Ospedale Cardarelli: mancano gli anestesisti, dal 5 ottobre solo interventi urgenti

Dal 5 ottobre nel reparto di chirurgia del Cardarelli di Campobasso verranno garantite esclusivamente attività chirurgiche espletate in regime di urgenza e non più quelle erogate regime di elezione. Ad annunciarlo è il dirigente dell'Unità Operativa Complessa di anestesia e rianimazione, Romeo Flocco, in una nota indirizzata ai vertici Asrem. Il motivo è dato dalla carenza di medici anestesisti, un problema più volte sollevato in passato e rispetto al quale non sono state ancora fornite soluzioni. Un elemento che conferma le numerose criticità esistenti all’interno dell'ospedale Cardarelli, aggravate dal Covid, per effetto della carenza di personale.

A pronunciarsi sulla situazione è stata Micaela Fanelli, capogruppo del PD, con un post su Facebook: "Tutta la sanità regionale soffre. Scandalosa la situazione del Cardarelli, dove il reparto della Rianimazione è al collasso, con conseguente rischio di blocco di tutte le attività chirurgiche ordinarie. Di questo chiederemo conto pubblicamente ancora una volta a Toma, ai Commissari e alla direzione Asrem, ma scandalosa l'intera situazione di stallo. Oggi vi racconto un'altra perla." scrive la Fanelli.

Poi prosegue: "Allo stato odierno vi è una sola commissione Asrem per l’accertamento delle invalidità civili, che ha competenza territoriale su tutta l’area del Matese, del Fortore, Campobasso ed hinterland ed area Trigno. Le altre due commissioni, competenti territorialmente, sono state, di fatto, soppresse e sono di nomina della Giunta regionale. La prima commissione, nonostante una nota del mese di aprile dell’ex presidente dott. D’abate, con cui comunicava ai vertici Asrem ed alla Giunta regionale che sarebbe andato in pensione in data 01/06/2020, a tutt’oggi ancora non viene rinominata. Tale situazione va a minare il diritto alla salute costituzionalmente riconosciuto. Vi sono infatti gravissimi ritardi per l’espletamento delle visite alle persone che hanno fatto regolare domanda d’invalidità, ed a pagarne le conseguenze sono soprattutto anziani e malati oncologici. Quest’ultimi, per legge, dovrebbero essere visitati nell’arco di 15 giorni, ma questa tempistica non viene mai rispettata, soprattutto per coloro che richiedono la visita domiciliare, in quanto non sono trasportabili ed un eventuale spostamento sarebbe quanto mai pericoloso. Queste persone, circa 200 nell’area territoriale competente, di cui almeno 30 nell’area Fortore, attendono da mesi, invano, che qualcuno li visiti nella propria abitazione. Addirittura, alcuni aspettano dal mese di febbraio!!! L’Asrem si giustifica nascondendosi dietro un dito, affermando che, a causa dell’emergenza Covid, non è possibile recarsi nelle abitazioni degli assistiti, per evitare eventuali contagi. Ma la situazione ormai è insostenibile, in quanto la maggior parte di questi malati sono ultraottantenni ed i loro familiari, senza il sostentamento economico dovuto e riconosciuto (indennità di accompagnamento), hanno serie difficoltà nel gestire da soli la malattia e diversi esposti sono stati già presentati in Procura. Una delle soluzioni potrebbe essere, come già accade in regioni come Abruzzo e Lazio, la verifica delle commissioni sulla base della documentazione clinica e dei referti medici dei richiedenti invalidità. E successivamente effettuare gli eventuali controlli. Semplice no? Eppure nel Molise dell'immobilismo di Toma e co. neanche questo si riesce a fare! Ma quello che preme, subito, è non lasciare da sole queste persone e assicurare loro tutta l’assistenza necessaria e dovuta. Prima di un dovere amministrativo e politico, questo è un obbligo morale".