Atti persecutori e violenza privata. Arrestato albanese

I militari della Compagnia di Termoli (CB) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa in data odierna dall’Ufficio G.I.P. della Procura della Repubblica di Larino (CB) nei confronti di un 53enne albanese da tempo residente in provincia di Campobasso. 

Sul capo dell’uomo pendeva l’accusa di atti persecutori e violenza privata. 

L’odierno provvedimento scaturisce da un’attività d’indagine svolta dai Carabinieri della Stazione di Termoli in relazione alle suddette fattispecie di reato con condotte persecutorie tenute dall’uomo, dal mese di agosto di quest’anno ed il giorno 6 del mese in corso, nei confronti di una 32enne rumena, con la quale il predetto aveva intrattenuto per diversi mesi una relazione sentimentale poi terminata. In particolare i militari avevano appurato che l’uomo aveva pedinato numerose volte la vittima fino all’ultimo e più grave episodio quando, seguitala fino all’interno di un esercizio commerciale, il 53enne l’aveva aggredita prima verbalmente e poi fisicamente con inaudita violenza, cagionandole un trauma cranico, una contusione facciale e ad una clavicola, nonché la frattura di un dito. 

Tutto ciò, alla luce di quanto appurato, aveva generato nella vittima una seria e perdurante paura per la propria incolumità, tanto da costringerla perfino a cambiare le proprie abitudini di vita.

Dai citati episodi le indagini dei Carabinieri che, fornendo nel corso delle stesse il necessario supporto alla donna, avevano acquisito numerosi elementi probatori fornendo importanti risultanze investigative che, pienamente condivise dall’Autorità Giudiziaria, hanno portato all’emissione della citata ordinanza di applicazione misura cautelare a carico dell’uomo.

Il 53enne pertanto, previa notifica ed esecuzione del provvedimento, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. 

Certamente meritevole l’operato dei Carabinieri della Stazione di Termoli (CB) che, nell’ambito delle più ampie direttive del Comando Provinciale di Campobasso, continuano a porre la massima attenzione verso i reati di maggior allarme sociale ed in particolare di quelli in danno delle cosiddette “fasce deboli” che purtroppo, in diverse occasioni, non vengono denunciati dalle vittime per paura ed a causa delle proprie condizioni di percepita impotenza nei confronti degli autori di reati così esecrabili.