Poggio Sannita. ANPI contesta la dedica della targa alla camicia nera "C. Nera"

L’affissione di una targa commemorativa dei soldati caduti nella seconda guerra mondiale presso il monumento ai caduti di Poggio Sannita riporta tra i vari nomi dei soldati caduti in battaglia anche quello di un giovane il cui nome è preceduto da “C. NERA” presumibilmente “camicia nera”. 

Riteniamo che esprimere un encomio per un caduto  con qualifica di “camicia nera” su una targa esposta al pubblico in un luogo importante e altamente simbolico come appunto il monumento ai caduti rientri tra quelle attività sanzionate dalle leggi n° 645/1952 e n°205/1993. 

Ricordiamo che la gestione della pubblica amministrazione a tutti i livelli non può e non deve essere un'azione personalistica o di partito, ma va effettuata in base a norme e principi che trovano la declinazione nelle normative dello Stato Repubblicano e nella carta Costituzionale.

Infatti l'articolo 54 della Costituzione recita: "i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore". Affidare, disciplina, onore sono termini semplici ma forti e determinanti affinchè gli amministratori di turno ricordino il compito a cui sono chiamati, e al contempo rimarcano il senso di custodia e non già di possesso degli enti che amministrano. 

Lo Stato Repubblicano è democratico ed antifascista, e questo consegna agli amministratori l'impegno ad onorare le norme e a rilanciare l'azione amministrativa in un'ottica inclusiva, democratica e impegna tutte le diramazioni periferiche dello Stato a rispettare e far rispettare tali principi.

 

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