Decreto ristori bis: +50% per bar e pasticcerie, ampliata platea beneficiari di contributi a fondo perduto

Una protezione a maglie più larga, quella del Decreto Ristori bis, fortemente voluta dal Governo per tendere la mano alle categorie produttive più colpite dalle ultime restrizioni anti Covid.

Come spiega il portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Ortis, sarà ampliata la platea dei beneficiari di contributi a fondo perduto e, in alcuni casi, sarà innalzato anche l’importo degli stessi: per le zone rosse fino al 200 per cento di quanto già erogato nel mese di aprile con il Decreto Rilancio, mentre per le zone arancioni è stata prevista una maggiorazione del 50 per cento per gelaterie, bar, pasticcerie e alberghi, che si aggiunge a quanto già disposto dal primo Decreto Ristori arrivando al 200 per cento.

Numerose le categorie che si sono aggiunte dopo essere state escluse dal primo Decreto, dopo la suddivisione dell’Italia nelle tre fasce di rischio rossa, arancione e gialla: saranno infatti indennizzati anche internet point, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, bus turistici, corsi di danza, lavanderie industriali, negozi di bomboniere, fotoreporter, traduttori e pirotecnici.


Nel Ristori bis sono previsti complessivamente 2,8 miliardi di euro, che si aggiungono ai 5,4 miliardi del Ristori 1 facendo salire a oltre 8 miliardi il volume di aiuti liberati dopo i due Dpcm di ottobre-novembre. Anche in questo caso gli indennizzi saranno erogati dall’Agenzia delle Entrate a seguito della presentazione di specifica istanza, secondo le modalità e i termini fissati da un provvedimento della stessa. 

“Tra le misure fiscali abbiamo invece previsto – afferma il senatore – lo stop ai versamenti in scadenza nel corrente mese di novembre relativi all’Iva, alle ritenute alla fonte e alle trattenute per addizionale regionale e comunale operate in qualità di sostituti d’imposta. La misura riguarda i soggetti che esercitano le attività economiche sospese su tutto il territorio nazionale (ai sensi dell’articolo 1 del Dpcm 3 novembre 2020) e quelli che esercitano le attività di ristorazione nelle zone rosse o arancioni, nonché i soggetti esercenti l’attività alberghiera, di agenzia di viaggio o di tour operator aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in zona rossa. Per i settori colpiti nelle zone rosse – aggiunge Ortis - riconosciamo anche un credito d’imposta cedibile al 60 per cento per gli affitti commerciali dei mesi di ottobre, novembre e dicembre”.

I versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili, la prima sempre con scadenza al 16 marzo. Sospeso, inoltre, il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020 a favore dei datori di lavoro privati che abbiano unità produttive od operative nelle zone rosse e appartengano ai settori individuati dall’Allegato 2 del Ristori bis. Anche in questo caso si potrà saldare il tutto in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo.

“Non abbiamo certo dimenticato le famiglie – ancora Ortis - Per le zone rosse nelle quali è stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, infatti, ai genitori sarà riconosciuto un congedo parentale pari al 50 per cento della retribuzione mensile. Il congedo spetta ai genitori lavoratori dipendenti nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in smart working. Sempre per le regioni rosse nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, il Decreto introduce un bonus baby sitter da 1.000 euro”.

Tra le misure, infine, lo stanziamento di 5 milioni di euro per il sistema dei Caf, quanto mai indispensabili nell’attuale fase stanziati 5 milioni di euro per il sistema dei Caf, e 300 milioni per potenziare il trasporto pubblico locale, “fondi, questi ultimi – conclude Ortis - che vanno a incrementare il Fondo ad hoc per il Tpl creato dal Decreto Rilancio. L’emergenza sanitaria sarà ancora lunga affrontare e non ci fermeremo qui: se necessario, affronteremo la crisi anche con un Decreto Ristori ter e quater”.