In Molise intreccio di trame tinte di giallo: Giustini Commissario sanità e Toma Commissario all’emergenza - #vengcoconquestamiaadirvi

Onestamente mai organizzazione del Natale in casa degli italiani fu mai così tempestosa come quella di questo pandemico 2020. Parliamoci chiaro: abbiamo sostituito la festa religiosa con delle abbuffate ciclopiche e siamo convinti di festeggiare il Natale. Detto da uno che non va in chiesa sembrerebbe una cosa strana, ma pensiamoci un attimo. Le restrizioni che stiamo avendo/subendo non sono altro che l’aspetto preventivo avverso la crescita ulteriore del contagio da Covid 19. Ce ne sono altre che sono da applicare, altre, onestamente, lasciano un attimo interdetti. Personalmente trovo giusto che abbiamo posto un freno alle riunioni familiari, proprio per evitare contatti e contagi, non trovo giuste altre disposizioni che sembrano stridire con i divieti dei “baccanali familiari/alimentari” disposti dalla Presidenza del Consiglio.

Iniziamo a vedere: mi è sembrato strano che i sindaci, successivamente all’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale potessero decidere autonomamente di tenere aperte le scuole. Ho “chiesto in giro” ed ho scoperto che un’insegnante della scuola primaria può essere dislocata su scuole di comuni diversi, ma facenti parte della stessa direzione didattica. Ci potranno essere delle scuole aperte e/o chiuse nella stessa direzione didattica creando sicuramente non una situazione di linearità.

Nel periodo fascista Bocchini, capo della Polizia fascista creò l’OVRA (Opera di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo) con la quale si incentivavano le delazioni. In questa epoca pandemica i nostri governanti hanno chiesto la delazione sui nostri vicini che hanno fatto un uovo fritto invitando anche la nonna del terzo piano, ma rimanendo sempre nei sei conviviali a tavola. Vedremo se ci saranno più “delazioni” o più riunioni familiari di famiglie diventate di colpo grandissime.

Vorrei lasciare perdere il discorso sull’ordinanza di Toma circa i rientri si poteva evitare il distinguo e la quarantena se si fosse previsto il tampone obbligatorio per tutti. Ma ognuno la pensa come meglio capisce. Io non capisco e la penso male.

L’ordinanza di Toma potrebbe fare acqua da tutte le parti oppure essere blindata, poco ci interessa. Adesso cerchiamo di parlare di gestione della sanità in Molise. 

Il Generale (anche medico) Giustini ha un suo punto di vista sulla sanità in Molise che differisce da quello di Toma non nominato commissario alla sanità in deficit come i suoi predecessori, sia Iorio che Frattura lo furono. Ma Toma, per effetto della pandemia, è stato nominato commissario all’emergenza pandemica, così come tutti i presidenti di giunta regionale in Italia. 

Quindi ci troviamo di fronte ad una situazione “strana”. Abbiamo la sanità commissariata (siamo rimasti noi e la Calabria) per deficit sanitario con l’arrivo di commissari romani, un poco come i proconsoli che giungevano nell’impero, ma abbiano un commissario alla pandemia che non è quello della sanità “normale”.

Agatha Christie non sarebbe stata capace di ordire una trama tanto complicata per un suo romanzo giallo.

Quindi è successo che Giustini, commissario “ordinario” alla sanità scegliesse come centro Covid Larino, mentre Toma, insieme a Florenzano, di nominato  da Toma e la Scafarto, nominata da Florenzano hanno mandato a Roma un piano emergenza Covid che ha preso il “sopravvento” su quella di Giustini.

In pratica Giustini aveva previsto il centro Covid a Larino, Florenzano e la Scafarto presso il Cardarelli a Campobasso.

Al ministero della salute che tanto salute non deve essere guardando lo scarno volto del Ministro Speranza, i dirigenti ministeriali hanno, giustamente preso in considerazione la relazione del commissario Covid per la regione Molise. Commissario che non è Giustini, ma Toma, ovviamente è stato preso in  considerazione il piano proposto dall’effettivo commissario al Covid.

Adesso una domanda sorge spontanea: lavorate in Molise per il Molise tutti: commissario alla sanità commissario al Covid, direttore generale dell’Asrem, vi costava tanto fare una riunione tra voi quattro per parlarne e cercare la soluzione migliore? Io ho sempre detto che la soluzione migliore sarebbe stata Larino, ma resta una mia personale opinione e null’altro.

Voglio concludere in maniera “commerciale”

Nella speranza che detta  missiva possa fare da punto di riflessione per una futura gestione della sanità in Molise in maniera se non collegiale ma almeno partecipata da tutti i responsabili, porgo i mie più cordiali saluti augurando a tutti: “speriamo che ce la caviamo”.

Statevi arrivederci e forza Milan …. ognuno ha i suoi difetti.

Franco Di Biase