Covid permettendo? No, nonostante la pandemia: ecco la sfida intrapresa da MoliseFood

Come interpretare la scelta imprenditoriale di aprire nuove attività in piena emergenza pandemica? Un messaggio di incredibile positività, è evidente, che giunge in un momento storico al quale è difficile approcciarsi con serenità. Il trend delle notizie è tutt’altro e i contorni che si profilano non appaiono di certo incoraggianti, specie nel settore alimentare; tuttavia, è proprio da quest’ambito che stanno arrivando gli impulsi maggiori, grazie all’opera di imprenditori motivati da forte spirito di adattamento e volontà di rimettersi in discussione.

Il lavoro che in questi mesi ha compiuto il gruppo MoliseFood merita certamente attenzione, non solo per via di quella spiccata capacità di adattamento dimostrata in questa delicata fase della vita economica del Paese, ma anche (e soprattutto) per la direzione che il team imprenditoriale ha intrapreso fin dal principio della sua attività.

MoliseFood rientra in quel format di successo che ha fatto del prodotto tipico ad elevatissima qualità occasione di crescita economico-culturale, contribuendo alla diffusione del brand “Molise” a livello internazionale. Il progetto MoliseFood racchiude in sé i tratti salienti della nuova politica alimentare che interpreta il cibo come esperienza culturale e forma comunicativa, replicabile sul piano della diffusione ma capace di preservare la fonte produttiva. I prodotti sono rigorosamente “made in Molise”, come le materie prime utilizzate per la loro realizzazione e l’idea di offrire impulsi alla filiera locale contribuisce alla costruzione della mission aziendale che punta alla tutela dei territori e alla loro valorizzazione. La cooperazione tra le aziende locali è, dunque, la base imprescindibile per gestire e accompagnare una domanda sempre più in crescita. Punti vendita capillarizzati (il progetto prevede entro tre anni l’apertura di negozi in ogni città italiana) e crescita occupazionale sono gli altri grandi obiettivi del gruppo che non esclude un coinvolgimento del settore pubblico nel sostegno alla creazione di impresa.

Espandere il franchising oltre i confini europei è, poi, l’altro grande impegno assunto da MoliseFood che gode già di moltissimi followers e una media di 20mila clienti mensili nei 4 punti vendita aperti. Tre a Roma, sede del gruppo, e uno in Spagna ma l’elenco è destinato a crescere nel breve termine. Covid permettendo? No, nonostante il Covid. È questa la grande sfida intrapresa da MoliseFood che, compatibilmente con le decisioni governative, ha in calendario l’apertura di nuovi punti vendita a Milano, Bologna e Parigi.

«Le nuove regole sociali imposte dall’emergenza sanitaria – ha dichiarato il responsabile del progetto, Francesco Caterina – ci hanno spinto al ragionamento, all’individuazioni di soluzioni concrete che ci mettessero nelle condizioni di salvaguardare le nostre attività e i posti di lavoro dei nostri dipendenti. Mai come ora c’è la necessità di puntare su acquisti intelligenti, di sostenere la nostra economia, comprando prodotti italiani. Stiamo riorganizzando la gestione dei nostri punti vendita anche sul piano logistico per garantire la massima sicurezza ai nostri clienti; piccoli ambienti con un numero ridotto di personale, ingressi contingentati e, dunque, meno rischi per la salute; il tutto, senza sacrificare la nostra idea di acquisto, basata sul dialogo con i nostri dipendenti, sempre disponibili ad illustrare nel dettaglio le caratteristiche dei prodotti in vendita. La qualità del cibo non può essere un aspetto secondario, tutt’altro. Ri-educare al Made in Italy è, per noi, un obiettivo da perseguire con tenacia. Se il Covid ci costringe a rivisitare le nostre abitudini, lo faremo, dimostrandoci più forti.»

Una politica aziendale che si sta dimostrando vincente, a dispetto del difficile momento che stiamo attraversando: la clientela in sensibile aumento è il segnale che la direzione intrapresa è quella giusta e sono molte le persone che hanno manifestato l’interesse a recarsi in negozi di prossimità, ritenuti più sicuri; ciò ha permesso una rivalutazione anche del mercato al dettaglio che si è aperto a fasce di pubblico finora distanti. «Comprendere che dietro questo processo produttivo ci siano molti soggetti è qualcosa di meno aleatorio, oggi – ha concluso Caterina – e questo ci dà la forza di proseguire, con sacrificio, nella scelta di continuare ad investire nel nostro progetto. Il peso di un sacrificio che oggi non sentiamo più solo nostro ma che, in qualche modo, condividiamo con quanti scelgono di fare acquisti nei negozi MoliseFood.»