Gam, il tempo sta per scadere: i sindacati scrivono alla Regione mentre gli ex lavoratori protestano

Siamo alla battaglia finale per i lavoratori della Gam, che aspettano risposte dal presidente della Regione Donato Toma e dall'assessore Michele Marone riguardo quantomeno gli ammortizzatori sociali. Dopo una mattinata infruttuosa si incontrano alle 17: 30 davanti alla Giunta Regionale per capire se ci sono le condizioni per sperare oppure se la partita finisce adesso. 

Intanto i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera alla Regione Molise in cui " rivolgono un accorato appello a tutte le istituzioni, alle forze politiche regionali e nazionali, affinché si impegnino ognuna per le proprie competenze a salvare la GAM. Le sorti della GAM sono appese a un filo sottilissimo, occorre una volontà politica di grande responsabilità per metterla in sicurezza".

"Noi sappiamo - sottolineano-  che ci sono tutte le condizioni per trovare una soluzione a un destino che sembra ineluttabile ma che in verità può essere invertito poiché la situazione attuale è simile a quella del 30 settembre 2019 che ci ha consentito di approntare una progettualità di sviluppo e continuare con la cassa integrazione a sostegno dei redditi dei lavoratori. Lo scorso anno, il 30 settembre 2019, al tavolo del MISE vi era stato un impegno da parte di Agricola Vicentina di sviluppare la filiera bassa avicola e di implementare le attività dell’incubatorio, un medesimo impegno in tal senso era stato espresso dal Governatore Toma che aveva dato segnali chiari non solo per sostenere tale progettualità ma anche per approntare misure (a cui stava lavorando) di accompagnamento alla pensione, di politiche attive e di autoimpiego per trovare soluzione per tutta la platea di lavoratori Questo percorso definito in quella sede, oggettivamente, non si è potuto attuare e ha subito dei rallentamenti poiché vi è stata una emergenza sanitaria dovuta a una pandemia che ancora ci riguarda e che ha interessato oltremodo il nostro già labile Molise. Occorre quindi che le condizioni e le possibilità definite al tavolo del MISE vengano attualizzate ad oggi e vengano tradotte in atti concreti. Riteniamo che possa esserci ancora la volontà dell’imprenditore a sviluppare la filiera bassa in questo territorio, ciò che ad oggi non è chiaro è se ci sia l’effettiva volontà politica di intervenire sulla azienda GAM per garantire la continuità aziendale e mantenere in vita una delle poche manifestazioni di interesse che si è concretizzata in seguito al riconoscimento di Area di crisi Industriale Complessa. In un periodo storico che colpisce in maniera devastante l’intero Paese e il nostro martoriato territorio, non è accettabile che il destino di 200 lavoratori volga verso un licenziamento collettivo senza ammortizzatori sociali. Questo dramma economico e sociale va scongiurato!!!!!!! Occorre, che la Giunta solleciti URGENTEMENTE, al pari delle sigle sindacali nazionali, la convocazione del tavolo ministeriale per reperire risorse necessarie a valere sull’area di crisi complessa che diano continuità di ammortizzatori sociali per i lavoratori GAM. La fase storica che stiamo vivendo non ha precedenti, in questo Molise già devastato dalla chiusura di tanti stabilimenti quali ITTIERE e Zuccherificio del Molise e dalla messa a dura prova di molte piccole e medie imprese occorre arginare le conseguenze drammatiche sul piano occupazionale, sociale ed economico che ci travolgeranno se non mettiamo in campo tutte le risorse umane per definire le azioni urgenti e concrete ed economiche per destinare le risorse che potrebbero derivare dalla programmazione ordinaria e straordinaria dei diversi fondi ivi compresi quelli del recovery fund. L’accorato appello che Vi rivolgiamo è quello di un impegno collettivo e in particolare della Giunta Regionale per mettere in campo azioni rapide, per finanziare la continuità della GAM e impedire che le lavoratrice e i lavoratori con le proprie famiglie finiscano in un baratro di miseria senza speranza. Le lavoratrici e i lavoratori, congiuntamente alle sigle sindacali continueranno a lottare perché si trovi soluzione a questa vicenda che nei prossimi giorni potrebbe giungere a un triste epilogo senza possibilità di recupero alcuno. Ricordiamo a tutti che nel 2017, all’epoca degli accordi sottoscritti presso il MISE, i lavoratori con lacrime e sangue, rinunciando a condizioni di lavoro più stabili, hanno scommesso su uno sviluppo della filiera avicola nel territorio molisano che prevedeva la creazione di un macello in un’area che nelle diverse programmazioni nazionali e regionali veniva individuata di indubbio interesse per la strutturazione del settore agro – alimentare. Con generosità e lungimiranza collettiva che andava oltre le singole individualità e interessi abbiamo scommesso collettivamente su un progetto di ripartenza che desse speranza alle future generazioni perché vi fosse una possibilità di risalire la china e perchè finalmente si ricominciasse a parlare di LAVORO E SVILUPPO in questa terra molisana".