Il Molise di tutti. La mostra di Franco Cappellari: 136 scatti "identità molise" Photo Gallery

E’ una serata di autunno dal presagio nascosto da un alone di nebbia che ci porta sino all’ingresso dell’ex Gil di via Milano, a Campobasso.

Un manifesto ci invita ad entrare. Il titolo è davvero intrigante. La gigantografia di più!.

Un enorme collina dai mille colori, distesa a guardare l’imponderabile infinito verso un’orizzonte che ha il sapore di una regione unica, ci accoglie e toglie ogni ombra dettata dal grigiore della serata autunnale. Si scende giù e la sala ci accoglie con una profondità che ha dell’elegante, dell’inamovibile dolcezza maestosa quanto regale, dell’imponderabile ed immaginabile bellezza di 136 luoghi di un Molise dalle mille facce. Paesaggi, castelli, portali, particolari, balconi, affacci estasianti e, colori, una miriade di colori che solo chi ha l’occhio per “amare” oltre al cuore, può rappresentare. Questi è li, che si guarda intorno e sorridente pone l’accento sulle foto che dichiara essere anche le sue ma, l’amore e l’occhio è di ognuno di noi.

Iniziamo a girar intorno ad un mondo che ci appartiene ma, che spesso, lo vediamo solo dalla parte che più ci confà.  Ed allora ti chiedi come si possa invertire l’ordine degli addendi e trovarti sempre a vedere il bello, quanto i nostri avi e la natura son stati in grado di lasciarci e, a volte, anche come sia stato possibile che l’uomo abbia reagito ad essa con scempi e rumori architettonici assai molesti come quelli dell’eolico, del fotovoltaico, dell’abusivismo edilizio, del taglio indiscriminato di alberi, di inquinamento dei fiumi !?

L’obbligo per chi entra è fermarsi e riflettere! Poi il giro può iniziare.

Esclamazioni, affermazioni, brillantezza, vita che sfugge alle mani ma non agli occhi che nel mettere a fuoco si incastonano in foto magiche, senza tempo, senza retropensieri,  dall’ estasiante bellezza e ponderata voglia di un viaggio che se pur racchiuso tra la fauci mai struggenti di una sala mostre, ti rende al suo capolinea : migliore, assai migliore. “  Molise, non puoi restar ancora li a sentir i lagni miei, ti prego, scendi da quel tron e garantisci al Mondo che non sarai più ad inaridire erbe ed a farci morir ! “  Franco Cappellari è ispiratore di questo Molise, quello bello, pieno di grandiosità nella piccolezza, di vivida esaltazione alla vita, al suo vissuto.

La poliedricità delle sfumature cromatiche sono espressione di una terra ancora da vivere. Gli angoli nascosti, mai decisamente aperti agli occhi dei visitatori, come per la terrazza chiostro di Montenero Valcocchiara, il Palazzo Ducale di Acquaviva di Isernia, Il balcone scolpito di Castelpizzuto, la porta di San Giacomo degli Schiavoni, ne son esempio.

Viviamo la vita, viviamo il Molise e, a chi di dovere diciamo urlando : “  Visitate la mostra e forse scenderete da quel trono che vi rende poco attenti a ciò che dal basso si vive e che purtroppo, inaridisce anime e menti e fa morir. Cancelliamo ogni parola amara, oscura, piena di rancore e risentimento e, godiamoci il Molise di tutti che Franco, magicamente, ci porta a conoscere senza schemi, senza pari e senza autoreferenzialità “.

Felice di esserci stati ed aver vissuto emozioni da tempo lasciate in cassetti non più aperti per timore di essere smentiti. Il Molise di NOI, finalmente, vince su quello dell’IO. 

 


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