"Gli altri siamo noi": il 26 settembre si festeggia la Giornata Europea delle Lingue

di Cinzia Venditti

Il 26 settembre di ogni anno viene celebrata la Giornata Europea delle Lingue (GEL). Tale ricorrenza, nata nel 2001, ha l’obiettivo di informare il pubblico circa l’importanza dell’apprendimento delle lingue straniere, per favorire il plurilinguismo e la comprensione interculturale. Lo scopo, quindi, è quello di incoraggiare lo studio linguistico durante l’arco della vita, a partire da qualsiasi età, dentro e fuori la scuola: la lingua straniera non è solo una mera materia da studiare ma un trampolino di lancio sul mondo, da cui osservare tutta la bellezza della diversità.

Come auspicato sin dagli albori dal Consiglio d’Europa, questa giornata viene festeggiata fra i politici, gli istituti scolastici di ogni grado e il pubblico in generale. Tutti infatti possono partecipare alla GEL, mediante un’associazione (scuola, università, ecc.) o singolarmente, prendendo parte alle varie attività organizzate oppure proponendo spontaneamente un’iniziativa.

Nel corso degli anni, vari sono stati gli eventi e le esperienze artistiche che il 26 settembre hanno coinvolto gente di ogni età e di ogni parte del continente: musica e cucina, quiz ed esercizi ludici, giochi online e in presenza, social network e app, poster e cartelloni, disegni e colori, recite e sketch teatrali, o semplicemente riunioni tra persone (alunni, insegnanti, colleghi di lavoro, vicini di casa…) di differente provenienza. Domani, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio e dei divieti di assembramento, si continuerà a celebrare il giorno delle lingue, dentro e fuori il settore educativo.

Solo divertendosi si può realmente imparare qualcosa e comprendere un idioma straniero significa essere cittadini di Europa, della Terra, al di là di qualsiasi frontiera: tutti diversi sì, ma tutti accomunati dallo stesso amore per questa diversità e dal rispetto reciproco. Gli altri siamo noi, recitava una canzone di qualche tempo fa, e se ci guardiamo attentamente l’un l’altro scopriamo di non essere poi tanto differenti. Quest’anno ancora di più. Un virus che colpisce tutti i paesi senza distinzione, la volontà di sconfiggerlo insieme aiutandosi a vicenda, le regole anti-contagio comuni e una frase, “andrà tutto bene”, tradotta in tutte le lingue del mondo, ci ricordano che, a prescindere da parlato, cultura, razza, sesso, età o classe sociale, siamo tutti sotto lo stesso Cielo.

E, a parte il cielo, non c’è nessun limite.