Campomarino: taglio di eucalipti sulle SP 128 e 129

CAMPOMARINO - In riferimento ad alcune polemiche sul taglio di alcuni eucalipti sulla Strada Provinciale 128 e 129, in  territorio di Campomarino, la Provincia di Campobasso garantisce la sicurezza stradale. «Nei mesi scorsi sono state numerose le segnalazioni giunte all’ente provinciale sulla pericolosità degli alberi presenti ai margini della carreggiata sulle SP 128 e SP 129, - chiarisce la Provincia - a seguito delle quali si è provveduto a regolare sopralluogo da cui è emerso il reale pregiudizio alla circolazione dei mezzi sulla SP 128 e nel tratto tra la SP  16 e la SP 129. 

Il Comune di Campomarino ha più volte segnalato il pericolo costituito dagli alberi pericolanti lungo le  strade di competenza provinciale, mentre la squadra manutentiva assegnata al gruppo stradale, il servizio  reperibilità e i Vigili del Fuoco sono stati interessati più volte per interventi urgenti, ma non risolutivi, delle  problematiche connesse alla sicurezza stradale, per via della presenza delle piante di alto fusto a ridosso  della carreggiata e sulle scarpate. 

La Provincia di Campobasso, così, ha provveduto all’abbattimento degli alberi lungo la SP 128, nel tratto tra  la SS 16 e SP 129, nonché l’abbattimento dei soli alberi secchi e pericolanti sulla SP 129, nel tratto dalla SP  128 al centro abitato di Nuova Cliternia, così come segnalato dal Comune di Campomarino e dalla  Prefettura. 

C’è da precisare come nessuna pianta abbattuta superi gli 80 centimetri di diametro e che gli eucalipti  (piante non autoctone, non sottoposte a vincoli e non censite nel registro delle piante monumentali), nel  tempo, sono state oggetto di continui attacchi vandalici (incendio delle basi del tronco). Tra l’altro, gli  eucalipti in questione, come testimoniato dalle fotografie (tronchi cavi), presentano e presentavano una  situazione di pericolo. 

L’abbattimento delle piante ha riguardato piante secche e pericolanti e sono stati interventi in via  d’urgenza, a tutela della pubblica e privata incolumità, su alberi dal diametro non superiore a 80 centimetri,  che costituivano ostacoli in banchina. 

Sulle strade in questione, larghe non più di sei metri, la carreggiata è resa ancor più stretta dall’invasione  dei rami degli alberi protesi sulla carreggiata.  

Le stesse piante non rispettano le distanze previste dall’art. 16 del Codice della Strada e dal relativo art. 26  del Regolamento del CdS, costituendo ostacolo in banchina, per il quale non è stato possibile prevedere  una protezione con sistemi passivi. Per installare quest’ultimi sarebbe stato necessario che la barriera  stradale fosse posizionata a una certa distanza dall’ostacolo con conseguente ulteriormente riduzione della  carreggiata. In mancanza, la barriera non risulterebbe certificata. 

Per quel che concerne la pericolosità, tra l’altro, si sono verificati diversi incidenti, anche mortali, con alcuni  mezzi che, per cause non imputabili all’ente, hanno terminato la propria corsa contro gli stessi alberi. La messa in sicurezza del tratto di strada della SP 128, tra la SS 16 e la SP 129, inoltre, avrebbe richiesto  interventi per centinaia di migliaia di euro, che non sono, al momento, nella disponibilità dell’ente, ma che comunque non avrebbero potuto prescindere dall’abbattimento delle piante, poiché la presenza in  banchina degli alberi non avrebbe consentito la manutenzione, la realizzazione di opere di regimazione  (cunette) delle acque superficiali e l’adeguamento della strada stessa alla categoria C.»