Quarantacinque anni dal massacro del Circeo, Izzo unico ancora in carcere per l'effetto dei fatti del 2005 a Ferrazzano

 

di Viviana Pizzi

Erano le 22.50 del 30 settembre 1975 (esattamente 45 anni fa) quando un metronotte in via Pola a Roma scoprì un cadavere e una ragazza sopravvissuta a 36 ore di inferno. Si trattava di Maria Rosaria Lopez e di Donatella Colasanti: vittima e sopravvissuta a quello che fu definito il massacro del Circeo. Gli autori erano tre neopariolini romani: Andrea Ghira, Gianni Guido e Angelo Izzo. L'ultimo, unico ancora in carcere, è tristemente famoso anche per il duplice omicidio di Ferrazzano, avvenuto il 28 aprile 2005, a pochi chilometri da Campobasso. Qui nella cosiddetta "villetta degli orrori" morirono e furono sepolte sotto strati di terra e calce, Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, moglie e figlia del boss della Scu Giovanni Maiorano.

Quest'ultima aveva solo 14 anni e il suo cadavere fu trovato non privo di elementi che facessero pensare a violenza sessuale. In questo caso insieme ad Angelo Izzo c'era l'allora 21enne Luca Palaia. Il proprietario della villetta, Guido Palladino non era coinvolto nei fatti omicidiari ma fu condannato a poco più di due anni per occultamento e distruzione di cadaveri. 

Donatella Colasanti invece morì di cancro al seno nel dicembre del 2005. Avrebbe voluto essere presente ai processi che si sono svolti a Campobasso nei confronti di Izzo e Palaia ma non fece in tempo. Il dolore per i nuovi fatti di sangue commessi da Izzo ne accelerarono la malattia e la morte. Ad oggi Andrea Ghira è deceduto ma non ha fatto nemmeno un giorno di carcere. Gianni Guido, condannato a trent'anni è invece libero e vive nella sua casa di Roma. Ma Angelo Izzo? Al suo avvocato siciliano Enzo Guarnera, che non lo sente da un paio di anni, ha sostenuto che si trova ancora nel carcere di Velletri. Qualche anno fa chiese al suo legale  di ottenere la revisione del processo che riguarda i fatti molisani. Un'impresa difficile alla quale il legale avrebbe aderito solo se ci fossero stati elementi forti. Ma queste nuove prove al legale non sono mai arrivate, quindi il processo non è mai stato rivisto. A carico di Izzo restano quindi sia l'ergastolo del Circeo che quello di Ferrazzano. Poi c'è Luca Palaia, figura controversa della vicenda che fu condannato a 30 anni di reclusione per effetto del rito abbreviato scelto dall'allora avvocato Giuseppe Fazio. In carcere a Piacenza ha scelto altri legali per far seguire la sua situazione carceraria. Ad oggi è arrivato a scontare metà della pena. E potrebbe aver già usufruito di permessi premio. La sua pena naturale, compreso di indulto applicato, dovrebbe terminare ufficialmente nel 2032. 

Maria Rosaria e Donatella divennero simboli della lotta femminista dopo aver subito 36 ore di ininterrotte violenze. A loro nome esiste vicino al Circeo un monumento che ricorda loro e tutte le vittime di femminicidio. Allora il termine non era ancora usato ma era tale. Così come nel 2005.