Emergenza Covid. Cardarelli giunto al limite dei posti letto. Facciolla:" Il Molise vuole la verità"

Non ci sono più posti nei reparti di terapie intensive. Non ci sono più posti nei reparti di malattie infettive. L'ospedale Cardarelli di Campobasso e ormai giunto al limite e all'ospedale di Termoli fino a ieri non c'era piu posto in medicina d'urgenza perchè erano ricoverati 7 pazienti covid. E' quanto dichiara il consigliere regionale del PD, Vittorino Facciolla: "Gli stessi Scafarto e Florenzano hanno diffuso una nota a tutti gli ospedali regionali nella quale si comunica, in buona sostanza, di tenersi pronti ad un ulteriore aggravamento della curva pandemica e, pertanto, di predisporre in tutti gli ospedali posti letto, percorsi operativi per la gestione dell'emergenza Covid e, in definitiva, dice di attivare il modello di pre-allarme. Ieri il presidente Toma con i suoi soliti toni trionfali ha annunciato che il Molise rimane zona gialla e ci ha accusato di essere catastrofisti e di fare allarmismo a scopo politico. Il problema non è essere catastrofisti ma semplicemente leggere la realtà e cercare ancora una volta di collaborare con lei, presidente Toma affinché questa emergenza non si trasformi in un disastro per il Molise. Quando a marzo abbiamo parlato della necessità di trasformare l'ospedale Vietri in un unico ospedale Covid per evitare zone promiscue avevamo previsto già quello che sta accadendo in tutti gli ospedali della Regione, non eravamo catastrofisti. Quando in estate abbiamo sottolineato il problema delle ambulanze 118 dedicate al trasporto dei pazienti covid, cosa che di fatto avrebbe soppresso il sistema del'emergenza urgenza, non eravamo catastrofisti. Quando abbiamo proposto, sul modello dell'Emilia-romagna di fare i tamponi drive-through, non eravamo catastrofisti. In tutti questi mesi siamo stati semplicemente attenti a quello che stava accadendo e a quanto ci riferivano le tante persone che in questa emergenza vogliono risposte dalle istituzioni. Risposte che lei presidente Toma non sta dando in nessun modo, risposte che lei occulta dietro la solita cantilena che va tutto bene, che la situazione è sotto controllo. Presidente una sola cosa le chiediamo: dica la verità ai molisani. Dica quello che l'Asrem scrive nelle lettere inviate agli ospedali, dica che tutti gli ospedali sono in uno stato di pre allarme, dica che gli anziani stanno morendo nelle case di cura senza neanche essere trasportati in ospedale perché non c'è più posto. Solo dicendo la verità, caro presidente, potrà riacquistare un po' della fiducia che i molisani stanno perdendo in lei, nella nostra sanità, e più in generale nelle istituzioni. Per ultimo, anche per importanza, ci tocca rispondere all'attuale sindaco di Termoli che oggi per la prima volta si è degnato di parlare ai suoi cittadini di questa emergenza. Ma come lo ha fatto? Mica rispondendo alle domande che gli fanno da giorni sui cluster della città, sulle reali condizioni dell'ospedale San Timoteo, sulle scuole, sui luoghi di contagio. No, il sindaco Roberti che come noto non brilla per intelligenza politica, ha esordito con una orribile battuta dicendo fondamentalmente che chi non la pensa come lui ha problemi psichici. Noi, contrariamente a lui, per le persone che soffrono di disturbi psichici abbiamo rispetto. Il primo cittadino ha poi accusato di sciacallaggio tutti coloro, compresi noi, che hanno chiesto informazioni e si è lamentato per circa un'ora della mole di lavoro che sta affrontando. Capiamo bene - conclude Facciolla - che chi non è capace di governare una città in tempi normali va completamente in tilt durante le emergenze ma, caro sindaco, la scelta di sedere su quella poltrona è stata sua ed ora, che le piaccia o no, ha sulle spalle la responsabilità di 33mila persone e, che le piaccia o no, lei è la prima autorità sanitaria della città".