Nuovo Dpcm. Siamo allo sbando: la cultura? cancellata dal Governo

Incredibile, le sagre nazionali ed internazionali Si, la Cultura No.

Un Governo che si dall’inizio della sua scesa in Campo ha materializzato l’aspetto emotivo rendendolo “ Netflixiano e, dominando le emozioni ,le ha sbattute a terra calpestando dignità e propositività di cui in precedenza si era proclamato paladino.

Una conferenza stampa alle 21,30 registrata alle 19,00, come si evince dalle lancette dell’orologio del Premier Giuseppe Conte, che imbarazzato più che mai, ha dettato regole racchiuse in un DPCM assurdo, pieno di anomalie e di scaricabarile senza tempo.

In sintesi, si consiglia,ordinando e ponendo la responsabilità ai sindaci che non potranno che districarsi tra i mugugni e la magistratura, sempre vigile a colpire dal basso, consentendo il meno possibile e coprire le magagne di un governo che ormai è schiavo del dare ed avere tra le varie anime, le varie componenti.

I Sindaci dovranno controllare, chiudere strade, piazze, locali ma, stranamente sono esentati dal risarcire, provvedere al sostentamento di chi non avrà più la forza di rialzarsi per una seconda volta, decisamente letale.

Tutto questo con due pagine senza nessuna trasparenza, senza nessuna voglia di essere decisamente al timone di una situazione che sempre più sfugge, Volontariamente ci impone il pensare, a chi ormai pensa solo a rinviare scelte importanti, strategiche, nascondendosi dietro uno scudo sempre più grande, quello del Covid 19. Ormai il gioco è stato scoperto, la voglia di essere conseguente al passato è sempre più forte. Stesse strategie, stesse manfrine che antepongono il potere al cittadino. "Non abbiamo più tantissime risorse... non possiamo aiutare più nessuno con elargizioni a pioggia... i dati della crescita economica sono confortanti, speriamo anche nell'ultimo quadrimestre sia ancora meglio...", queste le parole del Premier.

Questa frase induce a riflessioni serie e di grande importanza.

Per molti piccoli datori di lavoro ed imprenditori nel settore delle piccole attività, frontiera e baluardo allo stesso tempo del Pil Italiano, ciò, significa lavarsi le mani difronte la catastrofe annunciata.

Lasciamo le attività aperte ma solo per facciata così nel caso ci dicano qualcosa, non potremmo averne responsabilità. I negozi saranno vuoti poiché inconfutabilmente si parla di coprifuoco indotto dalle responsabilità dei singoli Sindaci che, come i piccoli esercenti alzano la voce “ Se ritengono necessario il coprifuoco lo dicano e lo applichino. Non possono scaricare tutto sui sindaci”. Rincara la dose Sciulli, presidente ANCI Molise “ Il Governo nazionale non può minimamente pensare di scaricare sui sindaci funzioni e responsabilità, dopo mesi durante i quali il ruolo delle amministrazioni locali è stato a dir poco sottovalutato. Se il Governo valuta, come sembra che sia dal contenuto del DPCM, che la situazione in Italia sia grave e stia ulteriormente peggiorando come in altri paesi d'Europa, si assuma le sue responsabilità come hanno fatto altri governi europei. Se si valuta la necessità di una sorta di "lockdown notturno" che somiglia molto al coprifuoco, il Governo lo decreti e disponga chi, come e con quali forze deve effettuare i controlli. Basta con il gioco al massacro contro le amministrazioni locali."

Insomma, il Governo ed il Premier, stanno boccheggiando tirandosi la giacca tra i componenti di una compagine che oltre la spartizione di incarichi, di provvedimenti, di accaparramenti, in comune non ha un bel nulla se non l’orologio fermo alle ore 19,00 del 18 ottobre in attesa di un altro ennesimo DPCM che riapra qualche porta e richiuda molti altri portoni. In tutto questo la cultura, dopo il divieto di manifestazioni, convegni, concerti, è data all’iniziativa scellerata di un altro Ministro, Franceschini, che in estasi d’onnipotenza dichiara senza mezzi termini che decine di milioni di euro del Recovey Found, di cui ancora non si vede nessuna dazione dalla palla di cristallo, verranno investiti nella Netflix Italiana in barba a chi ogni giorno si spende per non far morire l’arte, la tradizione, la cultura più bella al mondo. Una piattaforma della cultura digitale a pagamento distruggerebbe quanto di buono i nostri avi hanno lasciato in libri, teatro, cinema, commedie, poesie, arte, storia, tradizioni, ponendo a se ogni vana gloria di un Mondo che disprezza la realtà ed esalta senza pari la finzione. Franceschini vive in un film, noi vogliamo vivere un documentario che ci riporti alla coscienza di uomini che hanno uno scopo : essere vivi ed Italiani allo stesso tempo. Fermiamo lo scempio finché siamo in tempo e, torniamo a sognare mondi migliori e non mondi di cui non conosciamo nulla. I buchi neri esistono, la politica del nulla non fa altro che accentuare la loro voracità e, prima o poi, ne verremo tutti, da essi, ingoiati.