Convegno post sisma, verso la carta della ricostruzione. Toma: "struttura commissariale centralizzata"

Campobasso, 21 settembre 2020 - Costruire un percorso per rendere le ricostruzioni post sisma più performanti, più sicure, più trasparenti, attraverso un codice che introduca regole chiare ed efficaci. 

Se n’è discusso questo pomeriggio nell’ambito di ”Ricostruzione post sisma: verso la carta della ricostruzione”, webinar che si prefigge l’obiettivo di arrivare alla condivisione della “Carta delle ricostruzioni”, una sorta di decalogo delle cosiddette “invarianti”, caratterizzanti il processo ricostruttivo, che possano essere recepite dal Testo Unico, in fase di elaborazione da parte del Dipartimento Casa Italia.

Fra i relatori del convegno, il presidente della Regione Molise, Donato Toma - commissario per l’emergenza e, solo dallo scorso agosto, commissario straordinario per la ricostruzione nei territori dei comuni della provincia di Campobasso colpiti dagli eventi sismici del 2018 - il quale ha offerto al dibattito spunti di riflessione. 

«È una condizione di grande vantaggio per il territorio – ha detto il governatore – essere presidente di regione e, allo stesso tempo, commissario. Prima di tutto perché l’incarico è a costo zero per la collettività. Poi, c’è un altro elemento importante: un presidente ha a sua disposizione una struttura regionale dedicata che, immediatamente, può essere resa operativa. Il Molise, nell’ultimo sisma del 2018 che ha interessato ventuno comuni, ha potuto beneficiare di tecnici che avevano un rilevante know-how, maturato e consolidato a partire dall’altro sisma del 2002. Abbiamo, inoltre, una struttura regionale di scopo, l’Agenzia ricostruzione post sisma, che potrà essere utilizzata nella fase ricostruttiva».

«Credo vadano sostenute - ha continuato – l’esigenza di creare una struttura commissariale centralizzata e l’opportunità che al commissario vada abbinata la figura di un sub commissario, quale supporto tecnico e di garanzia».

Il presidente si è soffermato, infine, sulla questione dei soggetti attuatori.

«Quasi sempre – ha rilevato – questo ruolo è affidato ai comuni, che spesso non hanno il personale e, talvolta, i mezzi tecnici per intervenire. La soluzione che abbiamo ipotizzato in Molise è quella di affidare ad un esperto il compito di affiancarli nell’espletamento delle procedure,  al fine di  evitare quei rallentamenti, ai quali purtroppo siamo abituati, nei lavori di ricostruzione».