Accadde Oggi 3 novembre - #almanacco

Oggi 3 novembre la Chiesa festeggia San Martino de Porres, domenicano
1493 – Cristoforo Colombo avvista per la prima volta l’isola di Dominica nel Mar dei Caraibi
1706 – Terremoto della Maiella del 1706
1810 – Prima rappresentazione dell’opera La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini
1867 – Battaglia di Mentana: le truppe franco-pontificie sconfiggono i volontari di Garibaldi
1868 – Il Repubblicano Ulysses S. Grant viene eletto presidente degli Stati Uniti, battendo il candidato democratico Horatio Seymour
1896 – Il Repubblicano William McKinley viene eletto presidente degli Stati Uniti, battendo il candidato democratico William Jennings Bryan
1908 – Il Repubblicano William Howard Taft viene eletto presidente degli Stati Uniti, battendo il candidato democratico William Jennings Bryan
1917 – L’artigliere Alessandro Ruffini viene fucilato per non essersi tolto il sigaro dalla bocca al passaggio del generale Andrea Graziani
1918 – Il torpediniere A� attracca a Trieste
1936 – Franklin D. Roosevelt viene rieletto per un secondo mandato alla presidenza degli USA, con una schiacciante vittoria su Alf Landon
1942 – Seconda guerra mondiale: fine della seconda battaglia di El Alamein; le forze italo-tedesche comandate da Erwin Rommel sono costrette alla ritirata durante la notte
1955 – Debutto del musical Bulli e pupe, con Marlon Brando e Frank Sinatra
1964 – Il presidente statunitense uscente Lyndon B. Johnson sconfigge lo sfidante repubblicano Barry Goldwater, Sr, con oltre il 60% del voto popolare.
1968 – Un’alluvione devasta il Piemonte, in particolare la Provincia di Biella provocando 72 morti.
1970 – Salvador Allende diventa presidente del Cile
1971 – Viene pubblicato lo UNIX Programmer’s Manual
1979 – A Greensboro (Carolina del Nord), cinque membri del Communist Workers Party vengono uccisi a colpi d’arma da fuoco, e altri sette feriti, da un gruppo di membri del Ku Klux Klan e da neo-nazisti, durante il raduno “Morte al Klan”
1992 – Il democratico Bill Clinton viene eletto 42º Presidente degli Stati Uniti
1995 – Al Cimitero nazionale di Arlington, il presidente statunitense Bill Clinton dedica un memoriale alle vittime dell’attentato al Volo Pan Am 103
2011 – Francia: a Cannes si svolge il sesto G20 dei paesi industrializzati.
2017 – La Apple rilascia ufficialmente l’iPhone X
2018 – A Casteldaccia a 18 km da Palermo a seguito di un violento nubifragio l’esondazione del Fiume Milicia uccide 9 persone in una villetta di campagna.

Nati 

Pupi Avati (1938) – Regista italiano
Vincenzo Bellini (1801) – Compositore italiano
Charles Bronson (1921) – Attore statunitense
Benvenuto Cellini (1500) – Artista orafo e scultore italiano
Milly D’Abbraccio (1964) – Pornostar italiana
Aria Giovanni (1977) – Pornostar e modella statunitense
Afef Jnifen (1963) – Indossatrice e conduttrice tv tunisina
Giovanni Leone (1908) – 6° Presidente della Repubblica italiana
Alberto Manzi (1924) – Insegnante italiano
Cristina Parodi (1964) – Giornalista e conduttrice tv italiana
Vittoria Risi (1979) – Pornostar italiana
Amartya Sen (1933) – Economista indiano, Premio Nobel
Grazia Tamburello (1976) – Scrittrice italiana
Monica Vitti (1931) – Attrice italiana
Anna Wintour (1949) – Giornalista di moda inglese

Morti 

San Carlo Borromeo (1584) – Arcivescovo cattolico e cardinale italiano
Giuseppe Di Vittorio (1957) – Politico e sindacalista italiano
Marguerite Duras (1996) – Scrittrice e regista francese
Bob Kane (1998) – Fumettista statunitense, padre di Batman
Carlo Lauberg (1834) – Politico e rivoluzionario italiano
Henri Matisse (1954) – Pittore francese

Henri-Émile-Benoît Matisse (Le Cateau-Cambrésis31 dicembre 1869 – Nizza3 novembre 1954) è stato un pittoreincisoreillustratore e scultore francese.

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Matisse è uno dei più noti artisti del XX secolo, esponente di maggior spicco della corrente artistica dei Fauves.

Nato il 31 dicembre 1869 a Le Cateau-Cambrésis (Nord-Pas-de-Calais), in Francia, crebbe a Bohain-en-Vermandois, nella Francia Nord-orientale, dove i suoi genitori gestivano un commercio di sementi. Era il primogenito della famiglia. Nel 1887 si trasferì a Parigi per studiare legge, lavorando come impiegato statale, dopo aver ottenuto la qualifica. Incominciò a dipingere nel 1889, durante la convalescenza seguente ad un attacco di appendicite. Scoprì così "una specie di Paradiso", come disse in seguito.

Decise di diventare un'artista, con grande disapprovazione del padre. Nel 1891, a Parigi, incominciò a studiare arte all'Académie Julian, divenendo studente di William-Adolphe Bouguereau e Gustave Moreau. Inizialmente dipinse nature morte e paesaggi, secondo la tradizione fiamminga, ottenendo un discreto successo. Nel 1896 espose 5 dipinti al salone della Société Nationale des Beaux-Arts e lo stato francese ne acquistò due. Nel 1897 e 1898 visitò il pittore John Peter Russell sulla Belle Île, al largo delle coste della Bretagna. Russell lo introdusse all'Impressionismo e ai lavori di Van Gogh (buon amico di Russell, ma assolutamente sconosciuto al tempo). Lo stile di Matisse cambiò completamente, e successivamente il pittore avrebbe detto:

«Russell fu il mio maestro, e Russell mi insegnò la teoria del colore.»

Influenzato dai lavori dei post-impressionisti Paul Cézanne, GauguinVan Gogh e Paul Signac, ma anche dall'arte giapponese, fece del colore l'elemento cruciale dei suoi dipinti. Molti dei suoi quadri realizzati tra il 1899 e il 1905 fanno uso del Pointillisme, praticato da Signac. Nel 1898 andò a Londra a studiare i dipinti di William Turner.

Nel 1894 ebbe una figlia, Marguerite, dalla modella Caroline Joblau. Nel 1898 sposò Amélie Noelie Parayre; dal matrimonio gli nacquero altri due figli, Jean (1899) e Pierre (1900), che si legarono molto alla sorellastra. Marguerite e Pierre fecero spesso da modelli al padre.

La sua prima esposizione avvenne nel 1904, senza grande successo. Nel 1905 si trasferì nel sud della Francia, per lavorare con André Derain; un'esperienza durante la quale si accentuò la sua tendenza ad enfatizzare fortemente il colore. I dipinti di questo periodo sono caratterizzati da forme appiattite e linee controllate, con l'espressione che domina sui dettagli.

Al Salon d'Automne del 1905, diversi artisti presentarono quadri dai colori violenti, spesso dissonanti, per esprimere emozioni, senza riguardo per il colore naturale del soggetto. Matisse mostrò Finestra aperta e Donna con il cappello. Gli artisti vennero presto denominati Fauves(fiere, belve, bestie selvagge).[3] Matisse fu riconosciuto come uno dei suoi maggiori esponenti; altri membri erano Derain,[1] Georges Braque, Raoul Dufy Maurice de Vlaminck.[1] Il pittore simbolista Gustave Moreau fu il maestro ispiratore del movimento: professore alla École des Beaux-Arts di Parigi, spinse i suoi studenti a pensare al di fuori del solco della tradizione, per seguire le proprie visioni.

I lavori di Matisse, tuttavia, incontrarono al tempo dure critiche non sempre piacevoli.

Il declino del movimento dei Fauves dopo il 1906 non rallentò tuttavia l'ascesa di Matisse; la maggior parte delle sue opere più celebri vennero infatti dipinte tra il 1906 e il 1917, quando era parte attiva del grande insieme di artisti che lavoravano a Montparnasse; sebbene egli non vi entrasse appieno, con le sue sembianze conservatrici e i suoi costumi borghesi restrittivi.

Matisse ebbe un lungo rapporto col collezionista d'arte russo Sergej Ščukin. Proprio per Ščukin realizzò La danza, spesso citato fra i suoi capolavori. Dipinse anche una seconda versione del quadro, ora nella collezione del MoMA di New York.

Attorno al 1904 Matisse incontrò Pablo Picasso, di 12 anni più giovane. I due divennero grandi amici, nonché artisticamente rivali. Matisse e Picasso si incontrarono per la prima volta nel salotto parigino di Gertrude Stein e della compagna Alice B. Toklas. Durante il primo decennio del ventesimo secolo Gertrude Stein, assieme ai fratelli Leo e Michael Stein, e alla moglie di Michael, Sarah, fu un'importante collezionista e sostenitrice del lavoro di Matisse. Anche le sorelle Cone, amiche di Gertrude Stein, divennero le principali sostenitrici di Matisse e Picasso, collezionando centinaia dei loro dipinti, ora esposti all'interno della Cone collection al Museum of Art (Baltimora).

Tra il 1911 e il 1917 operò a Parigi l'Académie Matisse, voluta dagli amici di Matisse, una scuola privata senza fini di lucro, nella quale il maestro educava i giovani artisti.

Nel 1913, due opere dell'artista, ovvero Nudo blu, ricordo di Biskra (1907) e Madras Rouge (1907), furono esposte all'Armory Show di New York, la prima importante mostra di arte moderna negli Stati Uniti.

Nel 1917 Matisse si trasferì a Cimiez, in Costa Azzurra, un sobborgo di Nizza. I lavori del decennio seguente questo trasferimento mostrano un rilassamento e un ammorbidimento del suo approccio. Questo ritorno all'ordine è tipico di buona parte dell'arte seguente la Prima guerra mondiale, ed è paragonabile al neoclassicismo di Picasso o Stravinsky, e al ritorno al tradizionalismo di Derain. Le sue odalische orientaleggianti sono caratteristiche di questo periodo; per quanto popolari, alcuni critici contemporanei trovano questi lavori superficiali e decorativi.

Dopo il 1930 un nuovo vigore e una coraggiosa semplificazione appare nel suo lavoro. Il collezionista statunitense Albert C. Barnes lo convinse a produrre un ampio murale per la Barnes Foundation di FiladelfiaLa danza II, completato nel 1932.

Matisse e sua moglie si separarono nel 1939. Nel 1941 al pittore fu diagnosticato un cancro all'intestino ed egli dovette sottoporsi a un delicato intervento chirurgico; sopravvisse ma da allora fu costretto a usare la sedia a rotelle. Con l'aiuto degli assistenti realizzò grandi collages, chiamati gouaches découpés.

Durante la seconda guerra mondiale la figlia Marguerite, attiva nella Resistenza francese, fu arrestata dalla Gestapo e torturata.

Nel 1947 il pittore pubblicò Jazz, un libro in edizione limitata, contenente stampe a colori di collage, accompagnati dai suoi pensieri. Negli anni quaranta lavorò anche come artista grafico e produsse illustrazioni in bianco e nero per diversi libri, tra cui l'Ulisse di James Joyce.

Negli ultimi anni l'artista, che a causa delle condizioni di salute sempre più precarie era spesso ospite delle suore domenicane del monastero di Vence, accettò di progettare e realizzare per loro la Chapelle du Saint-Marie du Rosaire, che fu da lui abbellita con pitture subito diventate famose e molto visitate.

«Nell'occasione di quest’opera, in cui la sensibilità dell'aŭtore appare accresciuta dalla scoperta dell’anima spirituale di ogni creazione artistica, scriveva: “L’artista o il poeta possiedono una luce interna che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato, un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità»

(Marie-Thérèse Pulvenis de Séligny, Avvenire del 17 settembre 2013)

Matisse morì per un attacco cardiaco nel 1954, all'età di 84 anni. È sepolto nel cimitero del Monastero di Cimiez a Nizza

Matisse usava partire dalla raffigurazione della realtà, trasformandola poi in forme semplificate e appiattite attraverso l'accostamento di colori primari e secondari puri, accesi, luminosi, privi ormai di riferimento alla descrizione naturale. La sua attività pittorica si svolse per decenni, nel suo quieto ambiente familiare, lontano dai clamori della vita mondana. Svolse la sua ricerca portando il suo stile ad un affinamento progressivo che toccò le soglie dell'astrattismo, al quale si avvicinò soprattutto con la tecnica del collage su carta, con figure semplificate, dalle campiture omogenee, che producevano effetti dinamici e un vivace contrasto con lo sfondo. La sua serie di Nudi Blu rappresenta il principale esempio della tecnica denominata "dipingere con le forbici"; erano composizioni figurative a collage, a uno o più colori, per i quali usava cartoncini leggeri, sia per lo sfondo sia per il disegno. Tracciava prima a matita l'intero disegno sul foglio e poi preparava le figure colorate da incollare. Semplificava le figure e le riavvicinava lasciando piccoli margini bianchi.

La luce del sud gli aveva insegnato ad apprezzare la forza del colore e ad usarla in funzione espressiva. I gialli venivano accostati al violetto, il rosso al verde, il blu all'arancio; la ricerca di Matisse riguardava l'accostamento tra i colori, il loro accordo o contrasto, non il colore in sé. Il colore era distribuito con veemenza sulla tela e con un'immediatezza tale da non coprirla totalmente. Ai colori primari accostava i colori complementari con l'evidente intento di rafforzarne il contrasto timbrico. Ne risultava un insieme molto vivace con un evidente gusto per la decoratività.

La forte valenza decorativa era accentuata dalla semplificazione delle forme e dalla bidimensionalità. Dopo un viaggio in Algeria nel 1906 Matisse trascorre due lunghi soggiorni in Marocco nel 1912 e 1913; l'interesse per l'arte islamica, con il suo rifiuto per la figurazione e le sue superfici ritmiche e ripetitive, contribuiva ad allontanarlo dalla tradizione occidentale, a cui solo lo legava certa estrema sintesi dei "primitivi" italiani.