Il Comitato Cittadini in rete di Termoli risponde all’europarlamentare Casanova su raddoppio Termoli – Lesina

La dott.ssa Carmela Sica, portavoce del Comitato Cittadini in rete di Termoli, ha deciso di dare un seguito ed una risposta considerazioni che l'europarlamentare Massimo Casanova ha fatto a proposito del parere negativo espresso dalla Commissione Ministeriale di Valutazione di Impatto ambientale. Di seguito il testo:

“Premesso che il comitato Cittadini in rete di Termoli, è sempre stato favorevole al raddoppio ferroviario Tratta Termoli – Lesina, ma contrario al Piano di Risanamento e contenimento Acustico proposto da RFI s.p.a., stupisce e indigna che l’Europarlamentare Massimo Casanova della Lega, eletto al Sud, componente della Commissione Trasporti, intervenga in modo così sprovveduto sulla bocciatura del Progetto. Stupisce perché l’onorevole, prima di accusare di “Talebanismo ambientale” Costa, Ministro Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con lui, una Commissione di tecnici incaricata della Valutazione Ambientale del Progetto, avrebbe dovuto avere, almeno, il buon senso di studiare (o fare studiare da tecnici di sua fiducia) il Progetto presentato e poi esprimere il suo giudizio.

Avrebbe senz’altro appreso che:

il Progetto del raddoppio Tratta Termoli – Lesina fu presentato nel 2003 ed è stato ripetutamente bocciato da diverse Commissioni VIA VAS, e da Governi e Amministrazioni anche della sua stessa compagine politica!

La variante al Progetto, non sana le interferenze riscontrate! Se poi la variante proposta presenta lacune nella metodologia degli studi e non rispetta i protocolli tecnici si deve sottacere per non essere accusati dall’onorevole di “talebanismo ambientale”?

Progettare una galleria e non presentare tutti i carotaggi e le indagini previste per legge e dai Manuali Tecnici, potrebbe offrire il fianco alle cosiddette varianti in corso di opera che, sì, bloccherebbero cantieri e sviluppo, oltre a sperpero di denaro pubblico.

Evidenziare che il Progetto prevede una nuova stazione a Campomarino, ma nessuna indagine per le opere di viabilità secondaria è “talebanismo ambientale”?

Indagini carenti oggi sulle falde interferenti, sulla caratterizzazione e trattamento delle terre potrebbero determinare rischi o pericoli domani.

Gli habitat, il patrimonio agroalimentare, gli ecosistemi interessati dal Progetto devono essere analizzati approfonditamente e, ove tutelati, indicare la metodologia adottata: fanno parte di quel grande Patrimonio che si chiama Italia e che Lei onorevole deve contribuire a tutelare!

Presentare lo studio sulla popolazione esposta all’incremento dell’inquinamento acustico non è una concessione di RFI s.p.a. a migliaia di cittadini Termolesi: è un prerequisito da sottoporre alla Commissione di tecnici che hanno sempre la stessa dignità e deontologia professionale, nonostante l’alternanza partitica-politica! Non è talebanismo ambientale!

Proporre, come unica soluzione all’incremento del rumore, 10 km lineari di barriere antirumore alte oltre 7 metri, che si sommano ai 4 km lineari di barriere in pieno centro città, ed intervenire presso privati cittadini (Quanti? Dove? E le facciate? A che distanza dalla linea ferrata? Quale tipo di servitù si viene ad instaurare? e la loro manutenzione?) alla Sottocommissione è sembrato, come ad oltre 5.000 termolesi che avevano raccolto firme contro questa soluzione, poco rispettoso della loro Salute, della loro economia turistico-commerciale, del loro paesaggio, della loro dignità a non essere segregati “al di qua o al di là del muro”.

Inutile accusarci, pretestuosamente, della difesa ad oltranza del Fratino,

che nidifica sulla costa e non è interessato dal tracciato, l’argomento della difesa dell’uccello che blocca “l’Italia che corre” serve solo a chi, come Lei, non ha visto il Progetto e la sua reale ricaduta, e che si ostina a non riconoscere che se un Progetto ottiene stop continui da quasi 20 anni, significa che è il Progetto che è sbagliato non i Tecnici, non i Ministri che si sono s쳭uti, non la Regione, non il Comune, non i cittadini.”