Dietro le quinte #ETuCheNePensi

di Cinzia Venditti

La settimana scorsa siamo andati in onda con la prima puntata di "Le inchieste di Moliseweb", che si è svolta a Sepino, quella che si può considerare la copertina del libro chiamato Molise. Ho ricevuto numerosi messaggi e commenti a riguardo, in chat e sui social, in cui mi avete fatto domande o semplicemente detto cosa ne pensate, #ETuCheNePensi appunto! Allora stamattina spero di rispondere a tutti, ma raccontando di ciò che non si è visto, il famoso “behind the scenes”, o meglio #dietrolequinte (perché la nostra lingua, diciamocelo, è proprio bella), scrivendovi tutto ciò che ho osservato, ammirato e pensato a telecamere spente.

Passeggiando nella piazza e nel borgo antico di Sepino, ho pensato di essere a casa, perché è questo che ognuno sente visitando uno dei nostri paesi: “Io qui ci sono già stato”. Come una sorta di dejà-vu, di sogno fatto la notte e che poi dimentichi quando apri gli occhi, ma durante la giornata alcuni suoni, sapori, sensazioni te lo ricordano e, anche se non sapresti descriverlo, ci ripensi a tratti un po' tutto il giorno. Io non ero mai stata al centro di Sepino, eppure ho sentito di conoscerlo da sempre. Forse perché sono una ragazza di periferia anche io (cercese doc) e di conseguenza in una zona limitrofa sento familiarità, forse perché nei suoi dintorni ci sono passata tante volte, o forse perché a Sepino si respira, oltre che aria di incanto, aria di sogni infranti, che hanno il pessimo vizio di lasciarti, sempre, quel sapore amaro in bocca e quella delusione nel fondo degli occhi, che se la portano poi dietro sempre come una sfumatura congenita dell'iride, quella roba lì insomma. Che rumore fa il cuore quando si spezza? Click, trac, toc… non sappiamo riprodurlo, eppure tutti voi che state leggendo sapete esattamente di quale rumore sto parlando. Forse per questo a Sepino io mi sono sentita in famiglia: tutti noi abbiamo un sogno mai uscito dal cassetto, rimasto lì insieme alle mutande, quando invece i sogni sono il più grande motore del mondo e ogni volta che un sogno muore il mondo perde un po’ della sua bellezza, muore un po' anche lui: quanto sono importanti quindi i nostri sogni se il mondo intero dipende da essi! Il sogno di questo paese, mi hanno raccontato le persone che ho incontrato, era costituito dal progetto di un centro termale, una struttura turistica e nostrana che potesse rendere giustizia a quella che è la cartolina perfetta del Molise e a quelli che sono i ricordi di chi lì vive. Un progetto che si è perso per strada, come spesso accade.

Ho visto dietro le quinte, al di là della telecamera, dei microfoni e dei dettagli tecnici a cui badare (non scrivo trucco e parrucco perché, come sempre, non ci ho pensato proprio!), questo: la delusione, da un lato, e la speranza, dall’altro, in quel conflitto costante tra di loro che quasi tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita. Da un lato la rassegnazione camminava tra le parole di chi ho intervistato; ho visto negli occhi di chi ho ascoltato bandiera bianca, come a dire "noi ci siamo arresi"; la tristezza che nasce ogni volta che subiamo un’ingiustizia. Dall’altro c’erano i bei ricordi di passate glorie e illusioni; la rabbia per il degrado e abbandono che posti così non meritano; la voglia di cambiare le cose, perché contro un gigante non si smette mai di combattere; la speranza che le promesse vengano mantenute.  

Buffo, come sia facile promettere ma difficile mantenere. 

Buffo, come ci siano tanti che promettono ma non mantengono.

Buffo, come sarebbe bello invece incontrare per una volta qualcuno che non fa promesse, ma le mantiene tutte.

E allora grazie, a tutti i Sepinesi che mi hanno ospitato e a tutto ciò che ho scoperto durante le registrazioni, ci servirebbe una rubrica a parte per continuare a parlarne! Grazie poi a voi, che avete seguito la puntata e che mi avete scritto cosa ne pensate, spero di aver risposto con questo testo alle domande che con piacere ho letto (a quella su dove ho comprato la borsa rispondo in privato!). Grazie ai complimenti, che più ne sono meglio è, e alle critiche, perché sto facendo la lista delle cose tecniche da migliorare. A parte questo, sono stata davvero bene dietro le quinte della foto profilo del Molise, mai come stavolta è proprio il caso di dire: buona la prima!

Vi lascio con una domanda, a cui io ho già trovato la mia risposta: rassegnazione o speranza? Speranza. La accendiamo Gerry.

Come sempre, #ETuCheNePensi?

 "Le inchieste di Moliseweb" -> https://www.facebook.com/www.moliseweb.it/videos/4017087301654272