Poche parole per ricordare il 31 ottobre 2002

Tante, troppe cose
l’uomo non deve dimenticare.
Per non dimenticare questi bambini
Per non dimenticare i nostri militari morti in guerra
Per non dimenticare la Shoà,
Per non dimenticare le Foibe, Per non dimenticare il fratello negro
schiavizzato torturato martoriato, per non dimenticare la crudeltà dei cuori,
per non dimenticare il pianto innocente di un bimbo fra braccia tenere inerti,
per non dimenticare lo sguardo della sofferenza,
per non dimenticare il vuoto dell’ignoranza

Troppo l’uomo ha da ricordare:
Per non riviverlo
per non farlo rivivere
per non ricreare l’Inferno di quel giorno
né alimentarne le fiamme.
Furore del delitto
terrore della mente
ubriacatura del potere
miseria avvilente
paura di essere responsabili dell’accaduto,

Troppo l’uomo ha da disseppellire
da riportare in vita da una morte ingiusta:
La dignità il rispetto l’amore,
la fierezza di essere Uomini.
Per voi, solo per voi angeli di San Giuliano per sempre nel
nostro cuore

Antonio FASCIANO scriveva così nel ricordo di quel “ maledetto 31 ottobre 2002 che iniziò con il sole ed alle ore 11,32 terminò con il pianto dalla morte bianca. Strazio per una morte di cui ancora non c’è speranza, non c’è ricordo che tenga, e per la quale c’è ancora tanta amarezza. Ancora le lacrime non si fermano dinanzi al tempo che passa, non smettono di scorrere e lancinare solchi mai ricolmi di terra fresca che copre corpi indifesi e, dalla paura mai trasfigurati, poiché ricolmi di sorriso sprezzante che infonde Amore nei cieli di una San Giuliano che non ricorda ma vive in quel e, con quel ricordo.

La terra tremò e tremerà per sempre.

Le parole dell’amica Nunziatina, la mamma coraggio, ancora sono ferme alla data dei funerali dove, la trasparenza di un colore bianco latte divenne famosa nel Mondo e rimbombò senza pari nelle immediatezze di un colpo di vento che ne determinò l’ascesa in cielo.

Angeli che gioirono nel goder della vicinanza dell’intero Mondo ma che ancora son li a versare lacrime “ dolci “ che ad ogni sparsa pioggia, inondano di freschezza le genti che ammiran la piazza vuota di una scuola che non “ è più “.

“La verità non deve essere sepolta insieme con i corpi dei nostri figli. Non accada più una tragedia così». 

La voce ferma di mamma coraggio,  rimbomba ancora come un tuono a ciel sereno che squarcia il ricomposto paese che oggi è totalmente cambiato. I superstiti sono ormai uomini e quei bambini insieme alla maestra, godono felicemente delle loro ascese nella vita terrena. Un atleta, una professoressa, uomini capaci di rielaborare la loro vita ma che, non dimenticando, pongono ferma la condizione di essere vivi insieme a chi non c’è più.

Sommessamente il paese ogni giorno si risveglia ed ogni giorno è,  il giorno del ricordo. 

Tutto è cambiato…. La vita è ripresa con ritmi sempre uguali, sempre diversi, sempre compressi ad un urlo che gridava sgomento e morte. Quel 31 ottobre del 2002 si è fermato alle ore 11,32 e mai è riuscito a far girar il calendario se non per le cose comuni del mondo. 

Tutto è cambiato, i ragazzi son grandi, i vecchi ormai son li ad aspettare il loro destino, il paese si svuota di menti e di giovani che vanno verso altri destini, sicuramente più desiderati, migliori ma,…. con la morte nel cuore.

Non dimentichiamo, non si può.