Le donne e la Politica: una battaglia lontana dai luoghi comuni

 

 

di Maurizio Varriano

Premesso che le donne sono indispensabili per un percorso di crescita assoluta della politica e dei partiti, si deve però necessariamente osservare, da un lato, l’ormai indisponenza a voler assumere una condizione di privilegio senza essere partecipi in competizioni elettorali o nel mondo della politica attiva e, dall'altro, l’assoluta ritrosia a partecipare alle attività ad essa connessa o rivendicare posti che assumono rilevanza concreta solo dopo le competizioni elettorali. Accade ovunque e soprattutto dove qualità non si sposa con donna. Non ultimo il caso di Pietracatella, comune al di sotto dei 3 mila abitanti e dove nessuna donna ha avuto la capacità di essere eletta.

E’ il male di una legge che non ha mai garantito la parità di genere, ma ha solo accentuato la volontà di molte ad essere considerate per obbligo senza averne titolo.

Una situazione che genera imbarazzi, false attestazioni di diversità, distintivi obbligati. Una situazione che senza ombra di dubbio imbarazza anche le donne stesse che non sentono assolutamente, come giusto e normale che sia, la differenza tra i sessi. Le donne non hanno bisogno di essere messe al comando da una legge che di fatto discrimina il loro incredibile senso del dovere, di grandi pragmatiche creature, di assoluto spessore e di capacità senza limiti.

Una legge, quella della parità, che ha visto impegnati "parlamentini", consigli comunali, parlamento di donne che, per onor al servo, scelte per meglio dire, sminuiscono il vero senso di essere donne e la incredibile efficacia di assolute “padrone del Mondo", generatrici di propositive linee di vita senza eguali e che , grazie alla parità di genere forzata ed obbligata, le pone alla mercé di compromessi e di assoluto assoggettamento ad un mondo disdegnato, in primis, proprio dal gentil sesso.

Sarà una carneficina, sicuramente, porsi con questa considerazione, ma sappiamo senza ombra di dubbio che è in fondo il pensiero di quelle donne che non hanno bisogno di una legge per vincere il Nobel, per presiedere Camera o Senato, per essere vincenti nella progettazione di ponti, strade, navi, treni, di essere insegnanti straordinarie e di essere incredibilmente Donne.

Una battaglia che andava sicuramente fatta in tempi passati, come del resto quella che gli uomini in tema di agricoltura, manovalanza, libertà di espressione, equo compenso, vita vissuta e schiavitù hanno intrapreso senza pari, ed anche a tutela della classe femminile, ma che oggi è solo anacronismo, spettacolarizzazione delle finte diversità che buttate al vento non potranno essere raccolte, poiché l’alito potente ed “arrabbiato“ di donne che ancora sono in sella al femminismo come cavallo da guerra, e per giunta maschio che è meglio, spazza via la loro straordinaria forza, vitalità, bellezza, intraprendenza, pragmaticità, volontà e professionalità, solcando perennemente differenze e vittimismi che non superano la barriera del suono e le relegano a se stesse e a causa del loro malessere. Le donne non sono essere inferiori, anzi nascondono in ogni pezzettino di loro grande bellezza in tutti i sensi e non certamente riferita all’estetica, quell’estetica performante che "dona bellezza al perfetto viso dalle chiome sfavillanti che di ogni donna ne fa paradiso mai da dichiarar carattere inviso ma dall’incredibile voglia e pace di uno straordinario sorriso".

La donna è vita, non essere discriminato ma solo dal sesso decisamente diverso e questo non deve essere mai usato per sancirne inferiorità o semplicemente assenso alla voglia di essere, per legge, migliori. Donna è Politica, la Politica è donna. La legge, voluta dalla donna oggi, ne determina inferiorità e ciò è un danno non solo per la donna ma per il Mondo intero.

W le donne ! W il femminismo costruttivo e non della donna ad ogni costo.