Regione al giro di boa, bagarre nel centrodestra per la nomina del Presidente del Consiglio

E' imminente la scadenza del Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Micone, dal momento che sono quasi scaduti i primi 2 anni e sei mesi della consiliatura targata Toma. La maggioranza ha già avuto molti passaggi difficili e la nuova scelta non sarà sicuramente indolore per la tenuta del centrodestra, che dovrà trovare il giusto equilibrio per cercare di non scontentare nessuno dei consiglieri di maggioranza. Infatti, dalle indiscrezioni che arrivano in redazione sembrerebbe vi siano nuovi dissidi per quanto riguarda l'imminente votazione in aula del nuovo Presidente del Consiglio.

Non si è fatto in tempo a trovare la quadra per formare l'ultimo Esecutivo con l'arrivo del neo Assessore Marone e le mini deleghe che già spunta una nuova grana per il Governatore Toma. Si è sempre parlato di un possibile rimpasto della Giunta proprio nell'occasione della nuova nomina consiliare, ma sembra che questa sarà proprio l'occasione per mettere "i puntini sulle i", in primis da parte della Romagnuolo, che ha già rifiutato la poltrona da sottosegretario della Giunta, nonchè dell'asse Micone-Di Lucente, ma non è da sottovalutare l'ex Presidente Michele Iorio che ha rafforzato il gruppo di Fratelli d'Italia.

Proprio il passaggio di Michele Iorio desta sospetto, non solo per la nomina del Presidente del Consiglio, ma soprattutto per il posto in Giunta assegnato proprio a Fratelli d'Italia, occupato per ora dal consigliere Quintino Pallante. Se il Presidente Toma ha usato come metodo di nomina in Giunta l'indicazione del Partito, come nel caso della Lega che ha individuato la figura dell'avvocato Michele Marone, come potrebbe decidere diversamente e mantenere Pallante? A questo punto, Toma sembrerebbe obbligato a passare la palla a Filoteo Di Sandro, segretario regionale di Fratelli d'Italia, per l'indicazione della nuova nomina in Giunta in quota al partito della Meloni.

di Francesco Bonomolo