Accadde Oggi 7 dicembre - #almanacco

Oggi 7 dicembre la Chiesa festeggia Sant’Ambrogio, vescovo 

43 a.C. – Marco Tullio Cicerone viene decapitato per ordine di Marco Antonio
1732 – Apertura della Royal Opera House al Covent Garden di Londra
1787 – Il Delaware diventa il primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti
1851 – Viene brevettato il frigorifero
1852 – Martiri di Belfiore: a Mantova sono giustiziati tramite impiccagione don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Carlo Poma, Bernardo De Canal e Giovanni Zambelli; era già stata eseguita la fucilazione di don Giovanni Grioli (5 novembre 1851) e seguiranno le impiccagioni di Tito Speri, Carlo Montanari e don Bartolomeo Grazioli (3 marzo 1853), di Pietro Frattini (19 marzo 1853) e di Pier Fortunato Calvi (4 luglio 1855)
1873 – In una lettera a Dedekind, Cantor fornisce per la prima volta la dimostrazione della non numerabilità dei numeri reali
1941 – Seconda guerra mondiale: il Giappone sferra un attacco alla base navale americana di Pearl Harbor. L’episodio segna l’ingresso ufficiale degli USA nel conflitto
1943 – Data ufficiale della fondazione del Movimento dei Focolari o Opera di Maria; Chiara Lubich si consacra a Dio a Trento
1949 – Guerra civile cinese: Il governo della Repubblica Cinese si sposta da Nanchino a Taipei
1982 – Negli USA viene eseguita la prima condanna a morte tramite iniezione letale
1988 – In Armenia un terremoto di magnitudo 6,9 della Scala Richter provoca quasi 25.000 vittime, 15.000 feriti e 400.000 senzatetto
2000 – A Nizza viene solennemente proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
2018 – In una discoteca di Corinaldo nelle Marche, durante un concerto di Sfera Ebbasta, uno spray al peperoncino causa il panico in una discoteca. Tra i giovani spettatori ci sono 6 morti e decine di feriti.

Nati 

Gian Lorenzo Bernini (1598) – Scultore ed architetto italiano
Larry Bird (1956) – Giocatore di basket statunitense
Toni Capuozzo (1948) – Giornalista e conduttore tv italiano
Noam Chomsky (1928) – Linguista statunitense
Gad Lerner (1954) – Giornalista italiano
Pietro Mascagni (1863) – Compositore e direttore d’orchestra italiano
Mino Reitano (1944) – Cantautore italiano
Sfera Ebbasta (1992) – Cantante rap italiano
Tom Waits (1949) – Cantautore statunitense
Eli Wallach (1915) – Attore statunitense

Morti 

Marco Tullio Cicerone (43 a.C.) – Politico, scrittore, oratore e filosofo romano
Krizia (2015) – Stilista italiana
Mango (2014) – Cantautore italiano. Ripercorriamo la sua vita datandola.

1954 Nasce a Lagonegro il 6 novembre, Pino Mango, in arte semplicemente Mango.

1962 A 8 anni si aggrega come “mascotte” della band del fratello Michele, cantando, tra i tanti, un brano dei Surf e nonostante la tenera età è già padrone del mezzo vocale e giorno dopo giorno cresce la sua volontà di portare avanti questa sua vocazione al punto di affermare senza alcun indugio che da grande farà il cantante perché “… se Dio mi ha dato questa voce, una ragione dovrà pur esserci…”.

1967 A 13 anni si accosta a generi tutt’altro che melodici, dal rock duro al blues; cresce ascoltando Led Zeppelin, Deep Purple, Robert Plant, Aretha Franklin e i Rolling Stones e influenzando così in modo determinante la propria impostazione canora. Tutte sonorità “estere” che non si rispecchiano in una musica italiana allora troppo legata a determinati stereotipi. Infatti, pur sentendosi molto vicino alle origini della nostra grande melodia, così come ai grandi innovatori della musica nostrana (Battisti su tutti), sente l’esigenza di fonderla con sonorità tipiche di altre culture come quella americana, anglosassone o irlandese. Le canzoni di Mango così non risultano essere mai scontate, ma sempre articolate in melodie imprevedibili ed emozionanti.

1973 Una volta conseguito il diploma di geometra, Pino si iscrive alla facoltà di Sociologia di Salerno, ma la passione per la musica è sempre più viva e cresce esponenzialmente.

1975 Insieme al fratello Armando, che si occupa della stesura dei testi delle sue canzoni, decide di trasferirsi a Roma e iscriversi alla SIAE. Durante l’esame di ammissione incontra Renato Zero, ancora agli inizi della sua carriera, ma già conosciuto nell’ambiente. Inizia così una chiacchierata spontanea tra i corridoi della SIAE e per ingannare l’attesa Pino accenna alcune sue canzoni. Renato ne rimane felicemente colpito e lo invita il giorno dopo in studio di registrazione presso la RCA. Qui conosce Franco Migliacci ed inizia la sua lunga avventura.

1976 C’era l’abitudine di lanciare verso fine anno, un album promozionale anticipando le uscite discografiche dell’anno successivo e fu così che avvenne la prima incisione in studio di Mango. Il brano era “Indiscutibilmente mia”, che sancisce anche l’esordio in tv nel programma “Passo 16 – Zero & Co.” con Renato Zero. Dopo la fase promozionale il brano prenderà il nome di ‘Su questa terra solo mia’, inserita nell’album di esordio “La mia ragazza è un gran caldo”, edito con la RCA. Tutti testi sono scritti dal fratello Armando e Silvano D’Auria; gli arrangiamenti sono a cura di Maurizio Fabrizio. Mango invece cura la parte musicale delle sue canzoni, caratteristica rigorosamente rispettata per tutta la carriera.

1977 Supportato dalla prestigiosa casa discografica Numero 1, quella del periodo d’oro di Battisti, per intenderci, lancia il 45 giri “Fili d’aria / Quasi Amore”, brani da “collezione“ perché mai pubblicati in nessun album.

1978 In attesa di poter pubblicare un secondo album, viene inciso sempre con la Numero Uno un nuovo 45 giri: “Una Danza / Non Aspettarmi”.

1979 A tre anni dall’album di esordio incide il suo secondo lavoro discografico, “Arlecchino”, accompagnato dal singolo “Angela ormai”.

1982 Trascorrono altri tre anni per poter ascoltare un nuovo album nonostante il lavoro sia già pronto da tempo. Stavolta la casa discografica è la Fonit Cetra e viene pubblicato “E’ pericoloso sporgersi”, di cui si promuove l’omonimo singolo.

1983 Il successo stenta ad arrivare, molte sono le delusioni di quel ragazzo partito da Lagonegro con tante aspirazioni.  I tre album scritti assieme al fratello Armando non avevano avuto grosso riscontro di pubblico a causa di una quasi inesistente promozione delle case discografiche, ma Pino aveva suscitato molto interesse tra gli addetti ai lavori e molti suoi colleghi iniziavano ad apprezzarlo come compositore. Artisti come Patty Pravo, Mia Martini e Scialpi gli chiesero di incidere sue canzoni. Scoraggiato, però, dalle flebili attenzioni, Mango decise suo malgrado di abbandonare il mondo della musica; avrebbe terminato la registrazione dell’album di Scialpi per poi riprendere a tempo pieno gli studi accademici di Sociologia.

Intanto a Milano, sulle scrivanie della Fonit, da tempo era stato presentato da Mango un provino al quale non veniva dato alcun riscontro. Un giorno Mogol si recò negli uffici della Fonit e scoprì quasi per caso questo provino. Ascoltando questa melodia rimase impressionato e chiese di incontrare Mango per poterlo produrre. L’invito però venne rifiutato perchè Pino aveva deciso di chiudere definitivamente con la musica e l’università era diventata la sua unica priorità, ma dopo ripetuti tentativi Mogol riuscì nell’intento. All’incontro erano presenti anche la direttrice artistica della Fonit Cetra, Mara Maionchi e Alberto Salerno, figure determinanti in questo momento di svolta, che hanno veramente creduto in lui fin dal primo momento. L’incontro è positivo e oltre a produrre questo giovane ragazzo, Mogol decide di scrivere anche il testo del suo brano… viene così alla luce una delle canzoni più rappresentative e conosciute di Mango: stiamo parlando di “Oro”.
Il 1983 è ancora protagonista nella vita di Mango, infatti, durante la registrazione di “Oro”, conosce una giovane cantante milanese, anche lei prodotta da Alberto Salerno: Laura Valente.

1984 Se nella discografia questa data è collegata all’uscita del 45 giri di “Oro”, Mango la identifica come vero inizio della sua carriera, una sorta di anno zero.

1985 Debutta a Sanremo nella categoria Nuove proposte con il brano “Il viaggio” e anche se non accede alla finale si aggiudica il premio della critica. Dopo il singolo sanremese pubblica l’album “Australia”.
Nello stesso anno scrive e produce tutte le canzoni di “Tempo di Blues”, album di esordio di Laura Valente.

1986 Nuovamente a Sanremo, stavolta gareggia nella categoria Big con “Lei verrà”, ma è presente al festival come autore di altri tre brani: “Re” di Loredana Bertè, “Nessun dolore” di Anna Bussotti e soprattutto “Io nascerò”, sigla del festival cantata da Loretta Goggi. Viene così pubblicato il 33 giri “Odissea” dove spicca l’intensa “La rosa dell’inverno”. Sempre quest’anno debutta con il primo tour, vince il disco d’oro e il Telegatto come ‘rivelazione dell’anno’.

1987 Ancora un Sanremo, in cui Mango si presenta con il brano “Dal cuore in poi”, ma l’album non è ancora pronto e subito dopo il festival va in sala di incisione a Bologna negli studi del produttore Malavasi, amico di Lucio Dalla. Fu così che un giorno Dalla venne a salutare il suo amico allo studio e volle ascoltare qualche brano; l’attenzione cadde su una melodia e chiese di poter scrivere il testo a quel sound così ricco di atmosfere. Nacque così “Bella d’estate” che fu un vero e proprio tormentone di quell’estate. Viene pubblicato così l’album “Adesso” che conquista 3 dischi d’oro. L’effetto prorompente di “Bella d’estate” riesce a superare i nostri confini raccogliendo grosse soddisfazioni anche all’estero. Infatti l’album viene stampato in tutta Europa, in primis in Germania e Francia, ma spopola letteralmente in Spagna dove si colloca ai vertici delle classifiche e ben presto viene pubblicato l’album in lingua spagnola prendendo il nome di “Ahora” da cui viene estratto il singolo “Flor de Verano” che raggiunge il primo posto nella classifica spagnola.
Ha inizio l’intensa collaborazione con il musicista lucano Rocco Petruzzi, con il quale Mango condividerà il resto del suo percorso musicale e personale.

1988 “Volevo regalarmi un disco che parlasse di me, uno spazio dell’anima, in cui volare alto sopra i sentimenti”. E’ questa la motivazione artistica del nuovo album “Inseguendo l’aquila”, tra i cui brani ricordiamo “Ferro e Fuoco”, “Il mare calmissimo” e “Mia madre”. Dalla Spagna i riscontri positivi non tardano ad arrivare e così anche la seconda pubblicazione in spagnolo è cosa fatta: “Hierro y Fuego”.

1990 Sono trascorsi tre anni dall’ultimo Sanremo; in questa edizione ritorna sul palco del festival la grande orchestra e Mango presenta il brano “Tu… sì”, ma come la volta scorsa l’album non è pronto e qualche mese più tardi viene pubblicato “Sirtaki”, il suo album più venduto con oltre 600.000 copie. Canzoni del calibro di “Nella mia città” e “Come Monna Lisa”, diventano ben presto di grande successo e successivamente saranno considerate dei veri evergreen della canzone italiana.
Nella bacheca va ad annoverarsi il premio Vela d’oro conferitogli a Riva del Garda.

1991 Nuovamente dalla Spagna arrivano segnali più che incoraggianti; viene pubblicato il terzo album consecutivo in lingua spagnola, “Sirtaki”.

1992 Viene pubblicato l’album “Come l’acqua” in cui è contenuto un vero e proprio capolavoro, non solo della produzione di Mango, ma della musica italiana: “Mediterraneo”, scritto insieme a Mogol. L’album vede la collaborazione in studio di musicisti di fama mondiale, quali Dominic Miller (chitarrista di Sting), Pino Palladino, Ian Kewley, Manu Katchè.

1994 Dopo ben 12 anni Mango lascia la Fonit Cetra e pubblica con la EMI l’album omonimo “Mango” in cui spicca la canzone ”Giulietta” composta assieme al genio di Pasquale Panella.

1995 Il 15 gennaio nasce Filippo, il primogenito di Mango e Laura Valente.
Quinta partecipazione sanremese; il brano è “Dove vai”, premiato come miglior arrangiamento della manifestazione canora, curato da Rocco Petruzzi. In seguito viene pubblicato il primo omonimo live.

1997 Mango ritorna alla Fonit Cetra e pubblica “Credo”. Per la realizzazione di quest’album si avvale di collaboratori internazionali del calibro di Mel Gaynor (batterista dei Simple Minds) e David Rhodes (chitarrista di Peter Gabriel). L’album è musicalmente intriso di atmosfere rarefatte e di ambienti sonori ricercati, frutto degli arrangiamenti di Rocco Petruzzi e Greg Walsh.

1998 Sesta partecipazione al Festival di Sanremo con ”Luce”, presentata in coppia con Zenima e magistralmente riproposto in versione inglese nella ristampa di “Credo”.

1999 Con la WEA Mango pubblica la prima e unica raccolta ufficiale della sua discografia, dal titolo “Visto così”, contenente 2 inediti: “Amore per te” e “Non dormire più”. Alcuni vecchi successi vengono riarrangiati e viene inoltre incisa per la prima volta da Mango “Io Nascerò”, canzone donata a Loretta Goggi nel 1986. Oltre 400.000 copie vendute e ben 4 dischi di platino. Lo stesso Mango definisce quest’album come un punto di arrivo, un voler tirare le somme e fare il punto della situazione.
Dovranno passare però 3 anni, per capire bene il senso di queste parole…

2001 Il 10 aprile nasce Angelina, la secondogenita di Mango e Laura.

2002 Con l’album “Disincanto” Mango si presenta con una nuova vena compositiva. Sente per la prima volta l’esigenza di raccontarsi e quindi di scrivere i testi addentrandosi nel proprio io. Risulta essere autore di gran parte dell’intero album. Assoluto padrone e trascinatore dell’intero lavoro è senza dubbio il brano ‘La rondine’; da segnalare inoltre, la cover di Michelle dei Beatles, eseguita straordinariamente a 6 voci, tanto originale quanto affascinante.

2003 Dopo un lungo percorso artistico e personale, si interrompono definitivamente i rapporti con il fratello Armando.

2004 Interamente composto da Mango, musica e parole, viene pubblicato “Ti porto in Africa” che è la naturale evoluzione del suo percorso musicale. Pervaso di grande magia e raffinato equilibrio, affonda le radici nella melodia e la gestisce con suoni e arrangiamenti più affini al pop-rock di matrice anglosassone. Degno di nota è il duetto con Lucio Dalla in “Forse che sì, forse che no”.
Il 2004 però è anche l’anno del debutto di Pino Mango come poeta; si presenta infatti al grande pubblico in una nuova ed elegante veste. Viene pubblicato dalle Edizioni Pendragon in coedizione con Chiaroscuro il suo primo libro di poesie ”Nel malamente mondo” non ti trovo, 54 poesie che riassumono tutta la raffinatezza e la profondità del Mango poeta che dichiara: “La poesia ha di bello la libertà, il foglio bianco, la musicalità espressa senza vincoli, solo con le parole”.
Carlo De Bei, chitarrista e autore che aveva già lavorato con Laura nei Matia Bazar, inizia una solida e stimolante collaborazione con Mango, sia nelle performances live che nelle sessioni di studio.
Mango si esibisce alla Koncertgebow di Amsterdam in un applauditissimo concerto di musica contemporanea del maestro Stefano Bellon, cantando versi di Andrea Zanzotto.
Dopo un nuovo disco, il suo primo libro di poesie e la favolosa esperienza di Amsterdam, sposa nella chiesa di Spineto, Laura Valente, sua compagna di una vita.

2005 “Ti amo così”, pubblicato dalla Sony-BMG, è un canto all’amore, poeticizzando la vita. Unica ispirazione sono i sentimenti più profondi che, messi sul pentagramma, arrivano fino ad un “Dicembre degli aranci”, brano emozionante interpretato con la moglie. Di grande rilevanza vocale è anche la magistrale interpretazione del classico partenopeo “I te vurria vasà”.

2007 “ Dove abitano le canzoni quando ancora nessuno ha avuto l’ispirazione di scriverle? Forse stanno appese a un albero, sono lì con le sembianze di giocose fate, attendono la luce buona per riflettere il magico pensiero della creatività”. Così nasce “L’Albero delle Fate”, il nuovo disco di Mango. Dopo dodici anni ritorna a Sanremo con “Chissà se nevica” e proprio sul palco dell’Ariston duetta con la moglie Laura Valente in una sublime versione acustica di soli archi.
Viene pubblicato il secondo libro di poesie, “Di quanto stupore”, edito sempre da Edizioni Pendragon in coedizione con Chiaroscuro.

2008 “Acchiappanuvole”: un album che caratterizza il talento di Mango, la sua voglia di sperimentazione, la sua vocalità creativa, il tutto in equilibrio ad “acchiappare” la fantasia. Quattordici brani che formano il primo album-cover dell’artista dove convivono rivisitazioni di De Andrè, Fossati, Battisti, Battiato, Pino Daniele, John Lennon, Creedence Clearwater Revival, Baglioni, Elisa, De Gregori, Patty Pravo, Renato Zero, Luigi Tenco, Anna Oxa. Rivisitazioni che sono frutto di un lungo lavoro di ricerca in cui Mango, insieme al chitarrista Carlo De Bei e a Rocco Petruzzi analizza tantissime canzoni, mettendone a nudo la bellezza e la forza nascoste in ognuna di esse. Il risultato è un disco creativamente fantasioso, libero da schematizzazioni, pervaso dall’incessante necessità di cercare e comunicare un’emozione.

2009 “Gli amori son finestre”; viene pubblicato un album dal vivo che porta un titolo pieno di speranza e verità. Oltre alle versioni live spiccano due inediti, “Contro tutti i pronostici” e ”E poi di nuovo la notte”. La voce di Flavio Insinna recita con autentico trasporto il testo che dà il titolo all’album, “Gli amori son finestre”, elegia sull’amore, dove il confine tra spiritualità e carnalità si dissolve e le immagini sono filtrate da una sensibilità così profonda da trascinare alla commozione. Lo stesso brano verrà poi eseguito dal vivo durante la tournèe.

2010 Tre memorabili concerti tra le guglie del Duomo di Milano; Mango è l’interprete, insieme a Laura e ad Angelo Branduardi, di “Everyman”, operetta morale composta dal maestro Maurizio Fabrizio ed eseguita con il Coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano e l’Orchestra dei Musici della Veneranda Fabbrica del Duomo.

2011 “La terra degli aquiloni”; Mango è da tempo un instancabile viaggiatore in cerca del cielo perfetto dove far volare i propri aquiloni; in lui convivono l’anima dell’esteta e la curiosità del matematico, la vocazione alla bellezza e l’inquietudine di chi ancora non ha risolto le variabili del proprio universo artistico. L’album rivive la collaborazione con Pasquale Panella (già co-autore di memorabili successi come “Amore per te” e “Giulietta”), Gli aquiloni di Mango trovano un cielo in cui volare anche tra le mura domestiche: “Starlight”, canzone dei francesi Superman Lovers, in cui il cantante lucano si regala la partecipazione dell’intera famiglia, ospitando la moglie Laura Valente e la figlia Angelina ai cori e il figlio Filippo alla batteria.

2014 All’inizio del 2014, gli Zois, una band bolognese d’avanguardia, realizza una cover di “Oro” che entusiasma Mango, tanto da convincerlo, non solo a partecipare alla registrazione in studio con un prezioso cameo interpretativo, ma anche ad apparire nel loro videoclip. La pubblicazione di questo lavoro avverrà nel 2015.

Dopo il successo del fortunato “Acchiappanuvole” viene pubblicato il secondo capitolo del viaggio alla riscoperta di grandi classici italiani e internazionali, “L’amore è invisibile”. “Scrivimi”, di Nino Buonocore, fa da apripista al nuovo progetto discografico. Ancora una volta l’approccio a questi brani è stato lo sforzo di coglierne il significato più profondo, cioè il cuore. Una volta colto il senso profondo di ogni canzone, Mango ha cominciato a rivestirle con abiti diversi rispetto a quelli originali, regalando così un’interpretazione soggettiva di ognuno di questi brani che poi si è tramutata in una reinterpretazione degli stessi. A impreziosire quest’album troviamo tre inediti: “L’amore è invisibile”, scritto dallo stesso Mango, “Ragazze delle canzoni” e “Fiore bel fiore” composto a quattro mani con Pasquale Panella.

L’8 dicembre 2014, Mango, durante un concerto di beneficenza a Policoro, avverte un malore mentre esegue al pianoforte “Oro”. Interrompe la sua esibizione, chiedendo scusa al pubblico e dopo qualche breve istante, a causa di un attacco cardiaco fulminante, se ne va, con l’eleganza e la gentilezza che da sempre l’hanno contraddistinto, lasciando a tutti noi un immenso dolore ma un’opera di incommensurabile valore artistico ed umano che, invece, non ci lascerà mai.