Gravina: "Dati Covid carenti, didattica in presenza fondamentale"

CAMPOBASSO - Si è aperto con un intervento informativo del sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, il Consiglio Comunale odierno, svolto in modalità telematica, e dedicato al tema della sanità.

«In questa seconda fase della pandemia, - ha dichiarato il sindaco – come in questi giorni stanno ripetendo chiaramente diversi sindaci, i dati che a noi amministratori comunali giungono sono esattamente quelli che comunica ogni giorno ASREM attraverso i suoi canali ufficiali e che gli organi di stampa diffondono con attenzione. Per comunicare qualcosa di più specifico da parte degli amministratori, ad esempio sui cluster, - ha specificato Gravina - bisognerebbe disporre di dati che a noi sindaci non arrivano e capiamo tutti benissimo il perché: perché la difficoltà da parte dell’Azienda sanitaria nel tracciare le diverse catene epidemiologiche diventa sempre più diffusa e non di certo, almeno per quel che ci riguarda, perché ci sia qualcosa da nascondere. Con l’aumento del numero dei tamponi effettuati, il tracciamento è in sofferenza e anche la reale natura e consistenza dei cluster cosiddetti noti è, soprattutto nei centri con un maggior numero di abitanti, conosciuta e seguita esclusivamente dall’ASREM. Come Comune, stiamo cercando proprio di dare un aiuto concreto ad ASREM per potenziare la rete dei tracciamenti. È notizia già diffusa nei giorni scorsi, quella della messa a disposizione, da parte della nostra Amministrazione, di personale da poter utilizzare proprio da ASREM per le interviste epidemiologiche.»

Il sindaco ha affrontato anche il tema della situazione delle scuole in città in queste ultime settimane. «Ho richiesto ai dirigenti scolastici di inoltrarmi, per conoscenza, le varie comunicazioni che hanno con ASREM in relazioni ai casi di positività riscontrati nei loro istituti. Dai vari confronti avuti con i responsabili sanitari, con i quali cerco sempre un confronto quotidiano, i numeri che ci vengono dati non indicano in questo momento un’evidenza di contagio tale da parlare di un’emergenza sanitaria nelle scuole in città. Questo è quello che emerge oltre al fatto che, è sempre più chiaro, come ogni volta che si riscontra un positivo in una scuola, raramente emerge, tra chi è entrato in contatto con lui, un altro caso di positività collegato. Ciò a dimostrazione di quanto l’uso corretto e consapevole dei dispositivi di sicurezza, mascherine in primo luogo, si stia dimostrando efficiente nell’ambito scolastico per bloccare la trasmissione del virus.»