Accadde Oggi 23 settembre - #almanacco

Oggi 23 settembre la Chiesa festeggia San Pio da Pietrelcina

63 a.C – Nasce a Roma Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (in latino: Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus; nelle epigrafi: C•IVLIVS•C•F•CAESAR•IIIVIR•RPC), passerà alla storia come Ottaviano o Augusto, primo imperatore romano dal 27 a.C. al 14 d.C.
1122 – Viene stipulato il Concordato di Worms che pone fine alla Lotta per le investiture
1642 – Primi test di ammissione all’Università di Harvard
1780 – John André viene arrestato come spia da soldati americani
1803 – India: Battaglia di Assaye
1806 – Lewis e Clark fanno ritorno dopo aver esplorato il Pacifico nord-occidentale
1845 – Il Knickerbocker Baseball Club, prima squadra professionistica di baseball, viene fondato a New York
1846 – Scoperta di Nettuno da parte dell’astronomo francese Urbain Jean Joseph Le Verrier e dell’astronomo britannico John Couch Adams; verificata dall’astronomo tedesco Johann Gottfried Galle
1868 – Porto Rico dichiara l’indipendenza dalla Spagna
1875 – William Bonney (“Billy the Kid”) viene arrestato per la prima volta
1884 – Herman Hollerith brevetta la sua addizionatrice meccanica
1889 – La Nintendo è fondata a Kyoto da Fusajiro Yamauchi.
1907 – Si apre a Pistoia la prima Settimana sociale dei cattolici italiani
1910 – Jorge Chavez Dartnell compie la prima trasvolata delle Alpi, da Briga a Domodossola, a bordo di un Bleriot XI
1922 – L’Atto di costruzione del porto marino di Gdynia viene approvato dal parlamento polacco
1932 – Il Regno di Hejaz e Nejd viene ribattezzato Regno dell’Arabia Saudita
1943 – Seconda guerra mondiale: Nasce ufficialmente la Repubblica di Salò
Seconda guerra mondiale: Benito Mussolini torna in Italia, alla Rocca delle Caminate
Seconda guerra mondiale: Salvo d’Acquisto si offre in cambio della vita di 22 civili rastrellati dai tedeschi per rappresaglia contro un attentato compiuto il giorno prima, viene fucilato a Roma, in località Torrimpietra. Riceverà la Medaglia d’Oro al Valor Militare
Termina l’eccidio di Nola da parte delle truppe tedesche cf. Divisione Goering
1973 – Juan Domingo Perón ritorna al potere in Argentina
1981 – Jack Henry Abbott, autore di best seller, viene arrestato per omicidio
1983 – Saint Kitts e Nevis entra nelle Nazioni Unite
1985 – Giancarlo Siani, giornalista italiano, viene assassinato dalla camorra a soli 26 anni
1991 – L’Armenia (dichiaratasi indipendente fin dall’agosto 1990) diventa ufficialmente una nazione indipendente
1993 – Sonic the Hedgehog CD viene pubblicato dalla Sega Mega-CD in Giappone
1999 – La NASA annuncia di aver perso il contatto con il Mars Climate Orbiter
2002 – Nasce Mozilla Firefox (Phoenix) versione 0.1
2011 – Un team di ricercatori del Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra e del Laboratorio nazionale del Gran Sasso (LNGS) annuncia, nell’ambito dell’esperimento OPERA, di aver rilevato, in un fascio di neutrini, una velocità maggiore di quella della luce

Feste e ricorrenze

Giornata mondiale dell’orgoglio bisessuale

 Nati 

Alberto Asor Rosa (1933) – Critico letterario italiano
Augusto (63 a. C.) – Primo imperatore romano
Ray Charles (1930) – Cantante statunitense
John Coltrane (1926) – Musicista jazz statunitense
Renato Curcio (1941) – Fondatore delle Brigate Rosse
Josefa Idem (1964) – Atleta tedesca, campionessa di canoa
Julio Iglesias (1943) – Cantante spagnolo
Aldo Moro (1916) – Statista italiano
Gino Paoli (1934) – Cantautore italiano
Paolo Rossi (1956) – Calciatore italiano
Romy Schneider (1938) – Attrice austriaca
Bruce Springsteen (1949) – Cantautore statunitense

Morti 

Vincenzo Bellini (1835) – Compositore italiano
Wilkie Collins (1889) – Scrittore inglese
Salvo D’Acquisto (1943) – Carabiniere italiano, eroe sacrificatosi durante la II Guerra Mondiale
Bob Fosse (1987) – Coreografo e regista statunitense
Sigmund Freud (1939) – Psicoanalista austriaco
Francesco Domenico Guerrazzi (1873) – Politico e scrittore italiano
Pablo Neruda (1973) – Poeta cileno
Padre Pio (1968) – Santo e frate cattolico italiano
Giancarlo Siani (1985) – Giornalista italiano, vittima della camorra

In occasioni diverse abbiamo ricordato la figura di Padre Pio, oggi ricorderemo la figura di Salvo D’Acquisto, morto per salvare gente innocente dalla furia omicida Hitleriana.

Salvo Rosario Antonio D'Acquisto (Napoli15 ottobre 1920 – Fiumicino23 settembre 1943) è stato un vicebrigadiere dell'Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d'oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale

Salvo Rosario Antonio D'Acquisto nacque a Napoli, a Villa Alba, un edificio di quattro piani in via San Gennaro nel rione Antignano. Fu primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana: il padre Salvatore, nativo di Palermo, e la madre Ines Marignetti, nativa di Napoli. Frequentò l'asilo presso l'Istituto Salesiano "Figlie di Maria Ausiliatrice" in via Enrico Alvino n° 19 nel quartiere Vomero, la Scuola Elementare "Luigi Vanvitelli" in via Luca Giordano n° 128, il Ginnasio presso l'Istituto Salesiano "Sacro Cuore" in via Alessandro Scarlatti n° 29 e il Liceo Classico "Giambattista Vico" in via Salvator Rosa n° 117. Nel 1934 lascia gli studi, pur frequentando per un periodo il Conservatorio di "San Pietro a Majella" in via San Pietro a Majella n° 35, cantando da baritono.

Si arruolò giovanissimo nei Carabinieri come volontario il 15 agosto 1939, frequentando la Scuola allievi carabinieri di Roma, dipendente dalla 2ª Divisione "Podgora", fino al 15 gennaio 1940. Venne inizialmente assegnato alla Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma dipendente dalla 2ª Divisione Carabinieri "Podgora". Quindi, dopo il giugno 1940, passò presso il Nucleo Carabinieri Fabbricazioni di Guerra del Sottosegretariato di Stato per le Fabbricazioni di Guerra (FabbriGuerra) in via Sallustiana n° 53. Con l'entrata in guerra dell'Italia si arruolò volontario per la Libia italiana nella Campagna del Nordafrica (1940-1943) del Teatro dell'Africa e del Medio Oriente ed il 28 ottobre 1940 venne mobilitato con la 608ª Sezione Carabinieri (polizia militare), inquadrata nella 13ª Divisione Aerea "Pegaso" di stanza a Bengasi, parte della Squadra Aerea "Aeronautica della Libia - Est" della Regia Aeronautica, partendo da Napoli il 15 novembre 1940 e sbarcando a Tripoli il 23 novembre 1940; la nave ebbe gravi problemi di navigazione.

Dopo alcuni mesi trascorsi al fronte, alla fine di febbraio 1941 rimase ferito a una gamba durante uno scontro a fuoco con le truppe inglesi. Restò successivamente con il suo Reparto in zona d'operazioni fin quando venne ricoverato all'Ospedale Militare di Bengasi per una forte febbre malarica. Rientrò in Italia per una licenza di 3 mesi e poi fu aggregato dal 13 settembre 1942 alla Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze, per frequentarvi il corso accelerato per la promozione a vicebrigadiere. Conseguito il 15 dicembre 1942 il grado di vicebrigadiere, il 19 dicembre fu destinato alla stazione carabinieri di Torrimpietra, all'epoca una borgata rurale extraurbana a una trentina di chilometri da Roma lungo la via Aurelia, oggi frazione del Comune di Fiumicino.

Dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 un reparto di paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division si era accasermato presso alcune vecchie postazioni precedentemente in uso alla Guardia di Finanza nelle vicinanze della località Torre Perla di Palidoro, che rientrava nella giurisdizione territoriale della stazione Carabinieri di Torrimpietra. Qui, nel tardo pomeriggio del 22 settembre 1943, alcuni di loro, mentre ispezionavano casse di munizioni abbandonate, furono investiti dall'esplosione di una bomba a mano o forse dall'incauto maneggio di ordigni usati per la pesca di frodo, a suo tempo sequestrati dai finanzieri. Due paracadutisti morirono e altri due rimasero feriti.

Il comandante del reparto, un maresciallo, attribuì la responsabilità dell'accaduto ad anonimi attentatori locali e richiese la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione, temporaneamente comandata dal vicebrigadiere Salvo D'Acquisto per l'assenza del maresciallo comandante: minacciarono la rappresaglia se entro l'alba non fossero stati trovati i colpevoli. La mattina seguente D'Acquisto, assunte alcune informazioni, provò a ribattere che l'accaduto era da considerarsi un caso fortuito, un incidente privo di autori, ma i tedeschi insistettero sulla loro versione e confermarono l'intenzione di dare corso ad una rappresaglia ai sensi di un'ordinanza emanata dal feldmaresciallo Albert Kesselring pochi giorni prima.

Il 23 settembre furono dunque eseguiti dei rastrellamenti e catturate 22 persone scelte a caso fra gli abitanti della zona.

Questi alcuni dei nomi:

  • Angelo Amadio (18 anni);
  • Armando Attili, detto Nando, muratore, padre di Attilio;
  • Attilio Attili, muratore, figlio di Armando;
  • Ennio Baldassarri (13 anni), il più giovane del gruppo, ma fatto scendere dal camion prima di andare al luogo dell'esecuzione;
  • Vittorio Bernardi, detto "Carnera", fabbro e muratore, fu obbligato a scavare con le mani la fossa non essendoci pale a sufficienza per tutti;
  • Enrico Brioschi (36 anni), cameriere del Conte Nicolò Carandini;
  • Giuseppe Carinci (alcune fonti lo nominano Carigi, circa 70enne), spazzino, tentò la fuga e fu ucciso prima della cattura;
  • Rinaldo De Marchi (30 anni), muratore;
  • Giuseppe Feltre, muratore;
  • Benvenuto Gaiatto (52 anni, di Torrimpietra), padre di quattro figli e il più anziano del gruppo;
  • Antonio Gianacco, muratore;
  • Oreste Mannocci, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella;
  • Sergio Manzoni, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella;
  • Vincenzo Meta (27 anni, di Maccarese), muratore, padre di due bimbi e da poco rientrato da Bologna dopo essere scappato dai tedeschi, ancora in uniforme militare;
  • Attilio Pitton, muratore, padre di un ragazzo;
  • Fortunato Rossin, muratore, fratello di Gedeone, padre di due bimbi;
  • Gedeone Rossin, muratore, fratello di Fortunato, scapolo;
  • Umberto Trevisol (35 anni), muratore, padre di due bimbi;
  • Michele Vuerick (39 anni), detto "Mastro Michele", capomastro muratore;
  • Ernesto Zuccon, fornaio.

Lo stesso D'Acquisto fu forzatamente prelevato dalla caserma da parte di una squadra armata e fu condotto nella piazza principale di Palidoro, dove erano stati radunati gli ostaggi. Fu tenuto un sommario "interrogatorio" nel corso del quale tutti gli ostaggi si dichiararono ovviamente innocenti. Nella piazza venne anche condotto un altro abitante ritenuto un carabiniere, Angelo Amadio, che sarà l'ultimo testimone del sacrificio del brigadiere. Nuovamente richiesto di indicare i nomi dei responsabili, D'Acquisto ribadì che non ve ne potevano essere visto che l'esplosione era stata accidentale e che gli ostaggi e gli altri abitanti della zona erano dunque tutti quanti innocenti.

Durante l'interrogatorio dei rastrellati D'Acquisto fu tenuto separato nella piazza, sotto stretta sorveglianza da parte dei soldati tedeschi e, "quantunque malmenato e a volta anche bastonato dai suoi guardiani, serbò un contegno calmo e dignitoso", come ebbe a riferire in seguito Wanda Baglioni, una testimone oculare. Gli ostaggi e D'Acquisto vennero quindi trasferiti fuori dal paese. Agli ostaggi furono fornite delle vanghe e furono costretti a scavare una grande fossa comune nelle vicinanze della Torre di Palidoro, per la ormai prossima loro fucilazione. Le operazioni di scavo si protrassero per alcune ore; quando furono concluse fu chiaro che i tedeschi avrebbero davvero messo in atto la loro terribile minaccia.

Secondo la testimonianza di Angelo Amadio:

«all'ultimo momento, però, contro ogni nostra aspettativa, fummo tutti rilasciati eccetto il vicebrigadiere D'Acquisto. ... Ci eravamo già rassegnati al nostro destino, quando il sottufficiale parlamentò con un ufficiale tedesco a mezzo dell'interprete. Cosa disse il D'Acquisto all'ufficiale in parola non c'è dato di conoscere. Sta di fatto che dopo poco fummo tutti rilasciati: io fui l'ultimo ad allontanarmi da detta località.»

I tedeschi, infatti, credevano che Amadio fosse un carabiniere e, pertanto, inizialmente ritennero di trattenerlo per farlo assistere alla esecuzione. Evidentemente Salvo D'Acquisto si era autoaccusato del presunto attentato, addossandosi la sola responsabilità dell'accaduto e richiedendo l'immediata liberazione dei rastrellati. I 22 prigionieri furono lasciati liberi e immediatamente si diedero alla fuga, lasciando il sottufficiale italiano già condannato a morte, dinanzi al plotone d'esecuzione.

Alla fuga si unì immediatamente dopo Amadio, quando riuscì a dimostrare, presentando i suoi documenti, che in realtà era un operaio delle ferrovie e non un carabiniere. Come raccontò nella sua testimonianza resa nel 1957, fece in tempo però mentre correva a sentire il grido Viva l'Italia, lanciato dal carabiniere, seguito subito dopo dalla scarica di un'arma automatica che portava a termine l'esecuzione.

Si girò e vide un ulteriore colpo sparato da un graduato al corpo già riverso per terra. Vide i soldati ricoprire il corpo con il terriccio, spostandolo con i piedi. Il comportamento del militare aveva infatti colpito gli stessi tedeschi, che il giorno dopo, secondo quanto riferito nella testimonianza della Baglioni, le riferirono: "Il vostro Brigadiere è morto da eroe. Impassibile anche di fronte alla morte".

Il suo corpo rimase sepolto lì per una decina di giorni, poi due donne della zona (Wanda Baglioni e Clara Lambertoni) lo disotterrarono e gli dettero degna sepoltura presso il Cimitero di Palidoro.

Nel giugno 1947, nonostante la contrarietà dei 22 scampati alla strage e della popolazione di Palidoro, la madre ottenne di far traslare le spoglie di Salvo D'Acquisto nella sua città natale. La salma, giunta a Napoli l'8 giugno 1947, fu tenuta in una camera ardente presso la Caserma del Comando Legione Carabinieri Campania per poi essere tumulata il 10 giugno presso il Sacrario Militare di Posillipo.

Il 22 ottobre 1986 le sue spoglie furono nuovamente traslate nella prima cappella sulla sinistra della Basilica di Santa Chiara di Napoli, dopo essere state onorate in una camera ardente allestita presso la Caserma del Comando Gruppo Carabinieri di Napoli. 

Nel 1983 fu annunciato da S.E. Mons. Gaetano Bonicelli l'apertura presso l'Ordinariato militare di una causa di canonizzazione e conseguentemente al sottufficiale attualmente è assegnato dalla Chiesa il titolo di Servo di Dio. L'apertura del processo canonico di beatificazione di Salvo D'Acquisto avvenne il 4 novembre 1983 e si concluse il 25 novembre 1991 con la conseguente trasmissione degli atti alla Congregazione delle Cause dei Santi.

Il 15 ottobre 1987 padre Gaudenzio Dell'Aja fu nominato dal cardinale Corrado Ursiarcivescovo di Napoli, delegato arcivescovile del Tribunale Ecclesiastico per la ricognizione canonica dei resti mortali di Salvo D'Acquisto, che fu effettuata il 18 ottobre 1987.

Alla stessa congregazione venne consegnato nel 1996 un supplemento di inchiesta voluto dal nuovo postulatore. Il postulatore iniziale però aveva incominciato la causa di beatificazione per ottenere il riconoscimento dell'"eroismo delle virtù", mentre il postulatore successivo richiese il riconoscimento dell'"eroica testimonianza della carità", definizione applicabile per i martiri. Nel 2007 però un voto a maggioranza espresso in un convegno della Congregazione delle Cause dei Santi ha portato a una sospensione del riconoscimento di martire. 

La figura del militare fu comunque ricordata dal papa Giovanni Paolo II, che in un discorso ai Carabinieri del 26 febbraio 2001 ebbe a dire:

«La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell'adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere Salvo D'Acquisto, medaglia d'oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.»

Di fronte alla torre di Palidoro sul luogo della fucilazione, adesso compreso nella riserva naturale Litorale romano è stata eretta una lapide. L'accesso all'area non è libero, ma è consentito solo durante le visite guidate gratuite alla riserva naturale, organizzate dal dipartimento politiche ambientali e agricole del Comune di Roma, o durante le cerimonie militari rievocative.

A Salvo D'Acquisto sono intitolate varie caserme dell'Arma dei Carabinieri. Tra queste:

Numerose anche le scuole intitolate alla memoria dell'eroe, tra cui:

Imponente è anche il numero dei riferimenti a Salvo D'Acquisto nella toponomastica: quasi cinquecento tra vie, viali e piazze in tutta Italia. 

La famiglia natale di Salvo D'Acquisto:

«vive nel disagio, chiusa nel ricordo dell'eroismo del figlio.»

(Proposta di Legge n° 2617 del 18 dicembre 1956 d'iniziativa dei Deputati Clemente Maglietta (PCI), Arrigo Boldrini (PCI) e Pietro Amendola (PCI) & Proposta di Legge n° 77 del 10 luglio 1958 d'iniziativa dei Deputati Clemente Maglietta (PCI), Arrigo Boldrini (PCI) e Pietro Amendola (PCI))

«che è modello di sobrietà, di nobile riserbo, di misurato equilibrio, oggi si trova in condizioni economiche molto difficili.»

(Proposta di Legge n° 2676 del 24 gennaio 1957 d'iniziativa dei Deputati Giuseppe Trabucchi (DC) e Ferdinando D'Ambrosio (DC)  & Proposta di Legge n° 28 del 18 giugno 1958 d'iniziativa del Deputato Ferdinando D'Ambrosio (DC)

Così che la filantropa napoletana Gioconda Trimarchi in Curci prese a cuore la situazione, spingendo sulle proprie conoscenze politiche, affinché si potesse arrivare a un vitalizio che potesse essere non solo un aiuto materiale ma anche un concreto riconoscimento d'onore.

Deputati di ambedue gli schieramenti, PCI e DC, accolsero l'invito e, sia nella II Legislatura (1953-1958) sia nella III Legislatura (1958-1963), furono presentate ben 4 Proposte di Legge, che si concretizzarono, come "dovere civile ed umano" e come "dimostrazione della solidarietà e della riconoscenza del nostro Popolo", nella Legge n° 553 del 21 luglio 1959 "Pensione straordinaria ai genitori della medaglia d'oro Salvo D'Acquisto", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 185 del 3 agosto 1959.

Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria) - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria)

 

«Esempio luminoso d'altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così — da solo — impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell'Arma.»
— Torre di Palidoro (Roma)
— 23 settembre 1943 (conferita dal Luogotenente Generale del Regno, con Decreto "Motu Proprio" del 25 febbraio 1945)