Covid. Facciolla: “A Venafro si tagliano i servizi e per gli operatori sanitari nessuna tutela”

«Ci aspettavamo un potenziamento dello screening epidemiologico e invece a Venafro non c’è più il punto prelievi da quando è stato aperto ad Isernia. Sembrerebbe inoltre che mentre a Venafro chi effettuava i tamponi era operatore della medicina di territorio (non infermieri ospedalieri) quindi evitava possibilità di contagi,  a Isernia invece dei tamponi se ne stanno occupando gli stessi infermieri che  lavorano contemporaneamente anche in ospedale. - Lo denuncia il segretario regioanle del Pd Vittorino Facciolla che continua - Sembrerebbe inoltre che molte ore di straordinario effettuate dagli infermieri di medicina territoriale a Venafro non siano ancora state pagate. Così come particolarmente infelice è la scelta annunciata dal Presidente Toma di individuare nell’RSA di Venafro un centro Covid per pauci sintomatici, sia perché sembrerebbe che 18 dei 20 posti letto non sono adeguatamente attrezzati, sia perché pare che manchino del tutto i percorsi separati necessari a garantiere la sicurezza del personale e degli operatori.

La medicina d’urgenza del san Timoteo ormai è centro Covid in pianta stabile. L’ospedale di Termoli è piegato dai ricoveri di pazienti positivi e sintomatici; questa mattina erano 7  i ricoverati in medicina d’urgenza non ancora trasferiti al Cardarelli, come da piano emergenziale.Dilagano anche a Termoli i contagi tra medici e operatori sanitari; in molti hanno contratto il virus in corsia e adesso sono in quarantena.

Da qui un incremento delle ore lavorative e delle richieste di reperibilità agli infermieri del pronto soccorso e medicina d’urgenza che si trovano a coprire turni ormai massacranti. Ci raccontano che nonostante l’aumento dei ricoveri non ci sono state nuove assunzioni e che a loro non viene neppure riconosciuta l’indennità di  ‘rischio biologico’ nonostante stiano costantemente a contatto con pazienti Covid. Si aggiunge a questo la triste situazione delle Partita Iva sia infermieri che OSS: stanno lavorando da mesi e qualora si ammaleranno (speriamo di no) non riceveranno più nessun compenso né tutela.

Il direttore Florenzano fino ad oggi non ha risparmiato complimenti e messaggi di solidarietà agli operatori sanitari ma in realtà concretamente ha fatto poco o nulla per loro. Basterebbe che partisse da queste nostre piccole considerazioni per dare un segno di reale e concreta vicinanza agli stessi ai quali, proprio perché lasciati, soli va la nostra più profonda riconoscenza».

Vittorino Facciolla