Franco Cappellari ci dona il Molise. Dal 31 ottobre le foto in esposizione all’ex Gil a Campobasso

Il colore entra vivo più che mai nelle visioni del fruitore. La mente vagheggia indisturbata tra le fauci della bellezza. Le pietre rispondono alla mano dell’uomo che si allunga sino a toccar la tela ed accorgersi che sei nel tempo e che, senza di esso, tutto si ferma per via dell’impressione su di una tela che mostra ad occhi ammirati, l’imponderabile senso di una terra dai 136 lati di vista . Questo il Molise di Franco Cappellari che vedremo dal 31 ottobre 2020 e probabilmente sino alla fine di gennaio, presso la sala mostre del Palazzo dell’Ex Gil di Campobasso. Una mostra a cura della Fondazione Molise Cultura che ha dell’imprevedibile. I volti dei 136 comuni molisani con vista privilegiata dall’obiettivo di un fotografo molisano, famoso al Mondo, Franco Cappellari, che emanano bellezza, a volte visti da angolature diverse, espressione della parte più bella, a volte “ finta “, di un Molise troppo spesso visto con occhi senza fine, senza vedute oniriche che caducano e pongono dietro le sbarre ogni filo di speranza per una regione da vivere a colori. Franco Cappellari ci porta a riflettere e mira a stupirci con la signorile arte della fotografia. Fonde tecnica ad amore per la sua terra ed, il connubio, è certamente vincente, affascinante, pieno di mirabil visione dell’immenso e dell’eterno candido sorriso di un Molise che si spopola, ci lascia perplessi circa la sua non voglia di reagire all’atavica dormienza ma, di umana splendida arretratezza. Mare, monti, colline, voli su prati distesi al vento che guardano indomiti il passar del tempo che scorre con le lancette ferme ad un tempo che fu e che nel rimirar l’eterno ci portan a soffrire di un male incurabile, quale è il mal di Molise.

Apriamo le porte al Mondo e godiamoci l’inferno che conferma la scalata verso un Paradiso che confonde l’arte con l’architettura, la poesia con la prosa ma, non certamente confonde amore con passione e professionalità con gratificazione. Tuffiamoci, in un tempo di Molise che non di certo preferisce farsi notare in gruppo, assembrati a goder del bello tutti appassionatamente, che avrebbe voluto veder la mostra brillare di luce d’insieme e senza protezioni che nascondono emozioni che avrebbero gratificato l’afflato artistico dell’artista Cappellari e chi ,della mostra e per la mostra, ha tenuto alla realizzazione. Tuffiamoci consapevoli che ogni cosa ha il suo tempo e questi va preso per quel che è, breve o lungo che sia. Armiamoci di grande predisposizione per garantire a noi stessi ed ai nostri occhi la visione più prossima al Paradiso affinché si conquisti il tempo senza tempo e che si porti a compimento quell’opera di gratificazione che solo una regione vista a colori può garantire : il Molise! Franco Cappellari evidenzia questo con le sue foto e, grazie alla” premeditazione” di un lungimirante assessore alla cultura, nella persona di Vincenzo Cotugno, rischiamo davvero di tornar ad innamorarci di un Molise da cartolina, un Molise che rispecchia a pieno la voglia di riscatto da quel dì in cui si assopì senza guardar lontano e senza pensar che un dì, il Principe Azzurro avrebbe donato ad esso il bacio del risveglio.

La sala espositiva dell’ex Gil sarà predisposta, ci danno notizia dalla struttura della Fondazione, in perfetta linea con le norme anticovid ed avrà un sanificatore della persona ad attendere ogni visitatore che abbia interesse a godersi la mostra, salvo nuove disposizioni o interpretazioni dei DPCM come è avvenuto per la presentazione dei libri che purtroppo sono state vietate.