TIMI YURO - L’anima Soul di Rocchetta a Volturno - #musicamente

Nel 1967 tutta l’Italia canta “Aaa a chiiii, sorriderò se non a te, a chii” insieme a Fausto Leali, un grande successo nazionale, ma, secondo il costume dell’epoca, quasi tutte le canzoni degli anni ’60 che vengono pubblicate nel nostro Paese sono cover di grandi successi americani/inglesi, e il brano in questione non sfugge a questa regola.

* Il disco vende oltre 4.000.000 di copie nel mondo.

Il testo viene cambiato dal batterista del gruppo di Leali, che però non riceve royalties poiché la versione italiana originale è firmata da Mogol, il quale si rifiuta di condividere i diritti d’autore. 

* (https://timiyuro.altervista.org)

Il titolo originale della canzone, pubblicata negli USA nel 1961, è HURT. A cantarla è una ragazza minuta, con una voce potentissima, originaria di Rocchetta a Volturno: TIMI YURO (The Little Girl with The Big Voice).

La traduzione di HURT:

Male 

Mi fa male pensare che tu, che tu mi abbia mentito

Mi sento ferita nel profondo di me stessa

Mi hai detto che il tuo amore era sincero

E che non ci saremmo mai, mai lasciati

Ora tu vuoi qualcun altra

E questo mi spezza il cuore, oh-oh

Mi fa male, molto di più, oh, di quello che tu possa immaginare

Si, caro, mi fa molto male

Perché io ti amo ancora tanto

Ma, ma anche se tu mi hai fatto male

Come nessun altro avrebbe potuto farmi mai

Io non  potrei mai e poi mai far del male a te

Rosemary Timotea Aurro (Timi Yuro), nasce a Chicago, Illinois, il 4 agosto 1940, da Louis e Edith (Mamma Rosa), originari di Rocchetta a Volturno, allora provincia di Campobasso, che si trasferiscono nel 1952 a Los Angeles, dove aprono un ristorante dal nome nostalgico “At Volturno’s”. 

Rosemary, animata dalla passione per il blues e il jazz e per le voci di Bessie Smith e Dinah Washington, comincia a cantare, attirando l’attenzione dei clienti, stupiti dal fatto che un corpicino così minuto tiri fuori una voce così scura e potente. 

Presto il ristorante diventa un punto di riferimento nel circuito dei locali di Los Angeles dove si può cenare e ascoltare musica; pare che uno dei suoi più grandi fan, rapito dall’energia esplosiva di Rosa Maria, e cliente assiduo dell’ At Volturno’s, dove si può anche mangiare una buona pizza, sia Elvis Presley, che incide la sua personale versione di Hurt nel 1976 e si dice abbia sempre il suo tavolo personale prenotato nei locali di Las Vegas quando la cantante viene ad esibirsi.

Nel 1959 firma il suo primo contratto discografico con la Liberty Records e dopo due anni di gavetta riesce a pubblicare una vecchia hit rhythm and blues lanciata da Roy Hamilton nel ’54, Hurt, che vende un milione di copie e raggiunge il quarto posto della classifica di Billboard.

Il pezzo seguente è Smile di Charlie Chaplin che, anche, raggiunge i posti alti delle classifiche di vendita e consolida la sua fama di grande cantante.

L’anno successivo, 1962, Frank Sinatra la porta con sé in tour in Australia come supporter

Il suo primo album, Make the World Go Away, risale al 1963 e contiene pezzi country e standard melodici, reinterpretati in chiave soul.

Nel 1965 viene invitata in Italia al Festival di Sanremo, dove partecipa con due canzoni: E poi verrà l'autunno in coppia con Don Miko e Ti credo in coppia con Peppino Gagliardi. Giunge a Sanremo accompagnata da Mamma Rosa e se ne sta sempre in disparte, mite e composta, aspettando il suo turno. La mamma, esuberante e intraprendente, invita i colleghi della figlia a Los Angeles usando espressioni del tipo “Vieni a trovarci in America, teniamo la casa con la piscina e la stanza per li furastieri”. 

Quando Timi sale sul palco e canta, il pubblico, i giornalisti e gli addetti ai lavori le tributano una standing ovation

Torna nel 1968 con Le solite cose di Pino Donaggio.

Nelle due occasioni, si reca a Rocchetta a Volturno per salutare i parenti e visitare il paese d’origine.

Verso la fine degli anni sessanta, Timi passa dalla Liberty alla Mercury, ma ormai non è più nelle grazie del pubblico. 

Decide quindi, nel 1972, di convolare a nozze con Robert Selnick, da cui avrà una figlia, e di lasciare il mondo dello spettacolo, ma, nel 1976, sulla scia del rinnovato successo nel Regno Unito e in Olanda di Hurt, rilanciata dal gruppo dance dei Manhattans, recupera la sua voglia di cantare incidendo Nothing Takes the Place of You, con cui avrà un successo planetario. 

L’anno successivo le viene diagnosticato un tumore alle corde vocali. Il verdetto è che non potrà più cantare, ma la piccola molisana, testarda e determinata, si sottopone a un primo intervento nel 1981 e riprende a cantare, con una voce addirittura più profonda e graffiante. 

È a questo punto che si trasferisce in Olanda, a seguito di una proposta di produzione da un suo ammiratore sconosciuto che le produce un disco, All Alone Am I, con cui riscuote un enorme successo e vince tre dischi di platino. Fra gli altri brani brilla Misty, un vecchio classico del jazz scritto da Errol Garner e già interpretato da grandi esecutrici quali Sarah Vaughan ed Ella Fitzgerald.

Il suo ultimo disco, Timi Yuro sings Willie Nelson, risale al 1984 ed è il regalo che le fa Willie Nelson, mettendole a disposizione il suo studio e la sua band e finanziando tutta la produzione, in segno di gratitudine, a seguito dell’ospitalità (pizze comprese) che la famiglia Aurro gli aveva offerto a Los Angeles presso il ristorante di famiglia At Volturno’s

Nel 1985 il cancro torna ad aggredirla di nuovo, le asportano la laringe e un polmone, e Timi muore nel sonno nella sua casa di Las Vegas il 30 marzo 2004.

Di Timi Yuro ci restano diversi dischi, realizzati dai più grandi arrangiatori della storia (Phil Spector, Quincy Jones, Burt Bacharach, Clyde Otis), tante cover interpretate anche da cantanti italiani (Es. A chi – Fausto Leali; Il problema più importante per noi – Adriano Celentano; Resta sola come sei – Iva Zanicchi) e tanti tributi in ogni angolo del mondo (Es. Mina nella Canzonissima del 1968, che propone E poi verrà l’Autunno con l’arrangiamento di Bruno Canfora), ma, soprattutto, ci resta il ricordo di quella grande voce nera che scaturisce dal minuscolo corpo di una piccola donna bianca di origine italiana, anzi, molisana, carica di una sofferenza dettata da fame ,migrazione e sopravvivenza generazionali, in un mondo che, a volte crudele, è capace di compensare le pene più dure col dono di un’espressione talmente intensa da toccare il cuore di chi ha la fortuna di incontrare una simile rara bellezza.

È capitato spesso che le fanciulle nate da emigrati italiani in America abbiano cominciato a cantare nei ristoranti aperti dai loro genitori per la gioia dei clienti e poi abbiano sfondato nello show biz., come Suzanne Tedeschi, potentissima cantante blues, la quale ha un percorso molto simile a quello di Timi Yuro

Sembra quasi che i rampolli di famiglie approdate in America con le valigie di cartone, raccolgano in sé tutta l’umiliazione, il rancore, gli stenti subiti nella costruzione di benessere in un Paese straniero e li trasfondano in una rabbia creativa che scaturisce direttamente dall’anima e dal cuore. A tal proposito, Timi Yuro è stata definita una cantante che canta con tutto il suo corpo, al pari di Dinah Washington (di cui raccoglie l’eredità), Amy Whinehouse, ma soprattutto di tutti i cantanti neri che conservano ancora oggi, fra le rughe della propria anima, secoli di schiavitù e torture subite nel corso degli ultimi cinque secoli ad opera di bianchi senza cuore e senza umanità.

A questo punto viene spontanea una domanda: “perché in Molise si celebrano personaggi di questa terra famosi come Eddie Lang, Mario Lanza, Toquinho, Robert De Niro, attraverso eventi di ogni genere, ma, a parte una prima edizione nel 2012 di un festival dedicato a Timi Yuro, non si sia più organizzato alcunché per onorare questa autentica molisana di Rocchetta a Volturno e forza unica della natura che, come scrive in un articolo del 2012 Michele Tuono “. …è dotata di un’estensione sovrannaturale?”

Per chiudere, il Timi Yuro Festival, la cui prima edizione si svolge l’1 e 2 settembre 2012 a Rocchetta a Volturno, improntato sulla musica soul, vede la partecipazione, fra gli altri, di Ricky Gianco, grande amico di Timi e fidanzato con la cugina di lei. Ricky racconta, in quell’occasione, un aneddoto, per sottolineare la grande sensibilità della cantante. “Lui è ricoverato in ospedale a Milano, nel periodo in cui Timi combatte con la sua malattia, quando all’improvviso, aprendo gli occhi, la vede oltre la vetrata del reparto che lo osserva con tenerezza, volata di corsa dagli USA in Italia per sincerarsi della salute dell’amico”. 

È questa grande sincerità e spirito di abnegazione, che induce a mettere gli altri prima di sé stessi incuranti di quello che s쳭erà loro, che caratterizza i grandi uomini, i grandi artisti, le grandi anime come quella di Rosa Maria Aurro, in arte Timi Yuro.