Toma esautora il Consiglio Regionale sulla scelta Ospedale Covid, ma che fine hanno fatto i parlamentari? #vengoconquestamiaadirvi

Questo fatto di scrivere spesso, sui social, sui giornali online, sulla lista della spesa, una volta anche sulla lavagna a scuola quando mi facevano fare il capoclasse, cosa che ho sempre odiato per non scrivere i buoni ed i cattivi, insomma sto fatto di scrivere non sempre è stato cosa buona. Una volta, tanto tempo (politicamente) fa dissero di me, i dirigenti del mio partito, che non ero affidabile, avevo “la penna facile” e “finivo sui giornali”. Pensare che il mio bisnonno fu nominato CAPITANO per il solo fatto di saper leggere e scrivere. Ma quelli erano altri tempi ed erano arrivati i soldati sabaudi a San Massimo. Oggi rileggendo la storia forse non sarebbe stata una bella cosa. Ma sono questioni di opinione e come diceva il Principe de Curtis: “… lei opina?”. Opinabile o meno, or dunque, arrivo all’argomento. Sono stato accusato di postare su Facebook  frasi, commenti, forse anche fotografie, ritratti e/o quadri che ritraevano o si riferivano a persone cui io avrei fatto delle offese di tipo personale. Nello specifico del Presidente Toma.

Sono sempre stato rispettoso degli altri, mai mi ha affascinato il pettegolezzo ed ho sempre ritenuto che le offese personali non abbiano alcun senso incedendo solo sulla sfera privata della persona, non su quella pubblica. Veramente, come ha commentato un mio amico su Facebook, parlando di questa “situazione” : “… il privato se sei un politico deve essere pubblico, in USA ed in Germania la chiamano trasparenza”. Da noi no. Da noi il privato anni fa si chiamava Arcore e Palazzo Grazioli, ma questa è altra storia.

A me, ripeto, la sfera personale non interessa. Mi interessa quello che accade nella gestione pubblica. È infatti la gestione pubblica che ci coinvolge tutti, quella privata resta privata. E proprio nell’ambito della gestione della cosa pubblica, per esempio, mi sembra strano che il Presidente di una Regione parli in prima persona (io), mentre il Presidente del Consiglio, carica sicuramente più importante, continua parlare con la prima persona, ma questa volta la plurale (noi). Non mi piace che, per esempio, il Consiglio Regionale voti di utilizzare l’ospedale di Larino come centro Covid, mentre da “altra parte” viene deciso di utilizzare l’Ospedale Cardarelli con relativo ingolfamento del nosocomio stesso. Tutti dicono questo, potrebbe darsi che abbiano ragione.

Nello specifico: il 15 giugno 2020 il Consiglio regionale con i voti favorevoli di: PD (2); Movimento Cinque Stelle (6), Aida Romagnuolo; Filomena Calenda; Michele Iorio, in pratica 11 su venti, votano in favore dell’istituzione del centro Covid a Larino. 

Il 13 Luglio, invece, facendo leva sul commissariamento della Sanità in Molise la Struttura commissariale ed il Presidente Toma decidono di posizionare il centro Covid a Campobasso, presso l’Ospedale Cardarelli. Quindi, ricapitolando, una decisione di un organo eletto democraticamente è stata annullata da un “proconsole” romano insieme al Presidente Toma. Non so se leggerci questioni di tipo “politico” questioni volte a dimostrare chi effettivamente comanda sulla Regione Molise o nella regione Molise. Ma per questo ai posteri (prossime elezioni) l’ardua sentenza.

A proposito di sanità una menzione, secondo me, merita anche la pattuglia parlamentare molisana. Pattuglia formata da parlamentari che vedono riportata nella maggioranza politica in Parlamento la loro fede politica. Ebbene, questa pattuglia credo poco abbia fatto per cercare di far rendere un minimo più vivibile il tallone del Governo sulla sanità del Molise. Certo problemi di gestione ne abbiamo e ne abbiamo a iosa, per colpa dei governi regionali precedenti quando la sanità veniva gestita in maniera “artigianale”? Beh diciamo quantomeno  “artigianale”.

Insomma questo mi piace fare, mi piace parlare di politica ed esprimere un giudizio di tipo esclusivamente politico. I fatterelli personali li voglio lasciare a chi vuole spettegolare dei politici e della politica. 

Scusate se ho parlato di me, non mi era mai capitato. Speriamo non capiti più.

Per adesso, con affetto e stima, statevi arrivederci

Franco di Biase