Una perla molisana: Museo Internazionale delle Guerre Mondiali. Intervista al cofondatore Johnny Capone

Il Molise possiede un bene preziosissimo nel paese di Rocchetta a Volturno, un gioiello di indubbio valore storico e culturale: Il Museo Internazionale delle Guerre Mondiali (MIGM).  Questo museo possiede, al suo interno, una collezione unica ed eccezionale, nel suo genere, di manufatti risalenti al periodo delle due Guerre Mondiali tanto da dargli la fama di essere uno dei musei storici più importanti, non solo sul piano italiano, ma soprattutto sul panorama internazionale.  Si respira storia fin dal primo momento, la visita guidata rapisce il visitatore dall’inizio alla fine, lascandolo più ricco culturalmente una volta andato via dal museo. 

Noi di Moliseweb abbiamo intervistato Johnny Capone, cofondatore del MIGM.

-Com’è nata l’idea di fondare questo museo?

“Sono nato fondamentalmente come collezionista, ho cominciato a collezionare i materiali esposti dal 1980, praticamente sono ben 40 anni di ricerca per tutto il mondo. Col tempo poi, ho accumulato talmente tanto materiale da far fatica da poterlo tenere in casa, che usavo praticamente come magazzino. Ho avuto, fortunatamente, un incontro con gli altri due cofondatori del museo, ovvero il mio collega Filippo Sparacino e il dottor Giuseppe Capaldi, con i quali abbiamo unito le forze e le nostre rispettive collezioni avventurandoci nell’apertura di un museo però senza porci molte prospettive e ambizioni. Abbiamo notato, invece, che il pubblico rispondeva molto positivamente e quindi iniziammo a migliorarci investendo sulla struttura, fino al punto a cui siamo arrivati oggi. Il MIGM è considerato uno dei musei storici più importanti, se non proprio il museo più importante, soprattutto per la quantità e la qualità dei materiali esposti.”

-Quali sono i pezzi più pregiati e invidiati della vasta collezione del museo?

“Tra i prezzi più importanti abbiamo l’arma segreta di Mussolini che era la moto bomba F.F.F. (in foto) che è l’acronimo dei tre progettisti che la crearono nel 1936 ovvero Felpa, Freri e Fiore. È l’unico pezzo esposto al mondo e si trova presso il nostro museo perché abbiamo concordato d’uso con l’aereonautica militare. Un altro pezzo inedito è l’aereo North American T6 Texan del 1942 il quale lo abbiamo in custodia, in comodato d’uso, sempre con l’aereonautica. Questo veicolo, inizialmente, doveva volare insieme alle frecce tricolori ma per motivi economici si dovette rinunciare a questa idea e quindi l’aereo rimase bloccato a Pratica di Mare e alla fine si decise di darlo al nostro museo, in modo da tenerlo in esposizione. Un altro pezzo, più che invidiabile, è l’MP40/1 (in foto) esposto nell’armeria. Questa mitraglietta tedesca ha la peculiarità di avere due caricatori accoppiati. Ne hanno prodotti pochissimi pezzi (si tratta di una sola produzione di poche decine) e pare che ne siano sopravvissuti solo cinque esemplari di cui solo due siano in esposizione in altrettanti musei, tra cui ovviamente il nostro, mentre i restanti tre sono in collezione privata negli USA.”

-Per quanto riguarda l’apertura di uno spazio dedicato alla Shoah, cosa mi potrebbe dire in proposito?

“Il 27 gennaio dovremmo inaugurare un nuovo padiglione dedicato alla Shoah dove allestiremo due vagoni gemelli del binario 21 di Milano. L’evento sarà di caratura nazionale, in quanto il nostro sarà il museo più a sud d’Italia che dedica un padiglione alla Shoah. Probabilmente potrebbero partecipare a questa apertura dei rappresentati della religione ebraica in Italia.”

 

Di Simone d’Ilio