Isernia. Cinque arresti per droga, due percepivano reddito di cittadinanza

Dalle prime ore della mattinata, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Isernia, hanno dato  esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque  persone, emessa dal GIP del Tribunale di Isernia Michele Caroppoli, su richiesta della locale Procura della  Repubblica a seguito di indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica Carlo Fucci e dirette dal 

Sostituto Procuratore Alessandro Iannitti. Le indagini che hanno portato all’operazione antidroga di  questa mattina, hanno permesso di stroncare un sodalizio criminale dedito principalmente allo spaccio  minuto di cocaina e derivati della cannabis, tra Isernia e numerosi comuni della provincia. Le  investigazioni hanno tratto origine, già a dicembre del 2018, dalla denuncia di una madre preoccupata e  allo stesso tempo stremata dalle incessanti richieste di denaro del figlio, finalizzate all’acquisto di  stupefacenti. Da una conseguente intuizione investigativa, frutto della diuturna azione di controllo del  territorio condotta dal Reparto Operativo del Comando Provinciale di Isernia, si era subito capito che le  vicende denunciate si incastravano nel mondo della tossicodipendenza del Capoluogo Pentro. I primi  accertamenti condotti hanno così permesso di far emergere un sospetto andirivieni di tossicodipendenti  da un’abitazione di edilizia popolare del quartiere San Leucio di Isernia nonché un successivo e  progressivo spostamento nella zona del Codacchio, nel centro storico del Capoluogo. I tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento, sono stati poi integrati da mirate e selettive attività  tecniche di pedinamento satellitare G.P.S., da riprese video e fotografiche a distanza e da intercettazioni  telefoniche e telematiche.  

Nonostante il ricorso nelle conversazioni telefoniche a uno striminzito ed essenziale linguaggio, peraltro  fatto anche di espressioni pseudo-convenzionali che variavano da cliente a cliente, è stato individuato un  rilevante numero di acquirenti, quasi tutti già identificati, tra i quali purtroppo anche giovani studenti  degli istituti scolastici della provincia, i quali dopo le prime reticenze iniziali, messi di fronte alle evidenze  investigative, non hanno potuto fare altro che confermare la loro condizione di assuntori di cocaina e la  circostanza di avere ripetutamente ricevuto lo stupefacente dagli arrestati, dietro pagamento in contanti. Gravi e significative sono peraltro l’accertata circostanza dell’impiego di due minori negli spostamenti  della cocaina da un indirizzo all’altro, nel tentativo di eludere eventuali investigazioni, come il fatto che  una delle due donne destinatarie della custodia cautelare, pluripregiudicata per reati vari, continuasse 

imperterrita la sua attività di pusher nonostante la misura della detenzione domiciliare alla quale era  sottoposta. Nel corso delle investigazioni, è stata anche documentata l’attività usuraia portata avanti dai  rom indagati nei confronti di un commerciante del luogo, indotto ad esborsare somme esorbitanti a fronte  di un piccolo prestito in denaro contante iniziale, richiesto agli indagati per fare fronte alle difficoltà  economiche sopravvenute. Il malcapitato, nei cui confronti le pretese di versamento degli interessi  assumevano a mano a mano una connotazione anche estorsiva a fronte delle difficoltà nel pagamento dei  ratei mensili di interessi, dovuti nella misura del 300%, stava addirittura valutando la possibilità di chiusura  dell’esercizio commerciale. Ai militari del Nucleo Investigativo di Isernia, guidati dal Tenente Colonnello  Datti Marco, che hanno condotto le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono aggiunti  nell’operazione di questa mattina anche i militari delle Compagnie di Isernia, Venafro e Agnone del  Comando Provinciale di Isernia, guidati dal Tenente Colonnello Ventriglia Gennaro, supportati da unità 

specializzate per la ricerca di stupefacenti del Nucleo Cinofili dell’Arma di Chieti. In manette due famiglie  rom legate da stretti vincoli parentali, tutti residenti a Isernia. A finire in carcere S.P., 23enne, e la  compagna K.L. 27 enne; S.A., 50enne, e S.W.J. 20enne, mentre la quinta ordinanza di custodia cautelare  è stata notificata a B.L.C, 50enne, presso la Casa Circondariale della Campania dove già era stata condotta  ad Aprile, per altra causa, sempre su segnalazione dei Carabinieri. Ulteriori tre membri della famiglia sono  stati, invece, denunciati a p.l., e dovranno rispondere, a vario titolo, per le ipotesi accusatorie di concorso  in spaccio di sostanze stupefacenti. A conferma della spiccata indole delinquenziale degli indagati sono  state infine contestate, a seguito delle investigazioni svolte, anche ipotesi delittuose in tema di reddito di  cittadinanza, percepito abusivamente o in misura non dovuta da B.L.C. e S.A., mediante false  dichiarazioni in atti. A mezzo dell’I.N.P.S., è stata avviata la procedura di recupero delle somme  indebitamente percepite.