Accadde Oggi 7 novembre - #almanacco

Oggi 7 novembre la Chiesa festeggia Sant’Armando martire

680 – Ha inizio il Sesto Concilio Ecumenico a Costantinopoli
921 – Viene firmato il Trattato di Bonn tra Carlo III di Francia ed Enrico I di Sassonia dove i due sovrani riconoscono i confini dei rispettivi regni lungo il Reno
1492 – In Alsazia si schianta un meteorite di circa 120 chili
1504 – Cristoforo Colombo torna dal suo quarto ed ultimo viaggio per le Americhe
1659 – Viene stipulata la Pace dei Pirenei tra Francia e Spagna, che pone fine alla Guerra franco-spagnola
1665 – La London Gazette, il più vecchio quotidiano inglese ancora pubblicato, esce per la prima volta
1848 – Zachary Taylor viene eletto presidente degli Stati Uniti nelle prime elezioni tenute nello stesso giorno in tutti gli stati
1861 – Guerra di secessione americana: Battaglia di Belmont, nella quale le forze dell’Unione guidate dal Generale Ulysses S. Grant travolgono un campo confederato, ma sono costrette a ritirarsi per l’arrivo di rinforzi
1885 – A Craigellachie termina la costruzione della Canadian Pacific Railway, una ferrovia che attraversa tutto il Canada
1893 – Le donne del Colorado ottengono il diritto di voto
1916 – Jeannette Rankin del Montana diventa la prima donna ad essere eletta alla Camera dei Rappresentanti
1929 – A New York il Museum of Modern Art apre al pubblico
1940 – Nello stato di Washington la sezione centrale del Tacoma Narrows Bridge crolla durante una tempesta, a soli quattro mesi dal completamento del ponte
1944 – Franklin Delano Roosevelt viene rieletto battendo lo sfidante repubblicano Thomas 1956 – Crisi di Suez: L’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta una risoluzione che chiede a Regno Unito, Francia e Israele di ritirare immediatamente le loro truppe dall’Egitto
1957 – Guerra Fredda: negli Stati Uniti il Rapporto Gaither propone un incremento dei missili statunitensi e dei rifugi antiatomici
1963 – Germania: a Lengede 11 minatori vengono estratti da una miniera crollata 14 giorni prima
1972 – Il repubblicano Richard M. Nixon sconfigge il senatore democratico George McGovern nelle elezioni presidenziali statunitensi
1973 – Il Congresso degli Stati Uniti scavalca il veto del presidente Richard M. Nixon sulla Risoluzione dei poteri di guerra, che limita la capacità presidenziale di dichiarare guerra senza l’approvazione del Congresso
1987 – Tunisia: il presidente Habib Bourguiba viene rovesciato e sostituito dal Primo Ministro Zine El-Abidine Ben Ali
1989 – Douglas Wilder vince l’elezione a Governatore della Virginia, diventando il primo afro-americano eletto governatore negli Stati Uniti.
David Dinkins diventa il primo sindaco afro-americano di New York
2000 – Hillary Rodham Clinton viene eletta al Senato degli Stati Uniti, diventando la prima First Lady ad ottenere un incarico parlamentare
2001 – L’aereo passeggeri supersonico Concorde riprende i voli dopo lo stop di 15 mesi
2007 – In Finlandia nel Massacro della scuola di Jokela muoiono 9 persone incluso l’assassino e 12 vengono ferite durante una sparatoria

Nati 

Albert Camus (1913) – Scrittore francese, Premio Nobel
Massimo Ciavarro (1957) – Attore e produttore italiano
Marie Curie (1867) – Scienziata, chimica e fisica polacca
Konrad Lorenz (1903) – Etologo e filosofo austriaco
Joni Mitchell (1943) – Cantautrice canadese
Gigi Riva (1944) – Calciatore italiano
Angelo Scola (1941) – Cardinale ed arcivescovo cattolico italiano
Lev Trotsky (1879) – Politico e rivoluzionario russo

Morti 

Sergio Anselmi (2003) – Scrittore e storico italiano
Luciano Barca (2012) – Giornalista, scrittore, partigiano e politico italiano
Alexander Dubcek (1992) – Politico cecoslovacco
Joe Frazier (2011) – Pugile statunitense
Steve McQueen (1980) – Attore statunitense
Eleanor Roosevelt (1962) – First Lady statunitense

Oggi parleremo di rombo di tuono, il mitico Gigi Riva.

Luigi Riva, detto Gigi (Leggiuno7 novembre 1944), è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, presidente onorario del CagliariCampione d'Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970 con la nazionale italiana, di cui detiene il record di marcature con 35 gol.

Considerato uno dei più forti giocatori italiani di ogni epoca, occupa la 74ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo stilata dalla rivista World Soccer.

Bandiera del Cagliari, club in cui ha speso la quasi totalità della carriera, nella stagione 1969-70 ha contribuito alla vittoria dell'unico scudetto della storia rossoblù, laureandosi nell'occasione per la terza e ultima volta capocannoniere del campionato. Rimasto legato al club sardo anche dopo il ritiro, ne ha assunto brevemente la massima carica nella stagione 1986-87, e dal 2019 ne ricopre quella di presidente onorario. Nel mezzo, dal 1990 al 2013 è stato team manager della nazionale italiana.

Nel 2011 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i veterani. 

Riva nacque a Leggiuno, sulle rive del Lago Maggiore, da una famiglia con disponibilità modeste: la madre Edis era casalinga mentre il padre Ugo lavorava prima come parrucchiere e poi come sarto. A nove anni perse il padre a seguito di un infortunio di lavoro in una fabbrica della zona: il 10 febbraio 1953 un pezzo di metallo, staccatosi da un macchinario, lo colpì allo stomaco, passandolo da parte a parte. La madre trovò lavoro in filanda e arrotondava facendo le pulizie nelle case, mentre Luigi fu mandato in un collegio religioso lontano da casa. In seguito dichiarò: «Erano molto severi, ci obbligavano a pregare e solo allora ci davano il pane per mangiare... ci umiliavano perché eravamo poveri e allora più di una volta scappai». Quando anche la madre morì, la sorella Fausta gli fece da madre.

Gigi Riva ha due figli, Mauro e Nicola, cresciuti in Sardegna.

Il 9 febbraio 2005, presso l'aula consiliare del comune di Cagliari, il sindaco Emilio Floris gli concesse la cittadinanza onoraria. La sera stessa, prima della partita dell'Italia contro la Russia giocata al Sant’Elia, il Cagliari ritirò per sempre la maglia numero 11, che fu consegnata a Riva da Rocco Sabato, l'ultimo giocatore rossoblù ad averla indossata, con una cerimonia alla quale parteciparono molti giocatori che con lui avevano conquistato lo scudetto della stagione 1969-70.

Soprannominato Rombo di Tuono dal giornalista Gianni Brera per la notevole potenza del tiro e la prolificità sotto rete, Riva è stato uno dei più grandi attaccanti della propria generazione: secondo un parere dello stesso Brera, fu il miglior attaccante al mondo nei primi anni 1970, insieme al connazionale Roberto Boninsegna. Mancino naturale, poco incline a usare il destro, era solito partire dalla posizione di ala sinistra per poi convergere e concludere a rete. Dal repertorio variegato,  era forte fisicamente e rapido nello scatto, nonché abile in acrobazia e nel gioco aereo. Dotato di grande intensità agonistica, mostrava inoltre una buona propensione a saltare il diretto avversario in velocità, risultando invece meno avvezzo all'esecuzione di dribbling negli spazi stretti. 

Iniziò fin da subito a giocare a calcio nei campetti nei dintorni di Leggiuno. Pescato nei tornei giovanili dai dirigenti del Laveno Mombello, squadra dell'omonimo comune, qui mosse i primi passi nel calcio ufficiale, tra il 1960 e il 1962, segnando 66 gol in due anni, guadagnandosi da parte dei tifosi locali il soprannome di Ul furzelina, cioè "Il forchetta".

Tali prestazioni lo portarono al Legnano, inizialmente per le giovanili, ma poi fu integrato nella rosa della prima squadra in Serie C. L'esordio, vittorioso, avvenne il 21 ottobre 1962 in casa contro l'Ivrea terminato 3-0, in cui sigla la terza rete all'85'. Il 30 dicembre sigla la sua prima doppietta sul campo della Sanremese, seppur inutile ai fini del risultato finale di 3-2 per i padroni di casa. Nel girone di ritorno marcò altre due reti, rispettivamente contro Fanfulla e Pordenone. Il campionato terminò al settimo posto e con i Lilla andò a segno 5 volte in 22 partite.

In quegli anni il Cagliari giocava due partite in casa e due in trasferta alternativamente per limitare il numero di viaggi. Quando era in trasferta la squadra faceva base proprio a Legnano: l'allenatore Arturo Silvestri e il vicepresidente Andrea Arrica ebbero quindi la possibilità di notarlo e lo strapparono alla concorrenza per ben 37 milioni di lire, raggiungendo l'accordo coi Lilla nell'intervallo della partita della nazionale juniores italiana contro i pari età della Spagna nel marzo 1963 allo Stadio Flaminio. Il Bologna nella persona del presidente Renato Dall'Ara provò a rilanciare per 50 milioni ma vennero rifiutati. Riva si trasferì quindi, seppur controvoglia, in Sardegna per il campionato cadetto del 1963-64. Alla prima stagione sull'isola, l'allora diciottenne segnò 8 reti contribuendo alla prima promozione dei rossoblu in Serie A. Il 13 settembre 1964, nella partita persa 2-1 contro la Roma, esordì nel massimo torneo. Il 27 settembre, segnò il suo primo gol consentendo alla squadra di pareggiare contro la Sampdoria. Con altre 8 reti, tra cui quella che valse la vittoria contro la Juventus il 31 gennaio 1965, aiutò il Cagliari a salvarsi. Diventato ormai un punto fermo della squadra, si laureò capocannoniere del campionato 1966-67 in cui - nonostante un grave infortunio patito in Nazionale - mise a segno 18 gol.

Trionfò nella classifica dei marcatori anche per le stagioni 1968-69 e 1969-70, vincendo addirittura lo scudetto (l'unico della storia sarda) nel campionato precedente al Mundial messicano: il 12 aprile 1970, nella partita contro il Bari che assegnò il tricolore, realizzò il primo dei due gol. La vittoria del titolo rappresentò il punto più alto della carriera di Riva, nel frattempo divenuto un simbolo del Cagliari non solamente dal punto di vista sportivo ma anche sociale e mediatico. 

Nel campionato post-scudetto, pochi giorni dopo la doppietta nella vittoria del Cagliari 3-1 in casa dell'Inter che avrebbe vinto quell'anno lo scudetto, subì un grave infortunio giocando in nazionale contro l'Austria. L'infortunio fu causato da un intervento falloso del difensore Norbert Hof, che comportò la frattura del perone della gamba destra di Riva. A causa di questo secondo incidente il Cagliari accusò un duro colpo: perse la testa della classifica (finì settimo) e venne eliminato agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni. Riprese a giocare verso la fine del campionato 1970-1971, ma fu nel torneo successivo che Riva dimostrò la sua ritrovata piena efficienza fisica segnando 21 reti in 30 partite disputate che fecero arrivare i sardi al quarto posto in Serie A.

Furono ad alti livelli le successive stagioni 1972-73 (12 reti) e 1973-74 (15 reti), ma per il Cagliari, ormai lontano dalla lotta-scudetto, stava cominciando la parabola discendente. Nel 1969 Riva arrivò secondo nella classifica del Pallone d'oro, alle spalle di Gianni Rivera per 4 punti, e nel 1970 fu terzo dietro Gerd Müller e Bobby Moore, che lo precedettero rispettivamente di 12 e 4 punti. In altre due edizioni ricevette voti ed entrò nella classifica finale: nel 1967 finì tredicesimo con 6 voti, e nel 1968 sesto a 39 voti dal vincente George Best.

Giocò con il Cagliari fino al termine del campionato 1975-76. Gli ultimi anni della sua carriera furono caratterizzati da medie realizzative sempre molto elevate e da nuovi infortuni che compromisero quasi interamente il campionato 1974-75, nel quale disputò solo 8 incontri e segnò appena 2 reti.

Pur richiesto a più riprese dai principali "squadroni" del Nord (fra tutti la Juventus che per assicurarsi i servigi del giocatore, arrivò a offrire alla società sarda 1 miliardo di lire), Riva dichiarò ripetutamente di non volere abbandonare la Sardegna e, con l'aiuto della società, riuscì a portare a termine la carriera con la maglia rossoblù. 

Il 1º febbraio 1976 in un contrasto col difensore del Milan Aldo Bet, subì un grave strappo muscolare all'adduttore della coscia destra che si aggiunse ai postumi degli infortuni subiti in carriera. Nonostante vari tentativi di recupero, e la sua inclusione nella rosa del Cagliari anche per la stagione 1976-77, Riva non riuscì più a scendere in campo abbandonando il calcio giocato a 32 anni. In totale realizzò 156 goal in 289 presenze in serie A. Nel gennaio precedente aveva segnato, nella gara interna contro il Como, l'ultima rete della sua carriera.

Pur non avendo ancora espresso il suo pieno potenziale in Serie A con la maglia del Cagliari, Riva ottenne la sua prima convocazione in nazionale maggiore da parte del C.T. Edmondo Fabbri, facendo il suo esordio in maglia azzurra il 27 giugno 1965, a 20 anni, in occasione dell'amichevole Italia-Ungheria (2-1), disputata a Budapest, sostituendo Ezio Pascutti all'8' di gioco, diventando il primo giocatore del Cagliari a debuttare in nazionale A. Nell'estate del 1966, il commissario unico Edmondo Fabbri lo aggregò alla spedizione azzurra per il campionato del mondo 1966 come «apprendista», senza inserirlo tra i 22 convocati. 

Durante il match contro il Portogallo (1-1) a Roma del 27 marzo 1967, dovette lasciare il campo al 59' a causa di un grave infortunio che gli procurò la frattura del perone della gamba sinistra, in seguito a una dura entrata del portiere avversario Américo Lopes. L'11 novembre 1967, nel corso dell'incontro Italia-Cipro (5-0) a Cosenza, valido per le qualificazioni alla Coppa d'Europa 1968, realizzò la sua prima rete in nazionale, quindi la sua prima tripletta. 

L'Italia, inclusa all'interno del gruppo 6 insieme a CiproRomania e Svizzera, vinse agevolmente il proprio girone eliminatorio con 11 punti, trascinata da Riva che realizzò 6 reti in 6 partite consecutive (3 contro Cipro, 2 contro gli elvetici, uno alla Jugoslavia, uno al Galles e altri due al Messico). Nel corso del quadriennio 1967-70, suo periodo d'oro con gli Azzurri, tra gare ufficiali ed amichevoli, fu autore di 21 gol in 22 partite, affermandosi come uno degli attaccanti più prolifici della sua generazione. Con la nazionale italiana si laureò campione d'Europa nel 1968, giocando unicamente la finale di ripetizione contro la Jugoslavia (la prima partita era finita 1-1 dopo i tempi supplementari), segnando il gol del momentaneo 1-0 dopo 12' di gioco.

Si presentò al campionato del mondo 1970 in Messico con lo score di 19 gol in 16 partite in nazionale. Nelle tre gare del primo turno non è accreditato di alcun gol, sebbene durante la partita Italia-Israele fosse in realtà riuscito a segnare due reti valide inspiegabilmente annullate su segnalazione di un guardalinee. Si rifece segnando due gol nei quarti di finale e uno nella storica semifinale. Nella finale persa contro il Brasile non andò a segno.

Il 31 marzo 1973 segnò una quaterna al Lussemburgo, apprestandosi a diventare il miglior marcatore nella storia della nazionale: il successivo 9 giugno eguagliò le 33 reti di Giuseppe Meazza, per poi superarle il 29 settembre a Milano durante Italia-Svezia (2-0) e portare il record a 35 il 20 ottobre.  Venne convocato per il campionato del mondo 1974 in Germania Ovest, dove disputò la sua ultima partita in azzurro, Italia-Argentina (1-1) il 19 giugno 1974. Con 35 reti segnate in 42 partite disputate con la maglia azzurra, Riva ha avuto l'eccellente media realizzativa di 0,83 gol per partita.

Abbandonato il calcio giocato, Riva ha continuato a vivere a Cagliari, dedicandosi, tra l'altro, a promuovere l'attività calcistica tra i giovani e fondando nel 1976 una scuola calcio (la prima in Sardegna) che porta il suo nome, presso le saline di Molentargius.

Nella stagione 1986-87 è stato per pochi mesi presidente del Cagliari, lasciando poi la carica Lucio Cordeddu. Nel 1990 ha iniziato la sua attività con la FIGC al seguito della nazionale, prima come dirigente accompagnatore e infine come team manager, ruolo che ha ricoperto fino al maggio 2013, abbandonato poi per il progressivo avanzare dell'età. 

Il 18 dicembre 2019 viene nominato presidente onorario del Cagliari dal patron rossoblù Tommaso Giulini

In occasione del campionato del mondo 1978 in Argentina commentò come seconda voce, affiancando il radiocronista Enrico Ameri, le partite della nazionale italiana trasmesse da Radio Rai

Il 9 aprile 2013 viene iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico: recatosi in visita in carcere al presidente del Cagliari, Massimo Cellino, accompagnato dal parlamentare de Il Popolo della LibertàMauro Pili, avrebbe affermato di essere il portaborse di quest'ultimo per poter entrare senza problemi; sono indagati lo stesso Pili e l'editore dell'Unione Sarda, Sergio Zuncheddu. Riva ha addossato le colpe al deputato il quale, prima di entrare in carcere, gli avrebbe fatto firmare un foglio dove sarebbe risultato essere il suo portaborse. In seguito verrà prosciolto da ogni addebito relativo alla vicenda.