Miranda: donate mascherine agli alunni, realizzate con materiale innovativo dall'azienda Idara

L’azienda di Isernia Idara, che opera con successo nel settore della tecnologia IT del marketing e nell’E-Commerce in tutta Italia, dal 2019 anche nell’industria 4.0 e della stampa 3D, ha omaggiato la scuola primaria di Miranda con efficaci supporti per le mascherine degli alunni realizzati con materiale innovativo e flessibile.

Leggeri, comodi, regolabili, flessibili, lavabili e privi di controindicazioni: i supporti per le mascherine degli alunni regalati alla scuola da Idara, sono realizzati con stampa in 3D e hanno tutte le qualità che questo innovativo processo conferisce agli oggetti prodotti.

Questi semplici dispositivi possono essere comodamente applicati alle mascherine per regolare la lunghezza ed evitare i problemi derivanti dalle misure standard in commercio. Inoltre, sono creati con materiale lavabile e atossico che scongiura il rischio di reazioni cutanee o di altro tipo.

In effetti, l’uso obbligatorio delle mascherine nelle aule scolastiche preoccupa per alcuni indesiderati effetti come la pressione ai lobi auricolari, che spesso causa fastidi e dolori invogliando i ragazzi a togliere il dispositivo dal volto e mettendo al rischio la salubrità dell’ambiente scolastico.

«A seguito del nuovo decreto legge che obbliga gli alunni a indossare le mascherine - dichiara il CCO Sales Director di Idara, Giuseppe Rossi - ci è sembrato opportuno e utile essere di supporto e dare un contributo concreto alla tutela della salute dei nostri figli.»  

«La nostra scuola primaria e tutti gli operatori (situata nell’edificio Danilo Fasano, ndr) – sottolineano dall’amministrazione - ringraziano per il prezioso omaggio giunto in concomitanza con la riapertura delle scuole, quest’anno resa particolarmente complessa a causa delle enormi problematiche organizzative che tutto il personale si trova ad affrontare. Finalmente una soluzione concreta e immediatamente applicabile che ci aiuta nella gestione delle attività scolastiche in questa straordinaria fase di emergenza.»