La tua risata irride anche la Morte. Ciao Gigi!

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace“.

Sicuramente Gigi ha recitato per l’ultima volta, prima di andar a trovar riposo dopo una vita piena di sacrifici, lavoro, successo la splendida poesia di Henry Scott Holland e, lo avrà fatto al suo solito : scherzando seriamente. La sua ironia sincera, forte, vera e decisamente poetica ha lasciato il segno ovinque, sempre. Lui era sempre presente nei momenti difficili del paese, delle genti, del teatro. Era lì con il suo sorriso, mai nascosto dalla sofferenza che lo attanagliava da un po’, con la sua maschera “ vera “, quella dell’uomo che non si ferma dinanzi al male e con il sorriso combatterlo sino alla sua sconfitta, alla sua morte. Incredibile come si possa pensare che un grande della vita abbia fine come ogni comune mortale. Gigi ne era consapevole ed allora, si è vestito di sorriso per favorire una morte più serena a tutti. Scherzava sulla sua data di nascita, il 2 novembre, dovrà scherzare ancor più sulla sua data di addio e, lo farà insieme a Pierpaolo Pasolini, anch’egli rapito al Mondo proprio il 2 novembre e lo farà con Sean Connery, al quale sicuramente farà barcollare i baffi. Tra qualche giorno sarà in Paradiso e nell’entrare invece di chiedere le chiavi a San Pietro proferirà lui : “Il 2020 c’ha rotto er ca…

Talento unico, autoironia e cinismo sempre stemperato nelle sue battute. Artista completo, divertente, proprio facendo il verso di un altro colosso, Louis Armstrong diverte il Mondo con Nun me rompe er ca’ ispirandosi agli chansonnier delle celebri macchietti di Petrolini, sua fonte ispiratrice, sino ad arrivare a Shakespeare.

Geniale, poliedrico, fa di tutto. Regista, cantante, attore, doppiatore diventa il fulcro della commedia all’italiana, quella vera, seriosa ma irridente. I suoi film diventano cult come “ Febbre di Cavallo “, la “ Mandrakata “. Nanni Loi il suo riferimento in molte sue esibizioni. Magistrale la sua interpretazione di Mangiafuoco in Pinocchio. Nel 1970 ebbe la fortuna di sostituire Domenico Modugno nel musical Alleluja Brava Gente e fu l’apoteosi. I teatri aprono i loro sipari e le sue parole ancora sono vivide “ Ringraziamo Iddio, noi attori abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replicano tutte le sere “.

La sua carriera è costellata di film, serie televisive, varietà ma, il gioiello è il Globe Theatre e Shakespeare. Incoraggia i giovani a fare teatro e scopre talenti come Insigna, Giorgio Tirabassi, Gabriele Cirilli. Si diverte a dare la voce ai cartoni animati e ad urlare al Mondo : Adrianaaaaaa, nel primo Rocky di Sylvester Stallone. Quando li si chiedeva : Cosa serve per far l’attore ?”, lui rispondeva “ La salute “ . Aveva smesso da qualche mese, proprio perché quella salute che molto spesso lo aveva tradito ma poi riaccolto nella sue braccia, lo stava abbandonando. 

Non lo si può non ricordare senza la sua sigaretta e le sue voglie pazze di far ridere ad ogni costo con garbo. Ultimamente la malinconia era preda della sua risata mai spenta ma un tantino più seriosa. Aveva capito che noi avremmo pianto senza più poterlo ascoltare, ammirare nelle sue uscite, anche seriose come quelle con Alberto Angela. Lo aveva capito da un po’ e, allora ha gettato l’amo affinché qualcuno al posto suo, nella giornata del suo 80^ compleanno che è diventata la giornata della sua dipartita, urlasse al Mondo :  “ Morte, c’ha rotto er ca……”

Sarà il nostro motto, maestro. Addio Gigi e, se possiamo : Grazie per quanto ci hai reso in risa per un riso senza pianto.