Ordinanza Toma su chiusura delle scuole, Fanelli: ordinanza scritta male

«Stiamo tentando di interpretare che cosa c’è scritto, ma non è facile, poiché, come spesso s쳭e, è scritta male. - dichiara in un post su Facebook Micaela Fanelli, Capogruppo del Partito Democratico in Regione Molise - L’art.1, comma 9, lettera s del dpcm del 3 dicembre 2020, citato in tale ordinanza, non esiste. Si riferisce probabilmente al comma 10 della lettera s del suddetto dpcm, che prevede la possibilità di erogare le attività con determinati requisiti. Si ritiene quindi che la deroga ammessa esplicitamente nell’ordinanza sia per garantire i laboratori e l’attività dei disabili. Per il resto, Toma chiude le scuole medie, come nelle zone rosse, e demanda ai sindaci la decisione per le scuole primarie, scaricando su di loro la scelta. I sindaci del Molise ora hanno in mano la patata bollente e devono decidere se mantenere aperte le scuole “elementari.
Un punto certo - continua la Fanelli -  restano in attività le scuole dell’infanzia così come previsto nell’art. 1 primo comma.
Circa la mobilità si impone di non prendere i mezzi pubblici, salvo casi di eccezione, fra i quali per fortuna quella riguardante il lavoro. Tuttavia non si capisce se le corse rimangono o vengono ridotte, originando il problema del primo lockdown, quando i nostri lavoratori pendolari rimasero senza molte linee indispensabili.
Si spera non si ripeta lo stesso errore. Lo chiediamo anche da parte dei Comitati che si costituirono a marzo e che sono tornati attivi dopo le dichiarazioni e le scelte di Toma.
Infine, - conclude - bene avere a cuore le attività delle imprese e particolarmente quelle commerciali, ma bloccare il trasporto pubblico avrà ripercussioni. La soluzione più efficace era aumentare le corse e farle svolgere senza rischi. Questo sì non avrebbe comportato conseguenze per la situazione già compromessa del commercio.
Per chiudere quindi due “domandone”: siamo sostanzialmente regione rossa? Non dovevamo agire bene e prima?»