Infermieri contagiati, la replica del DG Florenzano: "Mai accusato nessuno per uso scorretto di mascherine"

«Le mie parole, inserite in un contesto più ampio, sono state strumentalizzate. Del tutto distorte. Non intendevo minimamente affermare che gli infermieri che, loro malgrado, si sono contagiati hanno contratto il virus perché non hanno indossato correttamente i dispositivi di protezione individuale. 
Ho sostenuto una cosa diversa, riconosciuta universalmente da esperti di gestione dei protocolli sanitari nonché da medici e scienziati: i dispositivi di protezione individuale servono appunto per evitare il propagarsi del contagio negli ospedali. La direzione generale e tutto il personale Asrem, a cominciare dagli infermieri, lavorano proprio per rendere gli ospedali luoghi sicuri. Siamo un’unica squadra, tutti dalla stessa parte e tutti a remare, da mesi, nella stessa direzione. 
Ciò che ho detto, ma che nel riportare le mie dichiarazioni è stato omesso è altro. Ho detto che non è possibile, sulla base dei dati in nostro possesso scaturiti dal tracciamento, sostenere con certezza matematica che gli infermieri siano entrati a contatto con il virus all'interno dell'ospedale (così come non è possibile escluderlo). E questo non perché il tracciamento non funzioni, bensì per la presenza di numerosi cluster attivi al momento a Termoli, a Campobasso e Isernia, le cittadine che ospitano i nostri ospedali, e per le singole storie epidemiologiche che non possono essere circoscritte tutte nello stesso contesto.
Ci sono i dati freddi e univoci. Po ci sono le polemiche, le distorsioni. Che negano persino i dati matematici più chiari pur di sostenere una tesi diversa, a uso e consumo dei detrattori. E’ un tranello in cui i molisani so che non cadranno. 
Adesso non ci servono polemiche, ma serenità. Ed è con serenità che vorrei far notare come spostare, contro ogni evidenza scientifica, l’attenzione pubblica sugli ospedali come veicolo di propagazione del contagio, è falso e pure pericoloso. Ad ascoltare certi discorsi montati ad arte, c’è il rischio che tra la popolazione si diffondono il timore di non poter andare in ospedale per le cure no-Covid di cui hanno bisogno. Non è così. Non possiamo permettere che i malati rinuncino alle cure per paura di contagiarsi. 
Pure con una epidemia in atto e con una carenza innegabile di personale, che è il risultato di decenni di depauperamento della sanità pubblica, non di certo imputabili a me, stiamo cercando di rendere gli ospedali luoghi i più sicuri possibile. 
L’elevato numero di ricoveri Covid ci ha costretto a modificare in corso d’opera alcuni protocolli per allargare il diritto alle cure sancito dalla nostra Costituzione a tutti i malati. In Molise, per fortuna e contrariamente ad altre realtà, questo è ancora possibile.  
Non deve però passare il concetto che gli ospedali molisani siano, agli occhi dell'opinione pubblica, luoghi pericolosi. Ribadisco: non è così. Il contagio avviene più fuori che dentro: questo è un fatto, il cui merito va proprio ai nostri infermieri e ai nostri medici che utilizzano correttamente i dispositivi di protezione individuale e i protocolli anti-contagio. Quello che sostengo è supportato dalle cifre a disposizione della Asrem e del Molise: su quasi 2600 casi di attuale positività al coronavirus, poche decine afferiscono a personale ospedaliero. E’ La prova che gli ospedali, grazie al loro personale e anche ai comportamenti individuali, stanno fronteggiando egregiamente l’ondata.
E gli infermieri, è notorio, sono i più esposti. Poiché sono stato chiamato direttamente in causa dall'Ordine, ribadisco la piena e totale solidarietà e ammirazione nei confronti di un personale infermieristico che con abnegazione, incredibile senso del dovere e amore per una professione sempre delicata e difficile e, in questo momento, particolarmente rischiosa è a fianco dei nostri pazienti, sottoponendosi a sacrifici costanti e quotidiani. I nostri infermieri sono la garanzia principale del diritto alla cura che cerchiamo di garantire ai molisani, sia che arrivino in ospedale con Covid sia che abbiano bisogno di cure relative ad altre patologie. Quello che Asrem doveva fare per potenziare l'organico è stato messo in atto, ricorrendo a tutte le procedure possibili, dai concorsi ad altro genere di procedure, comprese le assunzioni con contratto a partita IVA. Continueremo su questa strada, consapevoli che la difficoltà nel reperire personale esiste e ci accomuna, purtroppo, al resto del Paese. Questa non è una consolazione, ma una semplice constatazione. Che sia da stimolo alle stesse persone che adesso accusano e polemizzano affinché contribuiscano a rendere il Molise attrattivo e appetibile per medici e infermieri. Nel frattempo, ancora grazie ai nostri infermieri, sebbene la coscienza del loro valore non sia mai venuta meno».