ACCADDE OGGI 24 NOVEMBRE - #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 24 novembre - #almanacco

Oggi 24 novembre la Chiesa festeggia Sant’Andrea D?ng L?c  

496 – Sale sul soglio pontificio Papa Anastasio II
642 – Sale sul soglio pontificio Papa Teodoro I
1826--Nasce a Firenze Carlo Lorenzini alias Carlo Collodi autore de Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino
1859 – Il naturalista britannico Charles Darwin pubblica On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life. 1904 –1922 – Il popolare scrittore e membro dell’Irish Republican Army, Robert Erskine Childers, viene giustiziato da un gruppo di fuoco dell’Irish Free State per porto abusivo di un revolver
1932 – A Washington, viene inaugurato l’FBI Crime Lab
1944 – Seconda guerra mondiale: bombardamento di Tokyo – Missione di bombardamento contro la capitale giapponese, Tokyo, viene effettuato da 88 aerei statunitensi
1951 – L’opera di Broadway, Gigi (teatro), debutta con protagonista la poco nota attrice Audrey Hepburn (la commedia andrà in scena per sei mesi e porterà al debutto cinematografico della Hepburn, nel film Vacanze romane)
1969 – Programma Apollo: l’Apollo 12 ammara nell’Oceano Pacifico, ponendo fine alla seconda missione dell’uomo sulla Luna
1971 – Un uomo che si fa chiamare Dan Cooper (comunemente ricordato come D. B. Cooper) si paracaduta da un aereo della Northwest Orient Airlines che aveva dirottato con 200.000 dollari di riscatto; di lui non si è più saputo nulla
1998 – America Online annuncia che acquisirà Netscape Communications con una transazione con scambio di azioni del valore di 4,2 miliardi di dollari
2001 – Precipita un Avro RJ100 della Crossair su una collina vicino Zurigo, uccidendo 24 persone, tra cui un gran numero di personaggi famosi.
2002 – Austria: il partito Popolare vince le Elezioni politiche
2009 – Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia, viene rapita a Milano e viene data alle fiamme a Monza qualche giorno dopo
2014 – Lo zibibbo di Pantelleria è stato inserito nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’Unesco
2018 – I BTS tengono il loro discorso alle Nazioni Unite, parlando della loro campagna “Love Myself” promossa dall’UNICEF, così come dell’importanza dell’amore per se stessi per le giovani generazioni. Il gruppo è stato scelto come testimone per presentare il nuovo programma “Generation Unlimited” dell’UNICEF


Nati 

Ted Bundy (1946) – Serial killer statunitense
Frances Hodgson Burnett (1849) – Scrittrice inglese
Carlo Collodi (1826) – Scrittore italiano
Paola Cortellesi (1973) – Attrice e conduttrice tv italiana
Henri De Toulouse-Lautrec (1864) – Pittore francese
Joe DiMaggio (1914) – Campione di baseball statunitense
Lorenzo Flaherty (1967) – Attore italiano
Vanessa Incontrada (1978) – Attrice e conduttrice tv spagnola
Emir Kusturica (1954) – Regista bosniaco
Baruch Spinoza (1632) – Filosofo olandese
Laurence Sterne (1713) – Scrittore britannico

Morti 

Georges Clémenceau (1929) – Politico francese
Lautréamont (1870) – Poeta francese
Freddie Mercury (1991) – Cantante e musicista inglese, membro dei Queen
Mazzino Montinari (1986) – Filosofo italiano
Diego Rivera (1957) – Pittore e artista messicano
Sidney Sonnino (1922) – Politico italiano
Emilio Visconti Venosta (1914) – Politico e diplomatico italiano

Oggi parleremo di Carlo Collodi che è straconosciuto per il suo Pinocchio ma che ha scritto decine di romanzi.

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini (Firenze24 novembre 1826 – Firenze26 ottobre 1890), è stato uno scrittore e giornalista italiano. È divenuto celebre come autore del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, più noto come Pinocchio.

Nacque nel 1826 a Firenze in via Taddea. Il padre, Domenico Lorenzini (Cortona 30 marzo 1795 - settembre 1848), era cuoco e la madre, Angiolina Orzali (Veneri, Collodi 18 agosto 1800 - 1886) era sarta e cameriera, ambedue al servizio dei marchesi Ginori.[1] Angiolina era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi, che amministrava il podere di Veneri, alle porte del paese di Collodi, il cui nome ispirò lo pseudonimo adottato da Lorenzini.

Dal matrimonio (celebrato il 12 febbraio 1826) di Domenico con Angiolina nasceranno ben dieci figli: Carlo, Marianna (19 gennaio 1828 - 13 settembre 1829), Paolo (13 aprile 1829 - 17 novembre 1891), Maria Adelaide (6 agosto 1831 - 1871), Marianna Seconda (19 novembre 1832 - 20 dicembre 1838), Giuseppina (25 dicembre 1834 - dicembre 1850), Paolina Antonietta (18 aprile 1836 - 28 gennaio 1839), Giovannina Letizia (24 giugno 1837 - 1839), Lorenzo (18 novembre 1839 - 1839) ed Ippolito (3 agosto 1842 - 1923).

Il giovane Lorenzini poté studiare grazie all'aiuto della famiglia Ginori: visse per un periodo, durante l'infanzia (che però trascorse perlopiù a Collodi presso il nonno materno), in una loro casa in Via Taddea e, quando il fratello Paolo divenne amministratore della fabbrica Ginori, nel palazzo Ginori di via de' Rondinelli, sulla facciata del quale una targa ne ricorda la permanenza durante gli ultimi anni della vita. Dal 1837 fino al 1842 entrò in seminario a Colle di Val d'Elsa; non diventò prete, ma ricevette una buona istruzione. Fra il 1842 e il 1844 seguì lezioni di retorica e filosofia a Firenze, presso un'altra scuola religiosa degli Scolopi.

Interruppe gli studi superiori nel 1844, ma aveva già cominciato a lavorare come commesso nella libreria Piatti di Firenze probabilmente fin dal 1843. Nel 1845 è tanto considerato da ottenere una dispensa ecclesiastica che gli permette di leggere i libri messi all'indice dei libri proibiti. Non è certo che collaborasse a La Rivista di Firenze, mentre a partire dal 29 dicembre 1847, pubblicando l'articolo di musicologia L'Arpa, cominciò a scrivere per L'Italia Musicale, giornale milanese di cui divenne ben presto una delle firme di maggior richiamo. Il ruolo intellettuale di Collodi sarà prezioso, perché l'autore toscano trasmetterà a molti scapigliati milanesi alcune tematiche critiche fondamentali, relative al teatro di prosa e musicale, alla poesia e al romanzo del suo tempo, che alimenteranno a lungo il dibattito culturale nel nostro paese.

Nel 1848, allo scoppio della Prima guerra d'indipendenza Carlo si arruolò volontario combattendo con il battaglione toscano a Curtatone e Montanara. Tornato a Firenze fondò uno dei maggiori giornali umoristico-politici dell'epoca: Il Lampione, soppresso nel 1849. Cominciò per lui, patriota, un periodo non facile nella Toscana granducale, tanto che Lorenzini viaggiò spesso a Milano e Torino, fermandovisi per lunghi periodi. Il giornalismo umoristico fu allora la sua principale risorsa: da qui la collaborazione con numerose testate umoristiche, che affrontavano, all'insegna del riso e del sorriso, argomenti artistici, teatrali e letterari: l'ArteLa Scena (a cui collaborò anche Ippolito Nievo), La Lente e altre. Nel 1853 fondò lo Scaramuccia, che divenne presto uno dei maggiori giornali teatrali italiani, fornendo letteralmente il modello a tanti altri fogli analoghi, sorti in tutta Italia. Si occupò di tutto con grande competenza: musica, teatro, letteratura.

Nel 1856, collaborando con il giornale umoristico fiorentino La Lente firmò per la prima volta con lo pseudonimo di Collodi. Dello stesso anno sono le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica. Nel 1859 partecipò alla Seconda guerra d'indipendenza arruolandosi come volontario nel reggimento sabaudo dei Cavalleggeri di Novara. Finita la campagna militare ritornò a Firenze. Nel 1860 diventò censore teatrale. Nel 1868, su invito del Ministero della Pubblica Istruzione, entrò a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze.

Nel 1875 ricevette dall'editore Felice Paggi l'incarico di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi non solo tradusse, ma ricreò in italiano inserendovi una morale, un corpus di fiabe sotto il titolo I racconti delle fate, tratte dall'edizione Hachette del 1853 di fiabe di Charles PerraultMarie-Catherine d'AulnoyJeanne-Marie Leprince de Beaumont. Il volume uscì l'anno successivo.

Nel 1877 apparve Giannettino e nel 1878 fu la volta di Minuzzolo. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l'infanzia Giornale per i Bambini (pioniere dei periodici italiani per ragazzi diretto da Ferdinando Martinii), uscì la prima puntata de Le Avventure di Pinocchio, con il titolo Storia di un burattino. Secondo il saggio di Gianni Greco Quel copione di Collodi (Pinocchio non fu il primo naso), del 2018, Collodi si sarebbe ispirato per la stesura del suo più celebre romanzo a fonti antecedenti. Nel 1883 pubblicò Le avventure di Pinocchio raccolte in volume. Dal 12 aprile di quell'anno, e fino all'8 dicembre 1886, fu direttore del Giornale per i Bambini. All'apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal compimento del suo sessantaquattresimo anno, Collodi, mentre sta rientrando, muore per un aneurisma proprio sull'uscio di casa. È sepolto nel cimitero delle Porte Sante.

Si è spesso parlato di un'affiliazione di Collodi alla massoneria. Il mondo massonico, in effetti, si fregia di tale presunta appartenenza dell'illustre scrittore. Tuttavia, come recentemente dimostrato da Daniela Marcheschi, curatrice della pubblicazione integrale delle opere di Collodi, non vi sono prove reali in questa direzione. Analizzando gli elenchi di affiliati e gli archivi dell'epoca, la Marcheschi ha dimostrato l'infondatezza del dato: Collodi, documenti alla mano, non è ascrivibile tra gli affiliati. Quindi, nonostante siti internet legati al mondo culturale massonico affermino una tale appartenenza, non è stata prodotta, a oggi, alcuna documentazione al riguardo.

Come illustra la Marcheschi, tutta la tesi dell'affiliazione di Collodi alla massoneria si fonderebbe su un'errata comprensione di un saluto in calce ad una sua lettera; in essa la contrazione "suo affo" è stata letta come "fratello" anziché "affezionato": tanto è bastato per costruire la storia di un "Collodi massone". Le difficoltà incontrate lungo la sua vita sarebbero inoltre conferma del fatto che l'autore non potesse contare su potenti appoggi. Nonostante certa letteratura voglia ad ogni costo trovare un messaggio massonico ed esoterico specialmente nel suo "Le avventure di Pinocchio", rimane molto più realistica quella lettura che coglie nella filigrana del testo l'intreccio di una fede cristiana con le vicende personali della vita dell'autore.

Nel 1962 è stata costituita la Fondazione nazionale Carlo Collodi che ha, tra i suoi scopi, quello di diffondere e far conoscere nel mondo le opere del Collodi, in particolare "Le avventure di Pinocchio". Con D.M. del 9 giugno 2009 è stata istituita l'Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, presieduta da Daniela Marcheschi.