Sanità pubblica allo sbando, domani la protesta a Isernia: a rischio i diritti elementari di cura

 

di Viviana Pizzi 

 

La questione sanità si fa sempre più grave in tutto il Molise. In particolare negli ospedali di Campobasso e Isernia dove ci saranno i tagli maggiori, dopo che naturalmente, gli ospedali più piccoli sono stati già praticamente chiusi. Al Cardarelli la situazione più grave dove dal 5 ottobre prossimo, a causa della mancanza di anestesisti,  che saranno assegnati ai servizi di urgenza, non sarà più possibile eseguire interventi chirurgici programmati. Una cosa che ha lanciato nel panico soprattutto gli utenti che da tempo avevano programmato interventi. Chiudere le sale operatorie laddove si curano anche malati oncologici, è segno di una sanità che non funziona e che va tutta ripensata. 

Ma non finisce qui, pesanti tagli anche al reparto di oncologia di Isernia, che non avrà più gli 8 posti di degenza del passato. I medici sono costretti a fare solo ambulatorio e appoggiare i malati in medicina. Contro questo si sta muovendo il Comitato "In seno al problema" che ha in mente una manifestazione di protesta domani nel capoluogo pentro davanti all'ospedale Veneziale. 

"L’ultima “perla” del becero governo regionale targato Toma - si legge in un comunicato a firma di Emilio Izzo-  ancora una volta con la complicità del direttore Florenzano, è il tentativo di continuare l’opera di demolizione della provincia di Isernia, con azioni subdole e di bassa lega, di scippare al territorio pentro anche il reparto di oncologia. Ormai scoperti, dopo un’attenta azione di marcamento stretto da parte dello scrivente Comitato e all’opera costante di controllo dei carabinieri dei NAS, i gatti e le volpi nelle vesti del direttore e del sindaco, piacevolmente a braccetto, tentano di screditare l’azione meritoria e puntuale del Comitato medesimo, elargendo comunicati stampa rassicuranti allo scopo di screditare la nostra azione che però nel frattempo è proprio quella che li ha stanati e fatti correre ai ripari. Ma conoscendo i nostri polli, chiaramente non ci fidiamo in quanto gli stessi atteggiamenti li hanno avuti pari, pari, nei giorni che hanno preceduto le cancellazioni di senologia e neurofisiopatologia! In queste ore, tra l’altro, il duo delle meraviglie ci fa sapere che fino al 5 di ottobre non saranno garantiti gli interventi se non urgenti presso il Cardarelli di Campobasso a causa della mancanza degli anestesisti, dimenticando volutamente che al “Veneziale” prestano servizio ben nove anestesisti e che immediatamente potremmo riprendere tutta l’attività relativa alla senologia! Ma a loro questo non interessa presi come sono nell’opera di demolizione del nostro territorio! Ci sentiamo di far giungere forte il nostro appello ai sindaci della provincia affinché partecipino alla giornata di protesta e di rivendicazioni, consci del fatto che i paesi ricadenti nel bacino provinciale, siano i primi a risentire di questi assurdi tagli in considerazione dei disagi derivanti da strade lunghe, tortuose e messe male".

E purtroppo non finisce qui. Dal 14 ottobre i tagli riguarderanno anche il Caracciolo di Agnone. Dal 14 chiuderanno il centralino e il bar dispaccio aziendale. Contro questa decisione si sta muovendo il neo sindaco Daniele Saia che ha chiesto un incontro urgente con l'Asrem. Insomma della sanità pubblica molisana non resta che una carcassa vuota e poco funzionante. Con il rischio di perdere per sempre la migrazione sanitaria in entrata e aumentare quella in uscita. Si rischia di mandare in frantumi un sistema mentre è ormai alle porte la seconda ondata di Covid 19 con conseguente riaffollamento dei reparti dedicati all'interno del Cardarelli di Campobasso. Da quando la terapia intensiva è stata nuovamente occupata, i malati gravi di Campobasso sono stati nuovamente trasferiti al Veneziale di Isernia così come avveniva in pieno lockdown.