione era stato effettuato un blitz antimafia volto alla cattura - dello zio - Sergio Bianchi, esponente di primo piano della Nuova Camorra organizzata…” si legge nel fascicolo. Dopo una prima richiesta di archiviazione a cui lo stesso Greco si è opposto, lo scorso 15 settembre è arrivata la definitiva decisione del GIP: la notizia di reato non è fondata. Non solo. Il giudice Caroppoli va oltre. Qualora la mia frase fosse stata riconducibile alla famiglia di Greco, da me mai citato peraltro, seppur “oggettivamente lesiva nella sua portata, può ritenersi scriminata” perché in risposta ad un post dello stesso in cui lui, parlando di me, non sollevava critiche ma usava espressioni volte al solo fine di “ingiuriare lo Scarabeo”. In altre parole: io sono stato indagato per diffamazione a causa di una denuncia fattami da Andrea Greco che, nel raccontare la sua versione dei fatti, aveva evidenziato di aver egli stesso commesso il reato di ingiuria nei miei confronti. Tanto riporto per dovere di cronaca ai cittadini molisani. Questa storia, come le favole di Esopo, contiene una morale che oggigiorno dovrebbero avere ben a mente i politici. Soprattutto gli inesperti cinque stelle: se offendi l’avversario non puoi invocare la tutela della legge solo per te stesso. Da persona matura rispetto al ragazzo in questione, invece di controquerelare, mi permetto un consiglio per il futuro: ciò che non vuoi per te, agli altri non devi fare".