“Ciak si impara”: a Termoli col cinema a scuola si formano i cittadini di domani

Di Valentina Gentile 
TERMOLI. L’educazione all’immagine e al linguaggio cinematografico, fra gli obiettivi della cosiddetta “Buona scuola” di Renzi rilanciati poi dal bando del Miur e del Mibact “CinemaScuola Lab”, si concretizzano anche in Molise. Ci sono infatti quattro istituti termolesi fra i vincitori del bando nazionale promosso nel 2019 e poi slittato e rimodulato a causa della pandemia. Quello che i due ministeri hanno considerato meritevole di finanziamento è un progetto dal nome “Ciak si impara”, scritto da tre insegnanti insieme alla Consulta per le disabilità di Termoli. Ora può finalmente prendere il via, iniziando dalla formazione dei docenti venerdì 11 dicembre. Capofila è l’Istituto Comprensivo “Brigida” col suo dirigente Francesco Paolo Marra, che insieme agli altri docenti e partner ha presentato il progetto alla stampa ieri 9 dicembre. Destinatari oltre 280 alunni, ripartiti fra quattro scuole (oltre alla “Brigida” stessa, l’IC “Difesa Grande”, il liceo scientifico “Alfano” e l’artistico “Jacovitti”) per un totale di 13 classi.
«La sfida è ricominciare», afferma la professoressa Concetta Niro, dirigente dell’Alfano. «Formare il gusto e la capacità di giudizio di quello che sarà il pubblico di domani, partendo dalla forma artistica che i giovani comprendono meglio, avendo gran dimestichezza con immagini e loro manipolazione». Secondo la professoressa Occhionero è però «importante tornare al messaggio originario del cinema, contrapposto alle brevi clip di cui oggi fruiscono i giovanissimi. Con questa esperienza formativa andiamo oltre quel che di solito si fa a scuola».
La forza del progetto è «aver fatto rete sul territorio, per farlo crescere. Con un occhio sempre rivolto all’inclusione e ai rapporti interpersonali, per formare giovani cittadini più rispettosi e con maggior senso civico e umano» spiega Mariagrazia D’Onofrio, insegnante di sostegno alla “Brigida”. Partner delle scuole sono infatti MoliseCinema, l’Associazione degli Psicologi del Molise e la già citata Consulta per le disabilità; la presidente di questa, Tina De Michele, e la professoressa D’Onofrio descrivono nel dettaglio “Ciak si impara”, che segue due direttrici principali. Una è costituita da linguaggio, storia e potenzialità espressive del cinema, che «mira a formare giovani spettatori appassionati che tornino in sala quando l’emergenza Covid sarà passata». La seconda sono i temi di attualità di cui il cinema è portatore, nello specifico diversità, cittadinanza, diritti, ma anche le emozioni che i film veicolano; l’approfondimento emotivo sarà possibile grazie all’aiuto dei professionisti della salute mentale dell’Apsi. «Il percorso che avevamo in mente doveva svolgersi in sala, ma tenteremo di ricrearla all’interno degli istituti scolastici, confidando nel ritorno alla didattica in presenza e naturalmente attenendoci a tutte le norme del caso».
Il percorso si articola in tre moduli, pensati in base all’età e agli stili cognitivi degli alunni, in ottica di continuità: 
- “Cinema in grembiule” per la scuola primaria, dove si affronteranno il cinema muto di Chaplin e Stanlio e Ollio, l’animazione con “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti e le emozioni con “Pinocchio” di Matteo Garrone;
- “Cinema nello zaino” per la scuola secondaria di primo grado, che vedrà i tre nuclei della legalità (con “I cento passi” di Marco Tullio Giordana), del talento e creatività (“Mona Lisa Smile” di Mike Newell) e infine amicizia e rapporti personali (raccontati con “Quanto basta” di Francesco Falaschi);  
- “Cinevisioni” per i licei, che si prefigge di parlare ancora di legalità – qui con “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi –, di diversità, attraverso “Un bacio” di Ivan Cotroneo, e di ambiente con “Promised Land” di Gus Van Sant.
La valenza socio-psicologica di questo progetto è illustrata dalla dottoressa Adriana Viotti, presidente Apsi Molise: «Le immagini in movimento allentano le difese e permettono identificazione, empatia. Vogliamo e speriamo di riuscire ad andare a fondo di queste tematiche ed emozioni, anche costruendo gruppi esperienziali. Non formare solo spettatori consapevoli, quindi, ma anche individui consapevoli: il cinema è uno strumento mediatore fra sé e gli altri, fra individuo e collettività». 
 
Oltre agli aspetti psicologici ed emotivi approfonditi dall’Apsi, ogni film sarà preceduto da un’introduzione fatta dagli esperti di MoliseCinema, Raffaele Rivieccio, Veronica Flora, Luisa Castaldi e Salvatore Di Lalla, che si occuperanno anche del coordinamento generale delle attività e della formazione degli insegnanti. Parallelamente si prevedono attività laboratoriali in presenza, da svolgersi come parte finale quando si spera siano scongiurati i pericoli del Covid.
Federico Pommier, presidente di MoliseCinema, specifica come sia obiettivo statutario dell’associazione stessa quello di promuovere la cultura del cinema anche e soprattutto nei luoghi di formazione come le scuole. «Ci stanno a cuore gli stimoli cognitivi e culturali che il cinema può portare agli alunni. Uniremo dunque grandi classici a film contemporanei, costruendo un percorso trasversale sia fra i linguaggi che fra le tematiche. È prevista una parte tecnica su come si fa un film e una parte di lettura e interpretazione: sulla base dei film visti, il patrimonio di emozioni e sensazioni sarà messo a frutto mediante la realizzazione di cortometraggi che saranno poi montati in un prodotto da presentare alla fine del percorso, in un’iniziativa che abbiamo chiamato “Minuto Lumière” a richiamo dei primissimi cortometraggi documentari girati dai fratelli inventori del cinematografo». 
In un periodo in cui le sale sono chiuse e anche la didattica fatica a ripartire, riuscire a portare il cinema nelle scuole e tenere così aperta un’opportunità di crescita e conoscenza per i ragazzi è quanto mai necessario e auspicabile.