Atm, i sindacati chiedono ad Asrem la sanificazione delle sedi

I sindacati denunciano una situazione di scarsa igienizzazione dalle sedi ATM e dopo le ennesime recidive si è deciso di inoltrare un ulteriore appello.

"Ci abbiamo provato come sempre e inizialmente con le buone, facendo il nostro dovere a tutela della salute dei dipendenti della società di trasporto ATM e scrivendo due note all’azienda datate rispettivamente 21 agosto 2020 e 7 settembre 2020 con le quali abbiamo segnalato, con tanto di corredato materiale fotografico, le condizioni di criticità soprattutto dei servizi igienici (ma non solo) adibiti al personale dipendente, ubicati nelle Unità di produzione di Termoli e di Campobasso. Nello specifico sono state segnalate una scarsa igienizzazione e sanificazione dei locali adibiti per l’appunto a servizi igienici oltre che importanti e significative problematiche connesse ad intonaci e parti pericolanti. E nel frattempo analoghe problematiche sono state riscontrate anche nell’unità di produzione di Isernia dove uffici, sala ristoro del personale e servizi igienici sono collocati in strutture container. E anche in questa circostanza sono state riscontrate condizioni igienico sanitario a dir poco allarmanti e per le quali inoltre persistono, solo per fare alcuni esempi, assenza di copri water, di attaccapanni, di dispenser per il sapone, di carta igienica e di carta per asciugare le mani.

CHIESTO ALLA ASREM UN SOPRALLUOGO ISPETTIVO NEI DEPOSITI ATM - Nonostante le frequenti e ripetute sollecitazioni, è rimasto tutto lettera morta al punto che le Segreterie Regionali hanno preso carta e penna per inoltrare l’ennesimo esposto questa volta alla ASREM (inviato per conoscenza all’Assessore Pallante e alle Prefetture), chiedendo esplicitamente un sopralluogo ispettivo in tutte le sedi ATM al fine di verificare la rispondenza di quanto espressamente esposto e documentato da materiale fotografico.INTOLLERABILE L’INERZIA AZIENDALE IN UN CONTESTO DI EMERGENZA SANITARIA - Non è assolutamente tollerabile infatti che, in un contesto nel quale l’emergenza sanitaria e pandemica in atto, imporrebbe con maggiore attenzione quelle operazioni sistematiche e periodiche di pulizia, igienizzazione, disinfezione e sanificazione degli ambienti, dellepostazioni di lavoro e di tutte le aree comuni e di svago, espressamente disciplinate dai DPCMe dai protocolli per la salute e la sicurezza del personale, si possano riscontrare questi condannabili esempi di inerzia aziendale.

POSSIAMO ANCORA FIDARCI DI QUESTE AZIENDE ? - Atteggiamenti e comportamenti che dovrebbero far riflettere anche le Istituzioni, l’opinione pubblica e i mezzi di informazione: Alla luce di queste inquietanti situazioni, fino a che punto dovremmo continuare a fidarci di queste aziende di trasporto che, anche e soprattutto in epoca di covid, avrebbero il compito di assicurare tutti i possibili accorgimenti per contenere e contrastare il rischio sanitario sui mezzi pubblici ?? Infine un messaggio all’Assessore Pallante dal quale stiamo ancora attendendo quella convocazione assicurata sin da metà settembre: i problemi atavici del tpl molisano sono ancora ben saldi, è sempre tutto drammaticamente fermo con le aziende che continuano ad usare l’arma del ricatto e delle ritorsioni nei confronti dei lavoratori “ribelli” e che soprattutto continuano letteralmente ad umiliare i cittadini molisani offrendo un servizio a dir poco indecente.

GLI AUTOBUS SCARTATI DAL TRENTINO E CHE INVECE VANNO BENE PER IL MOLISE – A tal proposito, vorremmo chiedere all’Assessore Pallante, al Presidente Toma ma anche a tutti consiglieri regionali, come dovrebbe sentirsi un cittadino molisano nell’apprendere che numerosi autobus dismessi da una società di trasporto locale del Trentino (in quanto ritenuti non più idonei a soddisfare i requisiti ambientali e le giuste esigenze dell’utenza) sono stati acquistati a poco prezzo (intorno a 1500€ cadauno) dalla stessa ATM e stanno ora circolando in Molise? Non c’è più tempo da perdere. Occorre fare pulizia. Il bando di gara per l’assegnazione dei servizi di trasporto locale, non può più attendere nell’auspicio che a rispondere all’appalto vi siano imprese e competitor (anche da fuori regione) in grado di garantire quella svolta che gli utenti e i lavoratori dei trasporti finalmente meriterebbero."