Dibattito politico assente, colpa della Pandemia? #vengoconquestamiaadirvi

In quel tempo era come si fosse tornati alla peste di manzoniana memoria. Oddio, forse, stavamo meglio perché avevamo le mascherine, ma non ne ero (sono) tanto sicuro. Le mascherine, infatti, rappresentavano l’unica difesa dalla “peste” ma anche dai virologi de noartri che senza soluzione di continuità erano attesi apparivano in televisione come in altra epoca, ed in altre situazioni si attendeva l’apparizione di qualche figura celeste che potesse sollevare l’umanità dalla pandemia.

Ma, se come diceva mia nonna: “aiutati che Dio t’aiuta” che senso aveva l’apparizione di questi guru della medicina e della diffusione mediatica della medicina? Nessuno lo ha mai capito, ma tutti li hanno sempre seguiti perché essendo noi italici abitanti della penisola dei meri “esperti” di calcio, ma di sport in genere, eravamo diventati dei meri e veri virologi del bar dello sport. 

Il contagio pandemico mondiale, poi, aveva contribuito a distruggere quel poco di dibattito politico che girava nei palazzi romani. Il dibattito era entrato in lockdown presentando, il dibattito, un elettroencefalogramma prossimo al piatto sì come la statale 87 nelle piane di Larino, uno dei pochi luoghi pianeggianti del nostro Molise.  

Tutto verso il basso, il dibattito politico e le condizioni di vita degli italiani della penisola, quelli delle isole stavano peggio considerando che in estate la Sardegna aveva rappresentato una fucina di batteri atti ad espandere la pandemia per ogni dove. Ritornando al dibattito politico ci si era accorti, almeno a me sembrata tale, che il tutto si svolgeva intorno al contrario di quello che dicevano gli altri.

Mi spiego: se il Governo emetteva un DPCM, in verità i DPCM stavano diventando più numerosi delle ricette dell’agenda di Suor Germana, ma nessuno pensava che potesse essere un problema. Oddio chi governava perché chi si opponeva al Governo diceva l’esatto contrario. Quindi tra un “capra, capra capra” di Sgarbi si parlava di pandemia che non esisteva, come faceva Trump, per poi essere ricoverato per Corona virus e come facevano Salvini e Meloni per poi tornare indietro e dire che il problema c’era, ma magari non era così grande come si diceva…..mah!

Il problema immenso, ne ero convinto, era l’assoluta mancanza di sacrificio degli italioti. Dopo il lockdown di primavera, quando chiusero tutto tranne le attività dedite all’aspetto “magna torio” della vita, gli italici abitanti dello stivale si erano impegnati profondamente a recuperare gli spritz e le bicchierate mancate con viaggi e vacanze a rotta di collo. Mete preferite: Grecia e Spagna, rivelatesi poi le mete preferite anche da Corona virus. Siccome le mete erano preferite da tutti, tutti si sono trasformati in portatori sani, si diceva una volta, poi li hanno chiamati asintomatici. Ma non era cambiato molto. In verità gli amministratori, i governanti avevano cercato, provato a fare qualcosa, solo che mentre lo facevano erano successe cose strane, camici ordinati nella “fabbrichetta” del cognato, dinosauri provenienti dalla protezione civile che fecero scempio di soldi pubblici, e tante altre “belle” cose. Poi, scusate, ma voglio anche parlare di una mia convinzione: nel nostro Contado, quello di Molise, avevano approntato il centro Covid presso il maggiore ospedale del contado molisano, immettendo delle ferree regole sull’accesso, sarebbe successo lo stesso anche se il centro fosse stato messo altrove, ma non sarebbe successo, con il centro messo altrove (Larino) che persone non si recassero in ospedale per paura di contagio o per mancanza di posti magari in rianimazione. Insomma, morale della favola, erano rimasti in mutande sotto tutti i punti di vista. Avevano scoperto di essere una popolazione che non voleva rinunciare ad alcun divertimento, una nazione che aveva deciso di riprendere a vivere quando c’era ancora bisogno di sacrifici. Alla fine di tutto questo, mancanza assoluta di volontà di sacrifici, si capì che lo “sceriffo” De Luca forse tutti i torti non li aveva. Ah, io sono d’accordo con De Luca per Halloween fatta sull’italico suolo, negli USA facessero come vogliono, dopo aver eletto Trump quattro anni fa erano liberi di fare qualsiasi cosa.

Io “Speriamo che me la cavo”, anzi spero che ce la caviamo tutti. In attesa di questa “cava”, statevi arrivederci.

Franco Di Biase