Piano Sociale. Fanelli: «‘no’ a una scatola vecchia e vuota. Crescono i bisogni ma non le risorse»

«Dopo un anno e mezzo, la maggioranza sceglie di approvare un Piano Sociale che non tiene assolutamente conto dello stravolgimento generale delle condizioni di contesto nel quale oggi si agisce. Il Piano approvato dall’Aula non parla di Covid, non parla di integrazione socio-sanitaria alla luce di quanto accaduto nella nostra regione e per cui, invece, sarebbe stata doverosa una profonda e nuova valutazione rispetto ai cambiamenti».

Così la Capogruppo in Consiglio Regionale del Pd Micaela Fanelli, che interviene sull'approvazione del "Piano sociale 2020/22".

«Il Consiglio aveva deciso, anche con il voto della stessa maggioranza, di far ritornare l’istruttoria in Commissione, perché nel Piano venissero inserite diverse integrazioni che aggiornassero, innovassero e riuscissero ad alzare l’asticella di questo Piano. C’erano profili che meritavano di essere arricchiti e, non dimentichiamo come, la medesima discussione, aveva tra l’altro determinato dissapori nella stessa maggioranza culminati con una modifica nella composizione della Giunta e lo ‘spacchettamento’ delle deleghe. Con l’assessore competente, il Presidente nel ruolo di coordinatore e due consiglieri delegati, qualcuno si era illuso che questa maggioranza potesse pensare al sociale come la delega regionale più importante.

Nulla di tutto questo è però avvenuto. Dopo un anno e mezzo si approva un Piano divenuto anacronistico e che non contempla risorse aggiuntive, come invece avevamo chiesto nell’Ordine del Giorno presentato e che è stato bocciato dalla maggioranza.

Un Piano che non è adeguato ai nuovi bisogni socio-sanitari generati dalla pandemia in atto. Un Piano che non mette al centro le nuove emergenze sociali, la povertà, i diversamente abili, le nuove patologie. Un Piano che non prevede alcun adeguamento normativo alle riforme. Un Piano che, non tenendo conto di un mutato contesto, non solo non andrà a generare nessun tipo di miglioramento, ma non sarà nemmeno minimamente percepito da chi opera nel settore.

Non era assolutamente questo che immaginavamo per il Molise. Volevamo di più e meglio. Per questo abbiamo deciso di non votare un Piano che di fatto rappresenta una scatola vecchia e vuota.

Il mio saluto e il mio ringraziamento va oggi al dirigente in pensione Michele Colavita, che bene ha gestito tecnicamente. E, soprattutto, mi preme ringraziare tutti gli operatori del sociale e gli amministratori locali. Il merito, se le cose stanno funzionando, è solo loro.

Grazie davvero a chi ogni giorno si adopera per gli altri con un attivo e determinante impegno sociale mettendo in pratica l’appello di Papa Francesco contenuto nella sua terza Eciclica ‘Fratelli Tutti’ che ci richiama a non lasciare indietro nessuno».