Accadde Oggi 21 settembre - #almanacco

Oggi, 21 settembre la Chiesa festeggia San Matteo apostolo ed evangelista
37 – Il Senato concede a Caligola il titolo di Padre della patria
1765 – Antoine de Beauterne annuncia di aver ucciso la Bête du Gévaudan (francese, la Bestia dello Gévaudan, una sorta di mostro)
1792 – La Convenzione nazionale francese vota l’abolizione della monarchia: nasce la repubblica francese
1897 – Nel giornale The New York Sun viene pubblicata “Si, Virginia, c’è un Babbo Natale”
1904 – Finisce il primo sciopero generale italiano (iniziato il 16 settembre dello stesso anno)
1921 – Esplosione di nitrato d’ammonio in un magazzino di prodotti chimici ad Oppau, in Germania, 561 vittime
1924 – Viene inaugurato a Lainate il primo tratto dell’autostrada dei Laghi, da Milano a Varese, la prima autostrada realizzata al mondo
1931 – Abbandono definitivo del gold standard da parte della Gran Bretagna
1937 – J. R. R. Tolkien pubblica Lo Hobbit
1938 – Il Grande Uragano del 1938 si abbatte su Long Island, a New York; il numero stimato di morti è di 600 persone
1943 – Insurrezione della città di Matera contro il nazifascismo e strage di Matera
1950 – George Marshall giura come terzo segretario della Difesa degli Stati Uniti d’America
1952 – California: Florence Chadwick è la prima donna ad attraversare a nuoto lo stretto di Catalina, in 13 ore, 45 minuti e 32 secondi, nuovo record assoluto
1964 – Malta ottiene l’indipendenza dal Regno Unito
L’XB-70 Valkyrie, il primo aeroplano a raggiungere la velocità di 3 Mach, intraprende il suo volo inaugurale da Palmdale, in California
1971 – Il Bhutan entra a far parte dell’ONU
1972 – Il presidente filippino Ferdinand Marcos emana il proclama N. 1081, ponendo l’intera nazione sotto legge marziale
Viene impiantata nell’isola sarda Santo Stefano nell’arcipelago di La Maddalena una base statunitense di sommergibili nucleari
1976 – A Washington l’ex ministro del governo di Salvador Allende, Orlando Letelier, viene assassinato tramite una bomba collocata nella sua automobile.
1984 – Il Brunei ottiene l’indipendenza dal Regno Unito
1989 – L’uragano Hugo si abbatte sullo stato statunitense della Carolina del Sud
1990 – Il giudice Rosario Livatino viene assassinato, a soli 38 anni, mentre percorre la statale Agrigento-Caltanissetta, in Sicilia
1993 – Il presidente russo Boris Yeltsin sospende il parlamento e annulla la costituzione in vigore, innescando così la Crisi costituzionale russa del 1993
1999 – A Taiwan, terremoto di magnitudo 7,6 della scala Richter
2001 – Deep Space 1 vola a 2.200 km dalla cometa 19P/Borrelly
In Francia esplode una fabbrica AZF; ci sono 30 morti e 2500 feriti, oltre a notevoli danni materiali
2003 – La sonda Galileo termina la sua missione gettandosi nella schiacciante atmosfera del nucleo di Giove
2006 – Le autorità militari irachene assumono direttamente la responsabilità della sicurezza nella provincia di Dhi Qar, già sotto il comando britannico e italiano

Feste e ricorrenze

Internazionali:

ONU – Giornata internazionale della pace
OMS – Giornata mondiale dell’alzheimer

Nati 

Leonard Cohen (1934) – Cantautore, poeta e scrittore canadese
Ivano Fossati (1951) – Cantautore italiano
Stephen King (1947) – Scrittore statunitense
Bill Murray (1950) – Attore statunitense
Girolamo Savonarola (1452) – Religioso e politico italiano
Sergio Zavoli (1923) – Giornalista, scrittore e politico italiano
Herbert George Wells (1866) – Scrittore inglese

Morti 

Carlo V (1558) – Imperatore del Sacro Romano Impero
Rosario Livatino (1990) – Magistrato italiano, vittima di mafia
Sandra Mondaini (2010) – Attrice italiana
Publio Virgilio Marone (19 a. C.) – Poeta antico romano
Arthur Schopenhauer (1860) – Filosofo tedesco
Walter Scott (1832) – Scrittore scozzese
Luisa Spagnoli (1935) – Imprenditrice italiana, inventrice del Bacio Perugina
Roman Vlad (2013) – Compositore italiano di origine rumena

Il ricordo è la crescita per il futuro. Oggi vogliamo ricordare Rosario Livatino.

Rosario Angelo Livatino (Canicattì3 ottobre 1952 – Agrigento21 settembre 1990) è stato un magistrato italiano assassinato dalla Stidda.

È considerato Servo di Dio dalla Chiesa Cattolica

Rosario Livatino nacque a Canicattì nel 1952, figlio di Vincenzo Livatino (laureato in Giurisprudenza ed impiegato dell'esattoria comunale) e di Rosalia Corbo. Conseguita la maturità presso il locale liceo classico Ugo Foscolo, dove si impegnò nell'Azione Cattolica, nel 1971 si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, presso la quale si laureò cum laude nel 1975. Tra il 1977 e il 1978 prestò servizio come vicedirettore in prova presso l'Ufficio del Registro di Agrigento. Sempre nel 1978, dopo essersi classificato tra i primi in graduatoria nel concorso per uditore giudiziario, entrò in magistratura presso il Tribunale di Caltanissetta.

Nel 1979 diventò sostituto procuratore presso il tribunale di Agrigento e ricoprì la carica fino al 1989, quando assunse il ruolo di giudice a latere.

Venne ucciso il 21 settembre del 1990 sulla SS 640 mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa nostra[1]. Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall'auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo ad una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola. Del delitto fu testimone oculare Pietro Nava, sulla base delle cui dichiarazioni furono individuati gli esecutori dell'omicidio.

Nella sua attività si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana e aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.

Otto mesi dopo la morte del giudice, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga definì «giudici ragazzini» una serie di magistrati neofiti impegnati nella lotta alla mafia:

«Possiamo continuare con questo tabù, che poi significa che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l'azione penale a diritto e a rovescio, come gli pare e gli piace, senza rispondere a nessuno...? Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto il concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia e il traffico di droga. Questa è un'autentica sciocchezza! A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l'amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta.»

Dodici anni dopo l'assassinio, in una lettera aperta pubblicata dal Giornale di Sicilia e indirizzata ai genitori del giudice, Cossiga smentì che quelle affermazioni dispregiative fossero riferite a Rosario Livatino, che definì invece "eroe" e "santo". Papa Giovanni Paolo II lo definì invece «martire della giustizia e indirettamente della fede».

La sua figura è ricordata nel film di Alessandro Di Robilant Il giudice ragazzino, uscito nel 1994; è invece del 1992 il libro omonimo, scritto da Nando dalla Chiesa, che portò all'erronea attribuzione del nomignolo al magistrato ucciso. Nel 2006 è stato realizzato il documentario La luce verticale per promuoverne la causa di beatificazione. Nel 2016 il documentario Il giudice di Canicattì, di Davide Lorenzano con la voce narrante di Giulio Scarpati (suo interprete nel film di Di Robilant), trasmesso il 12 dicembre 2017 su Rai Storia, esplorò la personalità del magistrato, rivelando immagini inedite e nuovi episodi di vita.

Nel 1993 il vescovo di Agrigento, Carmelo Ferraro, ha incaricato Ida Abate, che del giudice fu insegnante, di raccogliere testimonianze per la causa di beatificazione.

Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall'arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, il decreto per l'avvio del processo diocesano di beatificazione, aperto ufficialmente il 21 settembre 2011 nella chiesa di San Domenico di Canicattì.

Durante la fase diocesana hanno testimoniato 45 persone sulla vita e la santità di Rosario Livatino, e tra questi anche Gaetano Puzzangaro, uno dei quattro killer mafiosi del giudice, intervistato in carcere dal giornalista canicattinese Fabio Marchese Ragona per il settimanale Panorama nel dicembre 2017 e per il Gruppo Mediaset TGcom24 nel settembre del 2019.

Il 6 settembre 2018 viene annunciata la chiusura del processo diocesano, che è stata celebrata il 3 ottobre con una messa solenne nella Chiesa di Sant'Alfonso ad Agrigento, presieduta dal cardinale Francesco Montenegro. Al termine della celebrazione è stata inviata a Roma tutta la raccolta di documenti e di testimonianze composta da circa 4.000 pagine e che sarà esaminata presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

Si è a conoscenza, inoltre, di due presunti miracoli attribuiti all'intercessione del giudice Livatino e che dovranno essere verificati.

I casi riguardano due guarigioni. La prima è avvenuta ad una donna pugliese, che era affetta da leucemia e che afferma di essere stata guarita in seguito ad un'apparizione del giudice.

L'altro caso è avvenuto nel 1993 ad un’altra donna, la signora Elena Valdetara Canale, anch'essa affetta da leucemia che l’avrebbe condotta, secondo i medici, a morire entro un anno e mezzo.

La malattia aveva portato la donna, dopo 3 anni, al punto di non essere autosufficiente, fino a quando un giorno vide su un giornale la foto del “giudice ragazzino” e ne rimase molto colpita; da quel giorno le condizioni della signora Valdetara Canale cominciarono a ristabilizzarsi fino ad arrivare alla guarigione.